5STARS ELITE MAGAZINE

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#5StarsEliteMagazine

Ad ogni fine, corrisponde un inizio

31 gennaio 2023

a cura di Valentina Capretti

Cari lettori,

oggi vi racconto un po’ di me: dovete sapere infatti che, oltre alla scrittura, ho una grande passione per la lettura. Il mio libro preferito è da sempre (e per sempre) “Il Piccolo Principe”, un testo ricco di spunti di riflessione di cui ho compreso i significati più profondi crescendo.

La prima volta in cui l’ho letto da bambina ero certa fosse semplicemente una bella storia, ora che sono adulta penso sia realmente un capolavoro senza età, un inno alla vita, ai valori che la accompagnano e alla felicità. Quello che più mi sorprende è come ogni volta in cui lo leggo io riesca a coglierne un particolare nuovo a cui non avevo dato peso la volta prima, ma soprattutto mi rendo conto di come, anche se dovessi rileggerlo un milione di volte, non mi stancherebbe mai e non potrebbe mai deludermi.

Questo mi succede anche con le persone che amo: non perdo mai la curiosità di scoprirle in ogni piccola sfumatura del loro essere anche dopo anni di condivisione non dando mai per scontato il tempo con loro. (fatta eccezione solo per chi mi arreca sofferenza). Credo che tutto ciò che fa bene al nostro cuore merita sempre di essere coltivato e conservato.

Una delle riflessioni più belle dell’autore si conclude cosi: “Per ogni fine c’è un nuovo inizio” una celebrazione alla speranza e al cambiamento, nonostante la maggior parte di noi sia solita dare alla parola FINE un’accezione negativa. Il significato del sostantivo FINE sul vocabolario viene indicato come: “l’ultima parte, l’ultimo tempo di una cosa, il punto, la conclusione…” ma non c’è niente che la collega a qualcosa di ostile o spiacevole.

Abbiamo un’ottima considerazione degli inizi, di tutto ciò che trova modo di nascere e esistere considerando la fine, invece, come una sconfitta, una frattura dolorosa tra passato, presente e futuro o una parentesi del nostro cammino che si chiude e da cui non si può più tornare. Sicuramente ci hanno abituato che quando finisce un amore, un’amicizia, un lavoro, un ciclo di vita si prova un dolore difficile da gestire, ma è proprio grazie a questo periodo di frammentazione, rinascita e ricostruzione che, spesso, acquisiamo la giusta consapevolezza nel poter trovare un amore più giusto per noi, degli amici più affini alla nostra personalità, un lavoro che ci soddisfi di più o un nuovo sogno in cui credere.

Per ogni fine c’è un nuovo inizio” non sempre significa peggiore, anzi.

Il non riuscire a vivere qui e ora ci porta a provare una continua ansia anticipatoria rispetto a quello che potrebbe o meno succedere del domani, siamo così abituati a chiederci “e se andrà male?” e se fallirò?” all’inizio di ogni avventura che ci dimentichiamo l’opzione “e se andrà tutto bene?”. Bisogna disimparare a dare le risposte adeguate con l’atteggiamento sbagliato, perché dovremmo avere paura delle cose che non abbiamo il coraggio di iniziare piuttosto che della loro conclusione: il senso del viaggio è provarci nonostante tutto e nonostante la tremenda paura di non farcela. 

È difficile accettare che il rapporto con le persone che amiamo possa finire, questo è vero, ma dovremmo rafforzare la consapevolezza che dietro ai finali più tristi c’è una lezione che la vita vuole insegnarci e quindi…ne vale sempre la pena!

Sarà che per me l’unica parola che accompagna fine è lieto…

E quindi buon lieto fine a tutti. E se non sarà lieto allora buona fine e buon inizio, perchè quando si riparte è sempre una vittoria.

Lasciate che la vita vi sorprenda. Allenatevi al cambiamento, allenatevi alla speranza.

Con amore,

Valentina 

#RiflessionidelCuore

FU CHIAMATO LIONARDO DA VINCI, IL GENIO ECLETTICO DI TUTTI I TEMPI

a cura di Maria Livia Pellicano

Ci troviamo nel medioevo, anno 1453, quando la capitale dell’impero Bizantino, Costantinopoli, cade nelle mani di Maometto II, detto il conquistatore. Papa Pio II, impressionato dall’avvento, ne sottolineò la drammaticità in tutti i suoi scritti resi pubblici e fatti pervenire in tutta Europa. Il tracollo dell’impero Bizantino, dove Dio era rigorosamente considerato il centro di tutto, va a determinare la rinascita dell’Occidente, dando un taglio drastico al passato. Nel XV secolo, nasce una nuova corrente, l’ Umanesimo, dove l’attenzione si concentra su l’uomo, si sviluppano nuovi esperimenti in campo scientifico, nuove discipline come la Biologia, la Zoologia e l’antropologia. Un fermento culturale che fece emergere una nuova epoca, l’Umanesimo, dal quale fiorì il Rinascimento; il periodo ideale in cui vivere per una mente brillante e geniale come quella di Lionardo da Vinci che lo portò alle maggiori forme d’espressioni , egli fu infatti scienziato, filosofo, architetto, pittore, scultore, disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, botanico, musicista, ingegnere e progettista. Egli inventò la macchina volante alata (aereoplano), l’attrezzatura subacquea, l’automobile, l’anemometro, il cannone a 33 canne (arma automatica), l’elicottero, il ponte girevole, il paracadute, il cavaliere robotico (robot), il carro falciante, il carrarmato, lo scafandro, il galleggiante a fondo apribile, il tamburo meccanico, la stampante, la nave a sperone mobile, il guanto palmato, il salvagente, la vite aerea, laacchina per il moto perpetuo, il balista lanciasassi, il forno, i cuscinetti a sfera, non solo ma anche la bicicletta, la camera degli specchi, bombarda a frammentazione, la ruota per azionare balestre, il telaio automatico da tessitura e molto più. Vi confesso che mentre scrivo queste poche righe su questo incredibile genio, mi vengono le lacrime; colui che oggi chiamiamo Leonardo da Vinci, io amo chiamarlo Lionardo così come lo chiamarono gli antichi.

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Lionardo nasce in Italia ad Anchiano, vicino Firenze, il 15 aprile 1452, fu figlio illegittimo del ricco notaio Piero da Vinci e una contadina dal nome Caterina, dunque visse una situazione familiare difficile, i primi cinque anni con la madre e in seguito nella famiglia paterna con i nonni. I genitori non vissero mai insieme. Ricevette una educazione assai anomala al tempo, molto libera, non imparò mai il latino e il greco, così come veniva richiesto al tempo per una persona dotta e colta ma imparò al contrario di molti altri, a scrivere anche con la mano sinistra e contemporaneamente da destra a sinistra come da sinistra a destra. I suoi interessi da bambino, erano stare nella natura e giocare con gli animali che amava molto, tanto da non mangiare mai carne. Sperimentava, mediante l’accurata osservazione della natura, giochi che erano dei veri inizi di piccoli progetti ingegnosi, aveva una grande capacità di apprendimento e una mente fotografica.

Nel 1460, il padre Piero, riconosce nel ragazzino appena adolescente, uno spiccato talento artistico nel disegno. Fu presentato dunque, tramite un amico di famiglia, ad Andrea Verrocchio, un famoso pittore e scultore dell’epoca che dirigeva la rinomata bottega nella quale veniva praticata una larga gamma di diverse arti, come la pittura, la scultura, l’orificeria con cera a perdere, la lavorazione del bronzo e altri metalli, l’architettura e l’ingegneria meccanica; qui emersero importanti artisti come Sandro Botticelli, Perugino, Domenico Ghirlandaio e Lorenzo di Credi.Una bottega quella del Verrocchio che riceveva l’attenzione e gli ordini di commissioni importanti dai signori di Firenze, la famiglia Medici che all’epoca governava a pieni poteri. Per il giovane all’epoca appena decenne, era stato giudicato ancora prematuro iniziare l’attività presso la bottega. Un periodo in cui intrighi, veleni, omicidi, erano all’ordine del giorno, lo stato sociale di Lionardo, da figlio illegittimo era pertanto mal considerato a quei tempi, non era facile, tuttavia egli riuscì grazie la sua brillante genialità ad emergere e farsi stimare e ben volere. A 17 anni da Vinci entrò definitivamente nella bottega del Verrocchio, il quale venne presto a conoscenza della spiccata intelligenza del ragazzo e della sua particolare inventiva e capacità progettuale, ne ebbe dunque una grande stima. La mente creativa di Leonardo era assiduamente stimolata dal connubio della sperimentazione abbinata ad un notevole spirito critico,così come il continuo interesse e desiderio di conoscenza  hanno stimolato e rafforzato la sua innata genialità.

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Nel 1472, poco più di 20 anni il bel Lionardo fece parte della compagnia dei pittori di Firenze, la compagnia di San Luca; a 24 anni si afferma come artista indipendente. Era famoso per la sua particolarità della dinamicità nella pittura, dai suoi dipinti spiccava il movimento e la profondità assieme alle morbide sfumature, le figure non erano mai definite da linee ma da sovrapposizioni di velature che davano l’effetto di una tridimensionalità quasi reale. Egli non amava usare i colori nei suoi disegni, si limitava a dare una base di sanguigna leggerissima per le basi del disegno. Per il giovane da Vinci la più grande maestra di vita era l’esperienza infatti si definiva un autodidatta.

Con i suoi esperimenti cercava di scoprire i fenomeni naturali della luce e le ombre che furono determinanti nelle sue opere. Nel 1479 a Firenze Lionardo cominciò ad avere grande richiesta progettuale per la fabbricazione di strumenti bellici, armi e fortificazioni. Nel 1481 gli venne commissionata una pala , l’Adorazione dei Magi per San Giovanni a Scopeto, fu una delle sue opere più significative e importante che però non ritenne necessario portare a termine suscitando il malumore dei frati che lo denunciarono per l’opera incompiuta.Egli era uno spirito libero, iniziava spesso opere nuove seguendo l’istinto creativo, lasciandone però incomplete delle altre, probabilmente perché le definiva finite in quanto avevano raggiunto l’effetto desiderato attraverso determinati particolari che facevano vivere l’opera così come era.

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Non vi sono molti dipinti del genio di tutti it empi, tra quelli più importanti possiamo ricordare L’Annunciazione, IL Battesimo di Cristo dove lui dipinse di propria mano l’angelo in basso a sinistra in seguito l’ Adorazione dei Magi, La Vergine delle Rocce, l’ Ultima cena, Sant’Anna, La Vergine e il Bambino con l’agnellino.

In molti furono in quegli anni a dilettarsi nel disegno dell’uomo Vitruviano, anche il da Vinci. Si trattava della rappresentazione delle proporzioni ideali del corpo umano.

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Un corpo che è perfettamente e armoniosamente inscritto nelle due figure geometriche, esse sono cerchio, quale rappresenta il cielo e la perfezione divina e quadrato che rappresentante la terra. Già nel 80 a.C., Marco Vitruvio Pollione con il trattato dal nome De Architettura, opera di dieci libri, offre una panoramica sull’architettura e dedica il terzo volume ai templi, dove lui scrive sull’importanza dell’armonia delle forme e proporzioni, riferendosi così anche all’armonia delle proporzioni del corpo umano. Anche Plinio osservò che la distanza che c’è in un uomo dalla testa ai piedi è la stessa che c’è tra le dita delle mani a braccia distese. Il trattato di Plinio fu tradotto in seguito da Cristoforo Landino tra il 1472 e il 1474 , Lionardo ne possedeva una copia, si può ipotizzare che l’attento studio di Plinio, degno di considerazione ha destato l’attenzione del giovane Lionardo, il suo uomo Vitruviano risale al 1490; il genio introduce alcune aggiunte e modifiche attraverso la famigerata sperimentazione empirica. Pur guardando alla tradizione come sempre trova anche questa volta un modello nuovo e più attuale di proporzione.

Un dipinto fantastico e allo stesso tempo misterioso è un ritratto di donna dallo sguardo languido che  segue lo spettatore ovunque lui sia, con una ammiccante estroversione atipica per una dama dell’epoca e il sorriso appena a accennato. Le donne dipinte dal genio di tutti I tempi sono estremamente interessanti, ostentano una certa sicurezza e oserei dire che la loro espressione le fa assomigliare alle donne moderne. Si tratta della Gioconda, nota anche come Monna Lisa , una vera e propria icona enigmatica, è un dipinto a olio su tavola realizzato da Lionardo da Vinci, è di grandezza 77 × 53 cm e 13 mm di spessore, realizzato in data 1503-1506 circa e conservato nel Museo del Louvre di Parigi. L’opera rappresenta il ritratto di Lisa Gherardini moglie di Francesco del Giocondo, per questo fu chiamato anche la “Gioconda”. Pare che il ritratto venne dipinto in un lasso di tempo molto lungo, più volte venne ritoccato dall’artista, inoltre sembra che sotto l’attuale ritratto ci siano tre diverse versioni della Gioconda o Monna Lisa.

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Un altro ritratto del da Vinci, a mio parere molto attuale per la sua rappresentazione è Il Salvator Mundi, che fu tanto discusso per via della autenticità dell’attribuzione  dell’opera all’artista che in un primo tempo si pensava fosse stata dipinta da un suo allievo.

In fine, il meraviglioso e unico Salvator Mundi, con la sua sfera di cristallo rappresentante il mondo e la sua mano alzata in segno di benedizione, con i suoi capelli lunghi e riccioluti e la sua figura vagamente ambigua è stato acquistato all’asta nel 2017 per 450 Millioni di dollari americani dal principe ereditario Mohammed bin Salman.  È definitivamente oggi l’opera più stimata e pagata del mondo.

#LeonardoDaVinci

“La Principessa che voleva amare Narciso” di Maria Chiara Gritti

10 Gennaio 2023

a cura di Valentina Capretti

“La Principessa che voleva amare Narciso” di Maria Chiara Gritti, psicologa, psicoterapeuta e fondatrice del centro Dipendiamo con sede a Bergamo è un libro che mi ha talmente coinvolto da averlo letto tutto ad un fiato fino alla fine.

Sono stata completamente immersa in questa favola metaforica con cui l’autrice tratta un tema tanto attuale quanto complesso quale la dipendenza affettiva riuscendo a sfatare il mito del narcisista come unica figura patologica responsabile del malfunzionamento di un rapporto, rendendo comprensibili tutti quei meccanismi che non ci permettono di evolvere utilizzando un lessico impeccabile, capacità espressiva notevole e un lavoro di fantasia davvero invidiabile.

Una scrittura delicata e poetica con una penna capace di emozionare e far trasparire le competenze straordinarie di una grande professionista nel settore capace di descrivere con rara profondità la complessità dei sentimenti umani e delle relazioni con gli altri.

Arrivata all’ultima pagina mi ci sono voluti quasi dieci minuti per tornare alla realtà, come se il viaggio intenso dei protagonisti lo stessi facendo io stessa con loro ma dentro di me, un percorso ricco di tutte quelle verità che non sempre si hanno il coraggio di ascoltare ma che sono necessarie per crescere e permetterci di trovare i mezzi necessari per diventare persone coscienti e capaci di amare e amarsi.

Un inno alla speranza per chi vive una relazione difficile o poco sana, per chi resta intrappolato in un’infanzia senza fine, per comprendere e svelare quei segreti che si celano nei rapporti con i nostri genitori e che ancora condizionano gli adulti che siamo e per tutti coloro che non riescono a trovare una via d’uscita da una relazione disfunzionale.

Un libro che dona la forza di chiedere aiuto e, per chi è intrappolato all’interno dei labirinti del cuore, si presenta come la chiave. 

Un cammino volto ad aiutarci a superare i nostri traumi, a conoscerci, perdonarci e avanzare riscoprendo dentro di noi il tesoro che ci rende liberi di essere semplicemente noi stessi coltivando il nostro mondo interiore prima di accogliere quello di un altro essere umano.

Una guida alla consapevolezza e alla scoperta di un nuovo modo di amare. Un finale emozionante. 

Ho consigliato questo libro a molte amiche nei loro momenti di difficoltà e ne ho regalata una copia a mia mamma scrivendole come dedica in prima pagina: “Mi sono tuffata spesso nei tuoi occhi, grazie di essere stata la mia custode” e solo chi lo leggerà potrà capire l’immenso e prezioso significato di questo messaggio.

Buona lettura.

Con amore.

Valentina Capretti

#Recensioni#Libri

Buon inizio a tutti. Buona felicità.

30 Dicembre 2022

a cura di Valentina Capretti

Cari lettori,

Gli anni ci insegnano che certe cose sono belle anche quando passano.

Spesso ci troviamo ad aspettare con ansia un cambiamento per poter ricominciare da capo, altre volte ne siamo intimoriti quando poi effettivamente ci troviamo ad affrontarlo. Vivere nel passato mi ha spesso fatta sentire al sicuro rispetto alle cose che del futuro mi facevano paura, ma il 31 Dicembre, ultimo giorno dell’anno, credo sia a prescindere una grande occasione per ripartire.

Capodanno è, per la maggior parte delle persone, la serata ideale per organizzare una bella cena con le proprie famiglie, con gli amici, per divertirsi a un a festa a tema, per dedicarsi qualche giorno di relax in montagna e riossigenare.. e chi non vorrebbe avere qualcuno a cui dare l’ultimo bacio del 2022 e il primo del 2023 e con cui condividere promesse e sogni?

Anche questa ricorrenza, come il Natale, è magica quando si è felici, infatti se si sta attraversando un momento di difficoltà personale e ci si trova da soli sul divano a piangere mentre gli altri stanno festeggiando, è molto doloroso. Un anno che finisce scandisce il tempo dei bilanci emotivi: ci rendiamo conto di quello che davvero siamo riusciti a fare durante l’anno e di cosa invece è andato storto.

Bilancia e bilanci sono un problema non indifferente per molti. Conservare e proteggere quello che è andato come volevamo e lasciare nel passato ciò che non ci appartiene più, che non significa perdere ma scegliere di guardare avanti.

Ci sono anni della vita che tolgono vita ma che senza accorgercene ce ne donano una nuova. E quanti cammini che abbiamo già percorso, distrutto e reinventato con strade alternative, quante volte ci siamo persi e quante volte ancora non troveremo la via d’uscita ma senza mai smettere di avanzare e di dare valore al tempo e alle persone.

Basta rimandare “a domani” fatelo oggi…il momento giusto è adesso ma soprattutto non sempre esiste un’altra possibilità. Circondatevi di chi vi fa bene al cuore e allontanate tutto ciò che spegne la vostra luce, ridete fino allo sfinimento, allenatevi all’empatia e dite alle persone che amate quanto gli volete bene.

Buona fine e buon inizio a chi ci crede ancora nonostante tutto, a chi sogna, a chi soffre sognando, a chi non c’è più, a chi ci sarà per sempre. 

Abbiamo solo una vita e vi auguro di trovare sempre, nonostante tutto, il coraggio della speranza.

Basta propositi e aspettative… siate liberi di essere, fate errori di emotività e passione, siate razionali solo quando serve, lasciatevi andare al cambiamento perché il segreto cari amici è non smettere mai di stupirsi ma soprattutto di credere che qualcosa di meraviglioso stia aspettando proprio noi.

Buon anno a tutti voi: chiudete la porta ai ricordi che fanno male e lasciatela aperta alla felicità…dicono che arriva quando meno ce lo aspettiamo… e allora buona felicità a tutti.

Valentina Capretti 

#BuonAnno

Christmas Blues. La malinconia del Natale

19 Dicembre 2022,

a cura di Valentina Capretti

Cari lettori,

a pensarci dicembre è proprio un mese strano: si respira aria di festa e, nell’immaginario collettivo, è il periodo più magico dell’anno, tuttavia, se vogliamo essere onesti, credo fortemente lo sia solo per chi è felice. Il Natale porta con sé un’immensa gioia per chi non ha sedie vuote al proprio tavolo e ha la fortuna di festeggiare le presenze, diventa invece un periodo di grande dolore per chi si trova in compagnia delle proprie mancanze siano esse emotive o persone.

Che brutto quando è tutto illuminato, le vetrine, i negozi, le strade, i nostri giardini…ma il cuore no, nel cuore non c’è luce, ma ansia, inquietudine anticipatoria e quel senso di colpa per non riuscire a provare entusiasmo come gli altri. Ritrovarsi in un supermercato affollato e sentirsi imprigionati in una bolla di apatia, sentirsi vuoti.

Ci sono momenti della vita in cui la condivisione non ci fa sentire bene: quando muore un genitore o un coniuge, quando un figlio che tanto desideriamo non arriva, quando sta male qualcuno dei nostri affetti o il nostro animale di casa, quando veniamo lasciati da chi amiamo o stiamo combattendo una brutta malattia, quando siamo parte di una famiglia separata, quando stiamo attraversando un periodo delicato di sofferenza personale o ci sentiamo soli. Proprio in questi momenti, già difficili, doversi sforzare di sentirsi spensierati pesa ancora di più.

Le feste natalizie per molti diventano semplicemente un momento di pausa dalla frenesia in cui avere lo spazio per riflettere e aprire gli occhi sulle relazioni sentimentali, familiari e amicali e non sempre il bilancio è positivo.

Penso che riuscire finalmente a prendere una boccata d’aria da una quotidianità ormai sempre più ansiolitica ci pone davanti a quei problemi reali dai quali cerchiamo di scappare o che cerchiamo di ignorare tra un impegno e l’altro.  Gli esperti la chiamano la “Christmas Blues” la tristezza legata al Natale e più precisamente associata ad una sensazione di malinconia e insoddisfazione che ci porta a non riuscire a sentire la felicità.

Cari amici penso sia importante non doversi sforzare di fingere un’emozione che non si prova, cercando comunque di dedicarci a noi stessi riflettendo sul fatto che questo stato di malessere ha tempo breve infatti il 6 Gennaio è più vicino di quanto possa sembrare.

La vita è spesso scandita da momenti di crisi che vanno accolti e attraversati per tornare più forti di prima, prendetela quindi come occasione per fermarvi, prendere una pausa e ripartire, per conoscere le vostre trasformazioni e interrogarvi su ciò che volete mantenere intatto e cosa è giusto guarire. Il problema di chi è felice è ‘quanto manca a Natale’, quello di chi soffre è ‘chi ti manca a Natale’. La tristezza ha bisogno di avere la libertà di potersi esprimere e nello stesso modo anche la parte più felice di noi ha bisogno di riposare. 

Vi auguro tanta speranza anche nella solitudine e nel dolore, di non permettere a nessuno di dirvi come dovete sentirvi perché le emozioni non si comandano, di saper toccare gli altri non con le mani ma con l’anima, di avere rispetto di voi stessi, di chiudere la porta ai ricordi che fanno male e lasciarla aperta alla magia (almeno per un giorno).

Non serve possedere cose grandiose nella vita ma rendere grandiosa la vita con ciò che si ha.

Il tempo non torna indietro e non possiamo cambiare il passato, ma siamo padroni del tempo che verrà e di dargli un senso. 

Buon Natale di cuore

#ChristmasBlues

RENZO RUBINO

TORNA CON UN NUOVO LIVE PER CELEBRARE LE FESTE IN MUSICA

PORTO IL NATALE

 TOUR IN SALOTTO

17 dicembre 2022

Quest’anno la magia del Natale la porta Renzo Rubinodal 23 dicembre fino a metà gennaio il cantautore pugliese e ideatore del festival del mare Porto Rubino intraprenderà un incredibile viaggio lungo tutta l’Italia all’insegna di tanta buona musica ed emozioni uniche con PORTO IL NATALEil suo nuovo progetto live fuori dagli schemi

Renzo Rubino

Se in questi anni Rubino ci ha abituati ad emozionanti performance nelle suggestive location marittime del suo festival Porto Rubino, con PORTO IL NATALE il cantautore sovverte le regolerealizzando ancora una volta un progetto innovativo e unico nel suo genere: palcoscenici di questa nuova avventura musicale saranno i salotti e i luoghi del cuore di quanti seguono con affetto Renzo e hanno deciso di mettere a disposizione uno spazio intimo ed esclusivo, diventando a tutti gli effetti dei piccoli promoter di uno spettacolo senza precedenti. A queste si aggiungono alcune particolari location come la casa di riposo “L’Ulivo” di Taranto e la casa circondariale di Brindisi, che ospiteranno Renzo e la sua tastiera per allietare coloro che per, differenti motivi, non possono condividere coi propri cari la gioia del Natale.

Partecipare ai live di PORTO IL NATALE sarà completamente gratuito: non ci sono scuse, spolverate il vestito da festa e accomodatevi sulla poltrona più comoda vicino al camino per godere dello spettacolo che Renzo Rubino ha in serbo per voi!

Le tappe del tour

#PortoRubino#RenzoRubino

Preidlhof Luxury Resort presenta la sua nuova Linea Skincare

Efficacia , Sensorialità ed Etica in puro stile Preidlhof Way per una cosmesi senza compromessi

14 Dicembre 2022

a cura GR

Una delle spa italiane più premiate negli ultimi anni a livello europeo presenta la sua nuova linea cosmetica. 

Preidlhof Luxury Resort, destinazione riconosciuta internazionalmente per la sua ricca offerta olistica pensata per il benessere integrale della persona, grazie alla sua Wellness Project Manager Patrizia Bortolin, può avvalersi anche di una sua linea Spa Skincare dedicata. Una linea cosmetica che abbraccia il concept della spa con prodotti che contribuiscono non solo a migliorare l’aspetto esteriore dell’epidermide ma agiscono anche in profondità per la sua salute grazie a trattamenti che inducono al rilassamento per un benessere autentico di corpo e psiche: perché la pelle è la cartina tornasole del nostro stato interiore di “benessere”.

Preidlhof Luxury Resort per la sua linea personale ha affidato la ricerca ad un team di ricercatrici, che dopo un lungo periodo di studio, ha realizzato una nuova linea cosmetica avvalendosi di prodotti naturali e biotecnologie all’avanguardia.

Patrizia Bortolin

Su incarico di Klaus e Monika Ladurner, proprietari del Preidlhof, e primi a testare la linea in cabina, Patrizia Bortolin ha scelto la collaborazione di Francesca di Lenardo, titolare di Insium – una delle migliori aziende cosmetiche italiane clean and vegan e Monia Segato -esperta di marketing cosmetico, per dare origine ad una linea naturale creata nel rispetto dell’ambiente. 

Patrizia Bortolin, consulente wellness, nella realizzazione della linea ha messo a servizio la sua grande esperienza nel settore partendo anche dalle sue esigenze personali, come lei stessa spiega:

 “Nel creare questa linea ho anche pensato alle esigenze della mia pelle. Non poteva che essere una linea clean e vegan, essenziale, versatile e di grande piacevolezza. E’ caratterizzata da una forte nota mediterranea la stessa che si respira sul 46° parallelo dove si trova Preidlhof, e come il Resort promette un equilibrio tra benessere edonico ed eudemonico, piacere e valore, leggerezza e impegno”. 

L’anima olistica, green e sostenibile del Preidlhof viene esaltata nella linea cosmetica grazie al potere della natura come si evince dalle parole di Francesca di Lenardo:

“Il nostro obiettivo nella creazione di questa nuova linea non era solo quello di creare un’efficace cura della pelle, ma di attingere all’essenza di ciò che la natura può offrire nel rispetto dell’ambiente.” 

La linea Spa Skincare Preidlhof Luxury Resort

La Spa skincare Preidlhof è composta da 8 prodotti viso sinergici e performanti: latte e olio detergente, crema e siero idratanti, maschera illuminante, un potente siero multivitaminco con vitamina c, un olio illuminante, e un versatile burro nutriente; in ultimo una comoda ed efficace essenza idratante spray da usare in tanti modi e in più occasioni. Alcuni prodotti, come quelli per la detersione sono senza profumazione, mentre altri presentano una lieve essenza dal tocco vintage che ha un bell’effetto sull’umore e la voglia di rituali slow ed evocativi.

Alla base della ricerca per la realizzazione di questa nuova linea c’è la tecnologia della Stimolazione delle Cellule Staminali Vegetali insieme ad un mix di frutti italiani dal sapore mediterraneo. In particolare, si sono utilizzati come ingredienti funzionali della linea le cellule staminali di peperoncino, di estratto di semi di fico d’india e di stella alpina.  Alle cellule staminali si è aggiunto un mix di frutti creato, selezionando le materie prime prodotte in aree specializzate in Italia, al fine di garantire un’elevata qualità degli ingredienti base: bucce d’uva biologiche dell’Emilialimone sicilianomele del Trentino e crusca di grano biologico della valle del Po. Gli estratti di questi frutti si avvalgono della nuova tecnologia di Bioliquefazione® Molecolare che è basata sull’uso di enzimi e che permette di recuperare il 100% dei fitocomplessi vegetali in una forma attiva e biodisponibile. 

I prodotti sono in vendita in spa, sul sito Preidlhof – www.preidlhof.it – in alcuni atri punti vendita selezionati.

#SkinCare#Spa#Cosmetici

ITALY AMBASSADOR AWARDS 

CONCLUSA LA PRIMA EDIZIONE DEL CONTEST CHE HA VISTO PREMIATI GLI AMBASCIATORI DEL MADE IN ITALY ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITA’

12 dicembre 2022

a cura di Giorgia Rossi

Si conclude con grande successo la prima edizione del contest “Italy Ambassador Awards” in collaborazione con Toscana Promozione Turistica e con il patrocinio di ENIT con una copertura mediatica di oltre 15 milioni di persone, per l’80% veicolata dagli influencer che hanno partecipato alla manifestazione generando una visibilità dell’evento di 12 milioni di followers ed altri 3 milioni dai media tradizionali

Durante la Cerimonia di Premiazione, svolta nella magnifica cornice di BTO alla Stazione Leopolda seguita dalla Cena di Gala al Teatro Maggio Fiorentino, sono stati premiati i migliori 100 influencer e content creator di tutto il mondo promotori della bellezza, la cultura, i sapori e le tradizioni italiane che hanno saputo interpretare la Sostenibilità in relazione alle macro categorie  TRAVEL, FOOD&WINE, FASHION, BEAUTY&SPA E LUXURY LIFESTILE con uno sguardo verso l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottoscritta dalle Nazioni Unite.

BTO Stazione Leopolda Credit IAW

Fondamentale il supporto della Regione Toscana il cui intento è promuovere il settore turistico che purtroppo è stato maggiormente colpito dalla Pandemia, fornendo anche un premio speciale, il Blog Tour della Toscana, ai migliori 24 influencer che hanno partecipato al Contest promosso dalla regione.

Svetlana Trushnikova ed il Team di Italy Ambassador Awards

“Siamo stati felici di accettare l’invito a collaborare per il contest “Italy Ambassador Awards” e, abbinandolo al nostro evento sul turismo digitale BTO, è stato un elemento vincente per promuovere la tipica ospitalità toscana, caratterizzata dalla grande cultura e dalla nota cucina regionale.  Valorizzare il turismo toscano, non è solo una questione di tradizione, ma anche di innovazione prendendosi cura dell’ospite affinché possa stare bene” – ha dichiarato, ai microfoni di Radio Bruno, il Dottor Francesco Tapinassi, Direttore di Toscana Promozione Turistica e Direttore Scientifico della BTO.

Il comitato di giuria, guidata dal Presidente Giorgio Palmucci, è stata composta da rinomati professionisti appartenenti a varie categorie.

Il presidente di Giuria Dott. Giorgio Palmucci
Credit Italy Ambassador Awards

“Abbiamo apprezzato fin da subito l’iniziativa in quanto bisogna guardare verso l’innovazione e i nuovi canali. I blogger, gli influencer e i content creator diventano sempre più importanti per veicolare messaggi importanti per il futuro non solo del turismo, ma anche del Made in Italy in tutto il mondo” ha dichiarato Giorgio Palmucci, Consigliere del Ministero del Turismo.

Cerimonia Italy Ambassador Awards

Durante la premiazione, alcuni premi e sorprese sono stati forniti dagli  Sponsor e  Partners come: Alpen Suite Hotel, Preidlhof, 25Hourshotels a Firenze, Gardacqua, Hotel Savoy Florence a Rocco Forte Hotel, Planetaria Hotels, Palazzo Castri, Ferrari Trento, QcTerme, Hotel Grifone, Una Hotels, Comfortzone, Up2You, Helvetia&Bristol, Grand Hotel Cavour, Hotel Glance, Hotel Mirage, RentalinRome  e molti altri

Menzione speciale per  l’Awards Friendly Country promosso dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo che  ha premiato con un viaggio in  Polonia, alcuni dei migliori influencer che hanno partecipato al “Destination Contest”.

Cerimonia e taglio del nastro

“Questi riconoscimenti ai social content creator non sono solo motivo d’orgoglio, ma grazie al loro lavoro sui social media, possiamo veicolare formazione, informazione, rispetto per il prossimo e per l’ambiente. Oggi abbiamo messo la prima pietra per la costruzione di una importante community di influencer consapevoli della loro crescente responsabilità comunicativa per preservare le bellezze dell’Italia alle generazioni future.” – dichiara la fondatrice del Premio Svetlana Trushnikova e continua “Il trofeo offerto dal nostro partner “Up2You”, è fatto di legno di pioppo. Abbiamo scelto questo materiale, per rispettare l’ambiente e chi lavora per mantenerlo un luogo vivibile. Sostenibilità per me significa dare il giusto valore alle cose importanti ed indispensabili che non si possono sostituire, come un sorriso sincero. E qui mi fermo, perché entriamo, nel secondo capitolo degli Italy Ambassador Awards. Grazie e a presto”.

I vincitori e partecipanti di Italy Ambassador Awards

Considerato l’ampio apprezzamento da parte delle istituzioni, degli sponsor e partner coinvolti e soprattutto del pubblico, il Team sta già lavorando per gli Italy Ambassador Awards 2023 diventando un appuntamento annuale immancabile per valorizzare la professionalità degli Ambassadors del Made in Italy.

www.italyambassadorawards.com

#ItalyAmbassadorAwards

CIOCCOLATINI DI MODA
SPECIALE SEX AND THE CITY

10 dicembre 2022

a cura di Erica Lonati

Preparatevi, nel 2023 dovrebbe uscire la seconda stagione di “And just like that”!!

Scrivo questo articolo alle due di notte perché non riesco a dormire, ma non per quanto vi ho appena comunicato o perché presa da bing watching e stò riguardando tutte le puntate di “Sex and the city”. Semplicemente sono sveglia, quindi sfrutto il tempo e vi parlerò di alcuni outfit e look iconici del mio personaggio preferito di una delle mie tv series che più mi ha appassionato. Sono state registrate 6 stagioni, 94 episodi un film nel  2008 e un altro nel  2010 e per ultimo un nuovo capitolo con la continuazione alla serie gli episodi di  “And just like that”.

Inutile dire che ho visto tutto, ma per chi non sapesse di cosa parliamo, vi dirò che il contesto è la vita sentimentale, professionale di  un gruppo di 4 donne che vivono a New York di nome Samantha, Charlotte, Miranda e Carrie, molto diverse tra di loro, ma con in comune la visione dell’amicizia.  Anni fa io con le tre mie amiche ci identificavamo ognuna di noi in una di loro. Io ovviamente mi rivedevo in Carrie e non per le sue storie d’amore, comunque io ho sempre tifato per Mr Big, quanto per il suo amore per la moda. 

Per parlarvi del lato fashion devo iniziare obbligatoriamente di Manolo Blahnik. Lui è un designer di scarpe la cui particolarità sono le suole rosse. In tutte le stagioni e film  Carrie le adora al punto tale da indossarne un paio il giorno del suo matrimonio nel primo film. Queste dècolletè si chiamano Hangisi e lo stilista le ha disegnate ispirandosi alla famiglia Bonaparte. Sono delle Pump di raso blu con una fibbia gioello. 

Nell’episodio  17 della terza edizione, Carrie indossa un mini dress a sottoveste, con le spalline sottili e l’orlo svasato. La fantasia è la stampa di un giornale in particolare un quotidiano e gli articoli sono relativi a John Galliano, colui che ha anche creato questo abito per la Mason Dior. Lo stesso outfit verrà riproposto anche nel secondo film “e d’improvviso, era di nuovo il 1998” (cit).

Oscar De La Renta  vestirà Carrie con un abito rosa senza maniche, in seta e con una cintura nera con fiocco. Elegante, senza tempo …. stupendo. Siamo nella stagione 6 e Carrie ha un appuntamento con Aleksander Petrovski, suo futuro fidanzato e per il quale si trasferirà per qualche tempo a Parigi. Sempre per chi non lo sapesse sarà Mr Big a riportarla a New York.

Ora cerchiamo di immaginarci in vacanza con le amiche. Siamo ad Abu Dhabi e stiamo passeggiando per un mercatino e tra l’altro incontrerete un vostro ex fidanzato che nel caso di Carrie è Aidan Shaw. Come siamo vestite? Ecco… probabilmente poche lo saranno come Carrie nel secondo film. Inulte dirvi che quel giorno che mi recherò anch’io nello stesso posto indosserò una t-shirt nera di Dior abbinata ad una gonna a ruota bicolore glicine e grigio perla più lunga dietro e per finire un sandalo con tacco del già citato Manolo Blahnik.

In tutti i capitoli Carrie sfoggia un’infinita collezione di borse. La prima è il modello Baguette di Fendi disegnata da Silvia Venturini nel 1990. Carrie indosserà la sua prima proprio nella prima stagione, la mia preferita è in paillette rosa / viola sfoggiata nell’ultima stagione in “And just like that”.

La seconda borsa è la Saddler di Dior disegnata da John Galliano nel  1999. La mia preferita Carrie la indosserà in ben tre episodi. Il primo è nella terza stagione per il suo primo appuntamento con Aidan Shaw, lo stesso di Abu Dhabi. Per l’occasione Carrie ne sceglierà una bianca con stampa a catena. 

Sempre per chi non lo sapesse  Carrie si sposerà una sola volta, almeno per il momento… nel primo film con Mr Big. Per l’occasione la sua editor la chiam0,a non per farle scrivere un articolo ma per scrivere un articolo su di lei in quanto futura sposa. Quindi “in un tipico mercoledì” (cit) verrà fotografata con 7 abiti da sposa tra cui quello che avrebbe dovuto indossare al suo matrimonio. Si lo so che ho appena detto che si sposerà e adesso lascio intendere che non si celebrato… E’ complicato. La rendo semplice. Carrie si sposa con Mr Big alla fine del primo film, ma con un “abito di nessuno” (cit) ovvero non firmato e di seconda mano.

Per farvi sognare devo per forza elencare i sette stilisti. Un modello di Vera Wang, uno di Carolina Herrera, uno di Christian Lacroix, uno di Lanvin, uno di Oscar De La Renta, uno di Vivienne Westwood ed infine uno di Dior, il mio preferito.

Questo modello è color bianco avorio, ha una giacca modello bar, ma rivista con maniche importanti e vaporose, perle sul punto vita abbinata ad una gonna a ruota in tulle. Il mio commento? Senza parole…..

Vi dirò solo che per le Fashion Victim giovani o diversamente giovani, come la sottoscritta, “Sex and the city” è ancora oggi una fonte di ispirazione. 

#sexandthecity#fashionvictim

IL GALATEO DEI SOCIAL 

8 Dicembre 2022

a cura di Gabriela Angelica Rostani

L’idea che noi vogliamo dare di noi stessi e dei nostri pensieri passa anche attraverso i social e non solo, influenza gli altri e non è accompagnata dal linguaggio verbale e para verbale che talvolta è in grado di assumere una funzione stemperante ed esplicativa di alcune espressioni. Proviamo quindi a ragionare insieme su una serie di regole che ci possono aiutare a mantenere il giusto profilo e che contengono quegli impulsi da tastiera che potrebbero danneggiare la nostra immagine. La libertà che percepiamo dietro ad uno schermo, di comunicare i propri pensieri o di fare commenti, non è sempre rispettosa della sensibilità degli altri. 

Per prima cosa nei contenuti che pubblichiamo dobbiamo utilizzare una grammatica corretta, senza periodi troppo lunghi e accompagnata con buonsenso da emoticon. Non dimentichiamo di usare le parole della gentilezza, come il “grazie” ed il “per favore”, ed evitiamo il tempo imperativo nelle richieste.

Ricordiamoci di salutare e di evitare ironie o battute dal duplice significato. Chi ci legge codifica il nostro messaggio in base a sue costruzioni mentali e soprattutto in base alla sua predisposizione d’animo che non ci è dato conoscere in quel momento. 

Quando condividiamo post o informazioni, valutiamo bene la fonte e il contenuto. Le buone maniere ci insegnano a manifestare dissenso in modo gentile e costruttivo, ma prendere posizioni o commentare senza aver prima fatto qualche riflessione o senza conoscere l’argomento, non è mai né opportuno né intelligente.

Le foto non devono mai essere volgari, mai troppo intime e non dovrebbero ritrarre persone dalle quali non abbiamo ottenuto il consenso per la pubblicazione. Tutto può ritorcersi contro di noi e contro la nostra reputazione, oltre poi a non essere facilmente rimovibile dalla memoria della rete. Evitiamo di condividere in modo costante e frequente contenuti che riguardano troppo la nostra vita personale e la sfera familiare, stancano a lungo andare e le ostentazioni di qualsiasi genere mal predispongono chi non vive la stessa situazione.

Non usiamo i nostri profili social per gridare al mondo chissà cosa, non dovremmo mai scrivere parole o usare toni che vis a vis non saremmo mai capaci di esprimere. Dall’altra parte ci sono delle persone, se qualcosa non ci interessa o non è di nostro gradimento, asteniamoci dal commentare.  Nessuno ha chiesto il nostro parere ed ogni cosa ha il suo pubblico. Il mondo è bello perché è vario, recita un vecchio detto! Se si tratta di contenuti moralmente inaccettabili, abbiamo varie opzioni che ci consentono di agire per il bene comune. 

E’ capitato anche a me, nel pubblicare post relativi a iniziative di formazione o eventi, di leggere commenti offensivi o denigranti il mio lavoro – sicuramente anche a voi lettori sarà capitato – talvolta dietro a queste azioni si nascondono persone misteriose, dalla foto poco chiara e con nomi fantasiosi. Non cadiamo nel tranello di rispondere a tono, usiamo la gentilezza per replicare o ancora meglio, la non curanza…che è sempre un ottimo rimedio e vi assicuro molto più efficace. Hanno dotato i nostri profili del pulsante “blocco”, quindi usiamolo con criterio quando qualcuno persiste. Possiamo scegliere noi che pubblico seguire e che pubblico avere. 

Non tagghiamo persone a caso, replicando o offendendoci se non rispondono nello stesso modo. Non è dovuto e comunque la citazione non è sempre gradita, soprattutto da chi non ci conosce. Per la stessa logica, accettiamo un diniego senza repliche, quando qualcuno non ricambia la nostra amicizia virtuale! 

Vorrei adesso soffermarmi su un aspetto molto importante che, ogni volta che mi occupo di Business Etiquette o di formazione per i colloqui di lavoro, colpisce molto. I social, soprattutto quando i profili sono aperti ed accessibili a tutti, sono un nostro bigliettino da visita. Possiamo immaginarli cosi, in questo tempo in cui la velocità e la facilità di accesso ai vari mezzi di comunicazione ha preso il sopravvento. 

Le foto ed i nickname dovrebbero essere coerenti con l’immagine di noi a lavoro. Se vogliamo dare sfogo a spiritosismi, limitiamoci ad un profilo chiuso e condiviso tra amici. Mi è capitato molto spesso di sentire che alcuni datori di lavoro o alcuni recruitment verifichino anche i nostri social, prima di farci delle offerte. 

Nello stesso tempo, valutiamo bene l’impatto di quello che scriviamo, così come le informazioni che lasciamo. Se abbiamo dichiarato di essere ammalati e ci siamo assentati a lavoro, evitiamo di pubblicare foto al mare o al ristorante. Non sta a me dirvi quanto questi comportamenti non siano ammissibili, ma non è questa la sede per parlare di etica del lavoro. Potremo farlo in una sessione dedicata.

Rispondiamo ai messaggi in chat con le stesse regole della messaggeria istantanea, evitando caratteri in grassetto, stampatello o chiusure con 5/6 punti esclamativi che rappresentano un urlo a squarciagola. La cosa più importante è di non affidare mai ai social il ruolo di principale canale comunicativo, dimenticando che le relazioni interpersonali si nutrono di aspetti molto più reali e tangibili.Ogni canale ha la sua chiave comunicativa, le sue regole e i suoi algoritmi. E’ bene conoscerli e adeguarsi alla logica di ognuno. I social sono veloci e leggeri, non è lo stesso per le email. In questo caso una risposta minimal, non è segno di buona educazione.

#social#galateo

Maria Livia Pellicano
L'energia d'arte di Bansky

4 Dicembre 2022

a cura di Maria Livia Pellicano

Come una piuma che si posa leggera su una panchina di una stazione, quando le porte della metropolitana si sono appena schiuse, mentre il viavai delle persone sfrecciano, lasciando nella memoria fasce di colori che vanno a sfumare nell’aria assieme al vociare, penso all’artista inafferabile e anonimo “Bansky.” Anzi, mi piacerebbe, rispetto al suo pensiero del rimanere nell’anonimato, non nominarlo come “l’Artista “, ma bensì “Energia d’Arte” . Il Bansky che fece apparire lo stencil graffiti “ Girl with balloon “ sulle scale del Waterloo Bridge, sul lato di South Bank di Londra e in molti altri luoghi. È un energia tutta inglese che nasce nella scena culturale underground di Bristol e ha collaborato con gruppi di artisti e musicisti.

Ma perché proprio in questo momento storico, ci si sorprende a pensare a questo fenomeno, questa voce che spunta dalla strada, da un vicolo scuro dai tombini fumanti di vapore che si eleva verso i palazzi grigiastri, mentre i resti dei rifiuti si rincorrono facendo mulinello? Forse perché si è alla ricerca di messaggi di autentici e di verità genuina e tutto questo lo si trova nell’energia Artistica di Bansky e nello stesso tempo ci si rispecchia nel suo oscuro umorismo e la sua critica politico-sociale.

Se si pensasse alla nostra società come ad un paziente disteso sul lettino che si sottopone a delle radiografie, si potrebbe paragonare Bansky al monitor che mostra le ferite interne del moribondo che rappresentano le ferite della nostra società in questo momento storico. Lo sfruttamento minorile, la brutalità delle guerre, l’inquinamento, il maltrattamento degli animali, la violenza, queste sono le ferite della nostra società e sono anche i temi che mostra Bansky, trasformando un messaggio, un grido di dolore in una meravigliosa Energia Artistica , così come “Girl with balloon” si è trasformata durante un’ asta di Sotheby’s in “Love is in the bin”. Una nuova creazione derivante dalla distruzione dell’opera stessa, al momento in cui il secco battito del martello della casa d’asta ha aggiudicato l’arte di Bansky al compratore, provocando lo stupore e diverse altre reazioni degli spettatori.

Una sorprendente ed inesauribile forza questa energia che si manifesta puntuale sempre là dove e quando ve ne è bisogno. Da poco in Barodyanka – Ucraina, sono state scattate, tra la polvere delle macerie due foto, due immagini, ” messaggi per l’universo “, lasciati da Bansky che spuntavano tra i resti di muro di una costruzione distrutta dai bombardamenti, raffiguranti due judoka nell’azione di un combattimento. Una dei due nella scena è un bambino nell’atto di far cadere, con l’aiuto della tecnica strategica, l’avversario che è un uomo. L’uomo judoka, è sospeso nell’aria poco prima di schiantarsi a terra, in posizione supina e le gambe divaricate protese verso l’alto come appena dopo essersi capovolto, si ha la sensazione che cerchi un appiglio allargando le dita, mentre apre le mani nell’aria senza speranza. Il piccolo bambino e il grande uomo che combattono, un paradosso che trova la sua spiegazione, la piccola Ucraina e la grande Russia che si confrontano scontrandosi in una guerra sanguinaria. L’uomo rappresentato durante la sua sospensione nell’aria, come chi al momento è stato sospeso da presidente onorario della federazione internazionale di judo.

L’altra foto scattata raffigura due bambini che dondolano su un’altalena, nell’attesa di impedire l’avanzare delle truppe nemiche. Nella sua dinamica graffiante l’autore di queste significative opere, usa un linguaggio che tocca l’animo, lanciando vere e proprie frecce di verità ; non conosce confini, denuncia le guerre additando con ironia soprattutto i focolai più nascosti, facendo cadere i sipari, mettendo a nudo così e in discussione la falsa morale Politico-Sociale.

#Bansky#Arte#Design

Nasce la “Fondazione Santo Versace”, l’ente filantropico creato da Santo Versace e da sua moglie Francesca De Stefano Versace, per dare supporto ai più fragili 

22 Novembre 2022

Stare accanto ai più fragili. È questo l’obiettivo della Fondazione Santo Versace, Ente filantropico di recente costituzione che si impegna nel sostegno diretto di progetti destinati a chi vive in condizioni di fragilità e di disuguaglianza sociale, in Italia e nel mondo.

L’organizzazione nasce dal legame che unisce i suoi fondatori, Santo Versace e la moglie Francesca De Stefano, e dalla loro volontà di fare la differenza per chi è stato meno fortunato. Entrambi sono infatti da tempo attivi nel sociale sia a livello personale sia all’interno di organizzazioni non profit.

Aiutare chi si trova in difficoltà per noi è sempre stato molto naturale grazie a quanto ci è stato trasmesso dalle nostre famiglie – afferma la coppia. Ci hanno insegnato che quando si ha più del necessario è giusto e doveroso essere generosi verso chi, invece, manca addirittura dell’indispensabile. La Fondazione è nata proprio con questo scopo: sostenere i più fragili. Rappresenta per noi un progetto di vita, nato dal nostro amore e dal desiderio di lasciare qualcosa per il futuro.

Realizzare interventi dedicati ai minori e a persone in condizioni di fragilità, dare impulso all’empowerment femminile, combattere ogni forma di povertà e favorire l’inclusione sociale attraverso un’educazione equa e una formazione di qualità. Questi i principali ambiti d’azione della Fondazione Santo Versace che, si propone di sostenere progetti di enti non profit attraverso l’erogazione diretta di fondi, beni e servizi.

Tra i primi beneficiari sul territorio nazionale dell’attività della Fondazione ci sono il progetto Cittadella Cielo di Frosinone della Comunità Nuovi Orizzonti fondata da Chiara Amirante e la parrocchia San Nicolò di Fabriano gestita da Don Aldo Bonaiuto che si occupano di accogliere e sostenere persone in stato di bisogno.

Santo e Francesca Versace (Credit Ufficio Stampa Manzo Piccirillo)

Oltre a finanziare concretamente progetti dall’alto valore sociale, la Fondazione si propone per il futuro di avviare progetti propri sempre destinati alle fasce più deboli e svantaggiate della popolazione, ciò nell’ottica di avere un rapporto sempre più diretto con i beneficiari e trasmettere loro una reale vicinanza ed empatia. 

Tra gli obiettivi dell’impegno filantropico di Santo Versace e Francesca De Stefano Versace attraverso la loro Fondazione c’è infine anche quello di mettere in contatto organizzazioni meritevoli, fondazioni, imprese e donatori così da costruire una rete virtuosa di rapporti e aiuti in grado di massimizzare l’apporto di ciascuno.

Oltre a questo importante progetto, Santo Versace, ha da poco pubblicato la sua biografia: “Santo Versace. Fratelli. Una famiglia italiana” con la casa editrice Rizzoli Libri.

«I rapporti tra fratelli non seguono regole precise. Piuttosto, seguono le onde della vita. Ci si unisce e ci si disunisce, ci si allontana e ci si riavvicina. Si naviga a vista. Calma piatta o mareggiate. Qualcuno che casca fuoribordo e qualcuno che lo riacciuffa. Si arriva in porto navigando en souplesse o si è costretti a scappare, inseguiti dagli squali. Se devo dire qual è stato e qual è tuttora l’aspetto più straordinario della mia vita,
più ancora dei risultati ottenuti, mi ha entusiasmato la navigazione. Ho seguito il vento, ho seguito il vento della nostra famiglia. Ho imparato a vivere dai miei genitori, ho incoraggiato i progetti di Gianni e poi di Donatella, ho protetto il nostro patrimonio

Queste sono le parole di Santo Versace, parole poetiche ma sempre misurate come è la sua natura. E in queste pagine ci racconta il suo viaggio fin qui. Un’avventura che è iniziata a Reggio Calabria e l’ha portato a Milano e poi alla conquista del mondo intero. La storia di un uomo che di vite ne ha vissute mille, ha maneggiato il potere, la ricchezza, la fama, non ha avuto paura di rischiare, credere nei sogni e nelle passioni, è stato capace di pensare in grande e attraversare le avversità senza farsi spezzare. E che soprattutto non è mai fuggito dal suo ruolo: quello del fratello maggiore. Ha saputo affiancare Gianni per tutta la vita e tradurre la sua arte in quell’azienda che i tre fratelli insieme hanno trasformato in mito. Ha tenuto dritto il timone anche nelle notti più buie, quando i dolori, e le difficoltà hanno travolto la famiglia, perché questa non è solo la storia di un uomo ma è anche quella di un cognome: Versace.

fondazionesantoversace.it

Facebook: FondazioneSantoVersace

Instagram: @FondazioneSantoVersace

www.rizzolilibri.it

#FondazioneSantoVersace

Cioccolatini di Moda
Trends per l'autunno-inverno 22/23

2 Novembre 2022

a cura di Erica Lonati

Quando la mia editor mi ha chiesto di scrivere un articolo sulle tendenze Autunno Inverno 2022 / 2023 ho pensato… “Io adoro la moda, tuttavia non amo sentire l’obbligo di seguirne le regole”.

Non fraintendetemi, certo anch’io quest’anno indosserò delle fantastiche calze rosa shocking lanciate da Valentino, ma non sopporto “farmi limitare”. Quindi se voglio mettermi un paio di pantaloni di tre stagioni fa… lo faccio. Non dimentichiamoci che la sostenibilità comincia da ognuno di noi.

Forse, a pensarci bene, devo ringraziare Giorgia, perché così posso darvi qualche spunto e idea per la prossima stagione, ma poi starà a voi rendere il look più personale e più affine al vostro stile, alla vostra fantasia e al vostro armadio.

E allora care lettrici, cominciamo!

IL BLAZER

La mia amata giacca. Sicuramente la tendenza è OVER, spalle pronunciate, taglio e tessuti maschili. Da indossare dalla mattina alla sera. 

Consiglio glamour: indossatela su un abito lungo. Very chic!

LA MINIGONNA 

Lei è nata negli anni ’60 e da allora ciclicamente ritorna o forse non ci abbandona mai! A pieghe, in pelle, svasata, colorata, in tartan, con lo spacco.

IL MAGLIONCINO

Quindi lana, ma con l’aggiunta di piume, strass e applicazioni. Li possiamo scegliere micro oppure anche versioni macro, larghi e avvolgenti. 

LATEX

 Per i pantaloni, le gonne ma anche gli abiti. Potete sceglierla sia nera, che colorata. Perfetta nella nuance Marrone. 

LE FRANGE E PIUME

Dove volete!!! Sulle maniche delle giacche o come sottogonna o sui pantaloni o per impreziosire un maglione. Servono per rendere particolare un semplice pantalone o per creare volume e movimento ad una gonna sia essa a ruota che longuette. 

MOCASSINI FLAT

 Evviva! Non so se è abbastanza chiaro con questa esclamazione quanto li adoro! Sono da indossare senza calze o con le calze e in questo caso consiglio il colore bianco. Indossateli sia con i pantaloni alla caviglia si gonne le gonne midi o lunghe. Sicuramente l’outfit in stile “college” è perfetto, ma per chi non lo ama basta semplicemente un jeans e camicia bianca. 

I CAPPOTTI OVER

 Grandi e anche lunghi, avvolgenti e destrutturati. Ok.. ok.. magari il nostro cappotto non deve avere necessariamente tutte queste caratteristiche, scegliete semplicemente quelle che vi piacciono di più.

C come LE CALZE 

Colorate e a vista sia con le scarpe basse che con un decolletè. Ti ricordo quel decolletè che non ti piace più? Lo puoi rendere nuovo ai tuoi occhi con un paio di calze colorate sia in versione lunga e coprente che in versione a gambaletto.

I PANTALONI CARGO

Chi se lo aspettava? Ma rieccoli! Larghi comodi e con le tasche applicate. Ottimi con le scarpe ginniche ma perché no anche con i tacchi. 

IL COLORE

Si ma quale? – Sicuramente i flou, come rosa e il giallo – Sicuramente con outfit monocolore per chi non viole passare inosservato – Sicuramente il marrone in ecopelle – Sicuramente il rosso sempre gradito e sempre perfetto.

Ricordate sempre che moda significa gioco perciò sentitevi libere di giocare e soprattutto di indossare ciò che vi fa stare bene. Se c’è un colore must have, ma a voi non sta bene, continuate con quello che si abbina meglio al vostro incarnato così come i boots sotto la minigonna si adattano meglio ad una gamba affusolata…meglio un bel paio di chiccosissime Mary Jane.

#fashion#trend#moda

Galateo del telefono e dello smartphone: consigli di comportamento quando si fa e si riceve una chiamata

18 ottobre 2022

a cura di Gabriela Angelica Rostani

Il Galateo è la capacità di comunicare con arte e creare legami empatici con la conversazione e con i modi gentili. Oggi il telefono è molto di più di un semplice strumento per comunicare con chi è lontano, da quando lo smartphone è diventato un’estensione della nostra mano. Abituarci dunque, alla bellezza dei gesti anche quando siamo dall’altro lato della cornetta, rende il nostro quotidiano decisamente più vivibile.

Durante i miei corsi, capita che mi chiedano come gestire i rapporti al telefono in un momento in cui la velocità di comunicazione, a volte, rappresenta un alibi per non fare dei gesti che richiederebbero un’attenzione per l’altro in più. Una persona educata sa ben distinguere come effettuare una comunicazione e che mezzo utilizzare e spesso si abusa dei messaggi,  quando sarebbe necessario fare una telefonata o ancora meglio mandare un biglietto scritto. 

Ecco quindi un vademecum utile a tutti, per non essere mai fuori luogo al telefono e finire per infastidire il nostro interlocutore.

Siamo un po’ tutti ossessionati dal controllo delle notifiche, ma ricordiamoci che i telefoni andrebbero usati con una certa discrezione e tenuti in disparte quando sono presenti altre persone e soprattutto, non è prevista una posizione dedicata al cellulare nella mise en place.

Nessuna ricerca su internet o foto di cibo può avere un’urgenza vitale, usiamo il buonsenso. Se siamo in attesa di una telefonata importante, ci basterà avvisare i commensali in anticipo e allontanarci per rispondere dopo esserci scusati.

Non si chiama nessuno (se non è un’emergenza o non ne viene fatta richiesta esplicita) prima delle 9:00 feriali e dopo le 21:00. Se non si tratta di urgenze, dopo le 18:30, non bisognerebbe fare telefonate professionali. Evitare di chiamare all’ora dei pasti o, se fosse necessario, scusiamoci, comunichiamo la notizia e chiediamo quando potremo richiamare senza disturbare. Mi raccomando, se dovessimo ricevere una telefonata durante un pasto o uno spuntino, evitiamo di continuare a masticare perché dà una pessima immagine di noi che viene percepita dall’altra parte oltre ai suoni e postura sbagliata.

Come comportarsi se la persona che desideriamo contattare non risponde? Entro i primi 5 squilli è opportuno riattaccare al mancato “pronto” ed evitiamo di essere identificati come “stalker”, continuando a chiamare una persona che non risponde. Meglio inviare un messaggio spiegando il motivo della chiamata e chiedendo di essere richiamati. Con la segreteria telefonica ci sono due opzioni: riagganciare subito o lasciare un messaggio di senso compiuto, sicuramente un messaggio vuoto oppure pieno di incertezze non è un buon bigliettino da visita. Inoltre, quando attiviamo la segreteria facciamo si che risponda in modo chiaro senza beffe o barzellette. 

Quante volte ci sarà capitato di essere frastornati dal suono ripetuto degli squilli sul treno oppure di dover ascoltare questioni molto personali, magari urlate a squarciagola? Se abbiamo la necessità di fare una telefonata in presenza di estranei senza la possibilità di appartarci (taxi, treno) è cortese scusarsi in anticipo ed in questi casi è buona educazione evitare di parlare di cose troppo personali.

Per strada non è proibito parlare al telefono, ma cerchiamo di farlo senza gesticolare troppo e senza fermarci all’improvviso scatenando un pericoloso “tamponamento a catena”. In ogni situazione manteniamo sempre un tono di voce adeguato e ricordiamo che gli altri hanno il diritto inalienabile al silenzio, al riposo e alla concentrazione. In luoghi di culto, gli ospedali, il cinema, i teatri, i cellulari dovrebbero essere spenti completamente e se il telefono dovesse squillare accidentalmente, è imbarazzante far finta di nulla…gli altri ci noterebbero ugualmente! Chiudiamo la chiamata tempestivamente! Ricordiamo poi che in alcuni casi, se le luci sono spente…un motivo c’è! Godiamoci la serata ed evitiamo di messaggiare con il silenzioso, nella pace di un teatro o un cinema. 

A questo punto, voglio condividere con voi lettori una delle abitudini telefoniche che trovo più fastidiose e che sicuramente sarà capitato anche a voi di notare. Vi sarete trovati tutti in situazioni in cui ad una telefonata rivolta ad un ufficio (o qualsiasi luogo dedicato ad un pubblico) la risposta sia stata “si?”, “pronto?”…ebbene, non siamo a casa della nonna e ad un telefono in ufficio si risponde con il nome dell’azienda o del reparto. Un tempo era indispensabile presentarsi e lo è ancora! D’altra parte chi riceve una chiamata da un persona o numero sconosciuti, può senza problemi chiedere con chi si sta parlando. Appellativi, nomignoli in pubblico, per non parlare di turpiloqui e linguaggio scurrile, sono pressoché vietati e al classico “pronto” si risponde adeguatamente (censurato il romano “ohi”)

Le chiamate non anticipate dovrebbero essere brevi e concise ed è buona educazione chiedere a qualcuno se può parlare, se è un buon momento, ma non cominciamo a dare mille giustificazioni o scuse.  In quel momento dobbiamo riflettere sul fatto che stiamo disponendo del tempo degli altri in modo del tutto autonomo e lunghi aneddoti o chiacchiere possono non essere graditi in quel momento.  Se dovessimo ricevere una telefonata in un momento inopportuno, prendiamo nota del contatto e richiamiamo il prima possibile. Infine una conversazione si chiude sempre con un saluto educato!

In qualunque situazione dovessimo trovarci, non dimentichiamo mai la regola più importante: quando siamo in compagnia di qualcuno e rispondiamo al telefono, non diamogli modo di pensare che per noi la sua compagnia possa essere meno importante di chiunque altro ci stia chiamando. 

I messaggi dovrebbero essere scritti correttamente e con un adeguato uso della punteggiatura. Le emoticon non sostituiscono le parole e se usate nel contesto giusto, non sono vietate! Aiutano a volte a capire il tono di una battuta amichevole, li dove la comunicazione non verbale e para verbale non è visibile agli altri. 

I messaggi vocali possono essere molto utili, ma se sostituiscono una chiamata vera e propria non sono accettabili. Non bisogna mai abusarne e quando mi chiedono durante le consulenze, la forma più corretta di risposta ricordate che vige sempre la regola che parte della risposta è già nella domanda. Ad un messaggio scritto, si risponde con un messaggio scritto, e così via. Purtroppo molte persone hanno la pessima abitudine di visualizzare i messaggi, senza rispondere se non dopo lungo tempo, magari ore. A meno che la risposta non preveda una lunga riflessione, ai messaggi si dovrebbe dare riscontro a breve, anche solo avvertendo che si è impossibilitati a rispondere in modo completo e avvertendo che lo si farà il prima possibile ovviamente mantenendo la promessa.

Queste regole sono valide certamente anche per le conversazioni sui social, che hanno oggi preso più che mai il sopravvento e che spesso rappresentano un “curriculum” visibile al mondo intero. Del buon uso dei social, ne parleremo la prossima volta! 

#Galateo #Smartphone

Italy Ambassador Awards

14 Ottobre 2022

a cura di Giorgia Rossi

Italy Ambassador Awards è il primo premio italiano per i migliori influencer, content creator e blogger di tutto il mondo che promuovono l’Italia. Abbiamo intervistato l’ideatrice, Svetlana Trushnikova, una grande professionista dalle idee molto chiare che ringraziamo per averci coinvolto come Media Partner di questo importante progetto.

GR: Buongiorno Svetlana. Molti nostri lettori desiderano sapere chi è l’anima ideatrice di Italy Ambassador Awards.

ST: Sono nata e cresciuta a San Pietroburgo e nel 2009 mi sono trasferita in Italia per amore, lasciando famiglia, amici ed un buon lavoro. A San Pietroburgo ho studiato e poi lavorato in ambito Marketing e Pubblicità, ma quando sono arrivata in Italia, precisamente a Carpi, senza conoscere la lingua italiana non potevo cominciare da nessuna parte. Nei primi due anni ho imparato l’italiano ed ho lavorato come impiegata commerciale, ma non mi sentivo realizzata, per cui ho iniziato la mia attività di influencer, creando la pagina FB “Italy Augmented” poi rinominata “Italy Ambassador” dove ho iniziato a raccontare del Bel paese ai potenziali turisti stranieri di lingua russa.Ho partecipato a numerosi viaggi di stampa e man mano ho scoperto le tante diverse meraviglie dell’Italia. Dal 2017 grazie alla rete di contatti sempre più nutrita, ho iniziato ad organizzare diversi Educational per Tour Operator e Viaggi di stampa per i giornalisti. Nel 2018 ho organizzato il Simposio sul Enoturismo tra Italia e Russia a Bardolino sul Lago di Garda.

Svetlana Trushnikova

GR: Raccontaci la genesi di questo progetto che sta entusiasmando un pubblico sempre più ampio.

ST: Era il Febbraio 2021, stavo camminando come tutti i giorni in un campo vicino a casa e pensavo al mio futuro lavorativo. La mia attività di libero professionista in ambito  marketing e comunicazione si era notevolmente ridotta per colpa del Covid. Avevo già realizzato eventi ed avevo una buona conoscenza del lavoro di Influencer, che grazie alla mia pagina Facebook (Italy Ambassador 120K) fino al 2019 mi aveva dato buone soddisfazioni. Ogni tanto mi fermavo e pensavo alla strada fatta dal mio arrivo in Italia fino a quel momento e mi è venuto in mente il riconoscimento ricevuto da Facebook qualche anno prima. La pagina FB “Italy Augmented” era stata scelta come una delle loro “Storia di Successo”- una grande gratificazione, visto i nomi delle importanti aziende tra cui ero stata inserita. Improvvisamente un problema è divento un’opportunità, riflettendo sul fatto che per gli Influencer non esistono importanti riconoscimenti pur conoscendo molto bene la mole di lavoro che c’è dietro. Allora ho ideato questo nuovo progetto unendo il premio, la mia esperienza decennale in Italia e la mia creatività e cosi è nato “Italy Ambassador Awards”.

GR: Quali sono i principi di selezione e su quali argomenti dovranno puntare i concorrenti per vincere l’ambito premio?

ST: Gli influencer sono opinion leader importanti, soprattutto per i giovani. Grazie al loro lavoro sui social, possiamo veicolare formazione, informazione, rispetto per il prossimo e per l’ambiente. Insieme possiamo promuovere l’educazione e la sensibilizzazione della collettività alla conoscenza, al rispetto delle diverse culture e della natura, mostrando esempi virtuosi alle persone per essere più responsabili verso il nostro pianeta e futuro. Gli influencer si sono misurati e sono stati selezionati in base al contest sui seguenti argomenti:

TRAVEL Turismo sostenibile e viaggiare responsabile. Cosa significa per voi? 

FOOD&WINE Mangiare sano e in modo sostenibile. Trend food and wine in Italia, quali conoscete e seguite?

FASHION Moda sostenibile & Slow fashion. Recycling, ne avete mai sentito parlare, lo praticate?

LUXURY LIFESTYLE Migliorare il comfort riducendo i consumi, è possibile? Di cosa si può fare a meno nel mondo del luxury. Green è luxury per voi?

BEAUTY&SPA Benessere e sostenibilità due temi a pari passo. In che modo sostieni questi due concetti? Raccontami la tua.

La giuria valuterà in base alla creatività, modalità efficace, stile e contenuti del testo, engagement, la scelta degli hashtag e il coinvolgimento dei followers nella discussione, la chiarezza dell’idea trasmessa.

GR: Firenze è universalmente conosciuta come una delle culle dell’arte e della cultura in generale. Questo progetto rappresenta un “ponte” tra diverse culture mondiali?

ST: Assolutamente si, Firenze è universalmente riconosciuta come la culla del Rinascimento Italiano. Se si vuole iniziare qualcosa che segni una discontinuità con il passato, è da questa città che bisogna partire. Perché l’Humus che ha reso questa città così importante nel mondo, dopo tanti secoli è ancora presente. Quando ho iniziato a presentare in giro l’idea del progetto, Toscana Promozione Turistica ha da subito accolto con entusiasmo l’iniziativa, fornendo tutto il supporto necessario.

Sono le persone che vi vivono  in quel luogo che fanno la differenza, ma allo stesso tempo, l’ambiente che le circonda influisce su come il singolo individuo percepisce e reagisce alla realtà che lo circonda. Per questo Firenze è stata, è e sarà sempre un ponte fra culture diverse che tra loro anno un comune denominatore, il pacifico buon vivere!!!

Insieme a Svetlana, vi è l’operato del Team IAW: Sonia Moura, Stefania Giampalmo, Izabela Krzanowska, Camilla Denti

www.italyambassadorawards.com

#ItalyAmbassadorAwards #SvetlanaTrushnikova

Francesco Anello, lo Chef Palermitano vincitore del premio "Cinque stelle d'oro della cucina italiana" promosso dalla AIC, si racconta in questa speciale intervista.

6 Ottobre 2022

di Giorgia Rossi

Francesco Anello è un giovane Chef palermitano. E’ entrato nel mondo del della ristorazione che aveva poco più di quattordici anni con un solo obiettivo, crescere e apprendere il più possibile da chi di strada ne aveva già fatta tanta perché come ama dire“ per essere un buon Chef bisogna imparare ad essere un buon allievo”.
Essendo da poco diventata Responsabile provinciale di Verona della Associazione Italiana Cuochi, ho conosciuto Francesco e ho deciso di intervistarlo anche perché ha vinto il prestigioso premio “Cinque stelle d’oro della cucina italiana” promosso dalla AIC

Francesco Anello
Ph:Melissa Toscano

GR: Quando è la nata la passione per la cucina e hai deciso di diventare chef?
La mia è sempre stata una vocazione verso i “fuochi”. 
Fin da piccolo la mia stanza preferita di casa era la cucina. Stavo li attento ad osservare ogni cosa che cucinavano mamma Antonella e loro, le due imperatrici di un tempo, Nonna Concetta e Nonna Rita (e chi si dimentica i profumi che si sentivano entrando dalla porta d’ingresso). Loro sono state le mie prime maestre, io l’eterno allievo, perchè nel nostro mestiere non si finisce mai di imparare. 

GR: Quanto contano lo studio e la preparazione per essere un grande chef?
Lo studio è fondamentale non solo in cucina, ma in ogni ambito lavorativo e sociale. Secondo me, per raggiungere degli ottimi risultati, bisogna mettere sempre la passione in primo piano. Iltempo e la voglia di crescere darà le sue risposte.

GR: La cucina siciliana è acclamata in tutto il mondo. Quanto ha contato essere “siciliano” nel tuo lavoro?
Io sono orgoglioso di essere siciliano. La Sicilia è una delle migliori cucine al mondo, anche perchè
il territorio ci permette di avere vasta scelta di alimenti e tanta qualità.



GR: Hai vinto il premio “Cinque stelle d’oro della cucina italiana” promosso dalla “Associazione Italiana Cuochi. Cosa significa per te?
Un premio personale dedicato a me stesso e a chi a sempre creduto in me. Dopo anni di sacrifici e tanto impegno e duro lavoro, è un punto di partenza per scalare sempre qualche gradino in più.
Ringrazio l’Associazione Italiana Cuochi in quanto Responsabile Provincia per Palermo per il premio .

GR: Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Sicuramente continuare su questa strada, senza mai smettere di sognare. E’ fondamentale avere la forza di credere in se stessi e nel futuro .
In progetto c’è l’apertura di una mia attività dove la mia terra si legherà con il resto delle etnie .
La cucina non è costante, la cucina è determinazione, impegno e voglia di mettersi in gioco .
Credo in me stesso, tuttavia proprio di me stesso devo avere paura, perchè la sfida non è con il mondo, ma con me stesso .
Sono io ad avere il mio futuro in mano, e un giorno la mia cucina sarà una delle migliori.

@francescoanello.cuoco

www.associazioneitaliacuochi.it

#FrancescoAnello #Chef #Sicilia

Natura e regalità, la Collezione Sposa 2023 di Atelier Emè è un inno alla bellezza. 
WWW.ATELIEREME.IT

4 ottobre 2022

a cura di Giorgia Rossi

Appuntamento in Piazzetta”, quella piazzetta dove cuori e sorrisi si incrociano, dove amori si intrecciano e gli amici chiaccherano sorseggiando un caffè, è stata il leit motiv che ha caratterizzato la sfilata della Collezione Sposa 2023 di Atelier Emè sotto la guida della nuova Direttrice Creativa Silvia Falconi.

Atmosfere suggestive, una celebrazione di autentica bellezza per festeggiare il ritorno alla condivisione di tempo e spazi. Un inno all’amore da vivere finalmente a pieno, una rinascita che passa attraverso sogni da vivere ad occhi aperti grazie ad un evento speciale e unico.
Per questo il concept della sfilata ruota attorno al concetto di piazza, luogo fisico ma anche ideale, nel quale il cuore delle città batte forte. 

Il pre-sfilata nel foyer della location è stata un’esperienza emozionale omaggio ai favolosi anni 60 dalla Lambretta d’epoca che ricorda una strepitosa Audrey Hepburn con Gregory Peck mentre sfrecciano per le via di Roma, fiori e cartoline d’amore per un “cuore matto”. 

Gli invitati sono passati attraverso la Fashion Gallery Collezione Cerimonia prima di arrivare alla passerella attraverso un percorso emozionale che ha ricreato un atelier tipico degli anni ‘60. 

Lo show in passerella è stato accompagnato dalla splendida voce di Tecla Insolia, la quale ha cantato le canzoni delle nostre mamme e delle nonne accompagnando i due main theme della sfilata. Il primo dedicato alla natura con pizzi morbidi su abiti con accennati effetti bustier, speciali per vestibilità.

Eteree trasparenze, preziosi intrecci, dettagli preziosi come gli occhielli di strass, materiali dalla texture sofisticata, un vero invito a ritrovare l’esperienza tattile dopo il lungo periodo di distanziamento. 

Il secondo dedicato alle icone reali, caratterizzate da una sensualità casta e sontuosa, da volumi importanti sostenuti da leggerissime sottogonne studiate ad hoc. Altissima sartorialità e impeccabile maestria che si rivelano attraverso applicazioni gioiello su robe mariée avorio, oro e platino. 

A questi due temi di aggiungono sensuali abiti effetto shaping che aderiscono alla figura esaltando la silhouette, e proposte super glamour nella collezione dei Combinabili: capi glitter, spacchi profondi, sensuali gonne a sirena, bustier con etero plumage. 

Speciali il midi dress di tulle dall’essenziale linea bon ton e gli abiti corti che reinterpretano materiali cari alla tradizione di Atelier Emè come i pizzi preziosi, i tulle ricamati e gli avvolgenti crepe stretch. 

Undici gli abiti esclusivi Atelier Emè; sensuali creazioni di pizzo black ricamato in trasparenza, dress con preziosi corpetti e gonne dallo spettacolare effetto couture ottenuta fondendo pregiati ricami italiani e pizzi chantilly francesi. 

In passerella anche la Collezione Party AI 22 che si sviluppa attraverso due ispirazioni. La prima, Wine Ceremony, si lascia affascinare dalle frizzanti atmosfere della Vendemmia, simbolo di allegria e convivialità. Palette dai toni caldi ispirati ai colori dell’uva, del mosto e alle nuances profonde dell’imbrunire autunnale. Tante le stampe di collezione dal sapore bucolico, le silhouette boho dai volumi a palloncino arricchendosi di balze e rouches, morbidi nodi, effetti bustier, eteree georgette. La seconda, Jewelleryfication, è ideale per le feste di Natale e Capodanno. Silhouette ipersexy, smoking lucenti, paillettes scintillanti, gabardine e tulle laminati, con l’aggiunta dipiume sbarazzine, passamanerie gioiello per celebrare la voglia di glamour. 

Le “WeddingChicche“: un laccetto glitter silver intrecciato ai capelli o un fiocco glamour sulla testa al posto del velo.

www.ateliereme.it

#AtelierEmè #AppuntamentoinPiazzetta #EmèBride

L’apertura di Six Senses Rome:
Tradizione, Riscoperta e Legame col Territorio nel cuore della Città Eterna

01 Ottobre 2022

a cura di Giorgia Rossi

Con l’apertura prevista per l’inizio del 2023, Six Senses Rome punta ad affermare una nuova percezione di sostenibilità e benessere nel contesto cittadino. Primo hotel del Gruppo in Italia, sarà un’oasi verde nella frenesia di Via del Corso, a pochi passi da monumenti iconici come il Pantheon e la Fontana di Trevi, una posizione eccezionale nel centro storico di Roma, Patrimonio mondiale UNESCO. 

In un momento storico in cui la Città Eterna sta rafforzando la sua presenza come destinazione turistica nel mondo e si appresta ad ospitare eventi di portata internazionale, Six Senses Rome accompagnerà i suoi ospiti in un viaggio nella tradizione, attraverso la riscoperta dei tesori della città e valorizzando il legame con il territorio. 

“Sono onorata per l’opportunità, ed orgogliosa che questo traguardo importante avvenga proprio nella mia città,” commenta Francesca Tozzi, General Manager di Six Senses Rome. “Il team ed io stiamo lavorando con entusiasmo per tradurre i valori fondanti di Six Senses di emotional hospitality, sostenibilità e wellness, nel panorama dell’hotellerie romana. Il nostro obiettivo è quello di rappresentare una nuova concezione di lusso nella città, fatto di esperienze fuori dal comune nel rispetto e nella valorizzazione della comunità locale, con un approccio divertente e fuori dagli schemi!”. 

Un Palazzo dove si intrecciano storia e modernità 

Palazzo Salviati Cesi Mellini

Location prestigiosa di Six Senses Rome è Palazzo Salviati Cesi Mellini, un edificio del XV secolo che nel tempo è stato oggetto di ampliamenti e revisioni, e che prende il nome dalle importanti famiglie che lo hanno abitato. I lavori di restauro ad opera dell’hotel hanno portato agli antichi splendori la facciata originale del Palazzo e la scala monumentale. Anche la facciata dell’adiacente chiesa di San Marcello al Corso, uno dei migliori esempi del Barocco italiano, è stata recentamente restaurata e rappresenta il primo progetto di sostenibilità di Six Senses Rome, in un’ottica di riqualificazione della zona.

Interni del Six Senses Roma curati dall’architetto Patricia Urquiola

Gli interni hanno uno stile contemporaneo caratterizzato da elementi architettonici sostenibili e di design, il tutto arricchito da piante ornamentali e luce naturale in spazi aperti e ariosi. Il concept dell’hotel è frutto della visione di Patricia Urquiola, architetto di fama internazionale conosciuta per la sua attenzione al design sostenibile e alla relazione emozionale tra la componente umana e gli spazi tutt’intorno. Raffinate ed accoglienti in tipico stile Six Senses, le 96 camere e suites sono decorate con la tecnica del Cocciopesto, uno speciale intonaco usato nell’antica Roma, con Travertino di origine locale e con elementi grafici che richiamano alla natura. Gli spazi ventilati, le terrazze soleggiate, i soffitti alti e le ampie vetrate pongono l’accento sul benessere e sulla convivialità. 

Sapori e prelibatezze secondo lo stile italiano 

Al piano terra, BIVIUM Restaurant-Café-Bar è un’oasi per gli ospiti dell’hotel così come per i locals, e offre una cucina italiana con elementi romani e molte opzioni salutiste. La cucina a vista, gli angoli delle prelibatezze, il grill Josper ed il forno a legna vivacizzano questo spazio lifestyle, che si apre in un’elegante area en plein air, ideale per networking e per pause ricreative.
Magistralmente curato dall’Executive Chef Nadia Frisina, il menu è fatto di piatti tipici locali e di ingredienti rigorosamente stagionali, con l’obiettivo di proporre solo il meglio che il territorio offre. 

All’ultimo piano si trova NOTOS Rooftop dove, immersi nella tranquillità della terrazza, si possono gustare deliziosi assaggi sorseggiando un drink e godendosi una vista a 360° sulla città. I vasi di terracotta ed il giardino delle erbe aromatiche contribuiscono a creare un’atmosfera da giardino segreto, unica nel centro di Roma. 

L’arte delle terme romane 

Six Senses propone un modello pionieristico di wellness e ne ha fatto un marchio di fabbrica celebre nel mondo. Nella Città Eterna la Spa diventa un luogo di collegamento tra il viaggiatore internazionale ed il pubblico locale, riproponendo le terme secondo la tradizione dell’antica Roma con il calidarium, tepidarium frigidarium in un percorso di 60 minuti. Un prezioso bassorilievo che raffigura il mito di Dafne e Apollo aggiunge pathos all’ambiente, ricreando l’atmosfera dei tempi passati. 

Calidarium e Tepidarium

Oltre alle terme ci sono un Hammam, aree biohacking e meditazione, sauna, terrazza per yoga all’aperto, fitness center e cinque sale per trattamenti, di cui una per coppie. Grazie all’Alchemy Bar c’è anche la possibilità di conoscere il potere terapeutico di erbe e piante, sotto la guida esperta dei terapisti Six Senses. 

La SPA del Six Senses Roma

Roma Caput Mundi per le esperienze culturali 

Six Senses Rome sta preparando per i suoi ospiti delle esperienze esclusive “behind-the-scene” alla scoperta di luoghi magici della città come Palazzo Colonna, Galleria Borghese e Doria Pamphilj. Scopri l’artista che è in te con una masterclass di pittura, carpisci i segreti dietro al restauro di un’opera d’arte oppure avventurati nei labirinti sotterranei della Fontana di Trevi… Six Senses Rome è il punto di partenza di percorsi multisensoriali che spaziano dall’arte all’archeologia, dalla moda alla gastronomia per un viaggio dei sensi. 

Nelle sue 96 camere e suite, Six Senses Rome coniuga elementi della tradizione romana con dettagli contemporanei.

Six Senses Rome accetta fin da ora prenotazioni per soggiorni dall’inizio del 2023. 

About Six Senses Rome
Primo hotel del Gruppo in Italia, Six Senses Rome è un’oasi verde nella frenesia di Via del Corso. A pochi passi da monumenti iconici come il Pantheon e la Fontana di Trevi, l’hotel si trova in una posizione eccezionale nel centro storico di Roma che è un Patrimonio mondiale UNESCO.
La sede dell’hotel è Palazzo Salviati Cesi Mellini, un edificio del XV secolo che nel tempo è stato oggetto di ampliamenti e revisioni, ed include 96 camere e suite.
Six Senses Rome propone un menu contemporaneo con elementi italiani e locali in uno spazio all-day dining, e un rooftop pazzesco con vista panoramica a 360
°sul quartiere storico circostante.
La Six Senses Spa include le terme romane con il 
calidarium, tepidarium frigidarium per una reinterpretazione moderna di un rituale antico e, tra gli altri servizi, offre cinque sale per i trattamenti di cui una per coppie, Hammam, spazi biohacking e meditazione, yoga deck all’aperto e fitness center.

About Six Senses
Il Gruppo Six Senses conta attualmente 21 hotel e resort in 17 Paesi, con 35 prossime aperture previste.
Parte di IHG Hotels & Resorts, Six Senses è unico nel suo genere e pionieristico nel suo impegno verso la sostenibilità, il wellness e un approccio all’emotional hospitality divertente e fuori dagli schemi anche grazie ad esperienze multisensoriali e tailormade.
Che si tratti di un resort su un’isola paradisiaca, di un retreat in montagna o di un urban hotel, la vision è sempre la stessa: risvegliare i sensi degli ospiti così che possano ritrovare sè stessi, l’armonia con gli altri e con il mondo intorno a loro.
Le Six Senses Residences offrono il meglio dei servizi di un resort di lusso mantenendo la privacy e la personalizzazione tipica di un’esclusiva villa privata. Un investimento a lungo termine di cui poter beneficiare per le generazioni a venire, con vantaggi immediati e status esclusivi estesi anche agli altri resort nel mondo.

Le Six Senses Spa guidano gli ospiti attraverso un percorso individuale di benessere, sono presenti in tutti i resort più alcune standalone. L’approccio high-tech e high-touch va oltre i tipici trattamenti beauty, per offrire benessere olistico, medicina integrativa e longevità.

Per informazioni e prenotazioni: www.sixsenses.com

#SixSensesRoma #Travel

L’eleganza del romanticismo senza tempo sfila a RomaSposa 2022

Dal 6 al 9 ottobre a Palazzo dei Congressi torna l’appuntamento con il Salone Internazionale della Sposa, con novità e tendenze per le nozze. Per la sposa abiti eterei movimentati da tulle e decorazioni floreali 3D, per lo sposo tanti modelli nelle diverse sfumature del blu e del verde. In mostra anche proposte sartoriali per gli amici a 4 zampe e tante idee legate alla eco-sostenibilità e alla ricerca del contatto autentico con la natura. La prima notte di nozze? In glamping

Come in una fiaba. Lo sguardo degli innamorati che si incrocia, le bellezze della natura a incorniciare il loro giorno più bello e la cura nel dettaglio di ogni singolo elemento del matrimonio, un giorno che resta indimenticabile nella memoria di tutti grazie a un romanticismo discreto, elegante, senza tempo. Per gli sposi 2023 sono tante le novità e tendenze da scoprire in mostra a RomaSposa 2022, il Salone Internazionale della Sposa che torna al Palazzo dei Congressi dal 6 al 9 ottobre con tantissime soluzioni di abiti, location, intrattenimento, addobbi, bomboniere, acconciatura, make-up, foto e viaggi di nozze. 

La manifestazione, da oltre 30 anni una delle più attese del calendario fieristico, è l’occasione per ricevere consigli che soddisfano le richieste più diverse, dal galateo al look di futuri sposi e invitati, un viaggio a 360° nel mondo del wedding che ispira sogni e desideri, con novità e trend di tutte le categorie merceologiche proposte dalle oltre 300 aziende espositrici presenti in fiera. Nei quattro giorni della manifestazione tornano anche le sfilate, con più di 1000 abiti in passerella, realizzati sapientemente da atelier nazionali e internazionali, con modelli che per la regina delle nozze, per lo sposo e da cerimonia.

Sbocciano fiori sugli abiti da sposa e tulle e maniche danno vita a maestosi giochi di volumi

Due ever green degli abiti da sposa, tulle e fiori, tornano quest’anno da veri protagonisti nelle collezioni bridal, con gonne a più veli e balze e inserti floreali tridimensionali (come margherite o peonie), le cui sovrapposizioni sono in grado di esaltare giochi di volumi e sensuali trasparenze, sempre eleganti e mai volgari, in modelli ideali per chi sogna matrimoni raffinati e bucolici, come vuole la tendenza. Molto ricercate sono anche le maniche, a sbuffo o non, scelte per la loro originalità e funzionalità: spesso rimovibili, possono essere infatti indossate o tolte a piacimento, diventando un accessorio con cui “giocare” nei diversi momenti del matrimonio. 

Il look romantico è completato con capelli e make-up sposa espressione di una bellezza naturale che esalti le caratteristiche di ogni donna: largo quindi a skin care eccellenti, mettendo da parte trucco o acconciature troppo costruite.

Spacchi e scollature esaltano la sensualità della regina delle nozze

Romantici e sensuali sono i modelli con lo spacco laterale, che torna di tendenza sia su abiti con gonna ad A o scivolata sia su modelli dalle linee più affusolate, una soluzione ottica ideale per slanciare la figura e creare movimento nella parte inferiore dell’abito. Particolare attenzione in questo caso va riservata alla scelta della scarpa che può essere a contrasto o realizzata in coordinato dell’abito, con richiamo di tessuti e decori. Perfetto per seni a coppa medio-grande sono gli abiti con scollatura a V, sempre più proposta nei nuovi modelli che favoriscono le spose medio-basse, perché in grado di slanciare la figura in altezza: lo scollo può essere profondo o fino al punto in cui inizia il décolleté, soluzione più adatta a seni più piccoli. Non mancano poi i modelli con pantaloni o spezzati, perfetti per le più giovani e per chi desidera valorizzare il punto vita o donare movimento all’abito. Per i colori si predilige il bianco ma non mancano tocchi di colore, che diventano invece protagonisti nelle collezioni P/E 2023 delle piccole damigelle dove il trend è nuance pastello e fantasie floreali.

Per lo sposo la tradizione non passa mai di moda

L’uomo che vuole osare può trovare soluzioni originali ma la tendenza parla chiaro, è la tradizione a dettare l’eleganza senza tempo. Largo quindi a tight, frac e smoking associati però a un’immagine nuova più attuale e con un fit moderno, meglio se con tessuti eco-friendly. I colori preferiti sono tutte le sfumature del blu, dai blu indaco al blu di Prussia, fino all’intramontabile blu Royal. Verde Forest è invece la soluzione per chi vuole un’identità forte, mantenendo sobrietà. Novità è poi l’utilizzo di un tessuto sablé di lana natural strech, leggero e molto elegante con un effetto “mosso” che rende l’abito ancor più esclusivo, sviluppato anche nei colori, soprattutto negli smoking con modelli verde bottiglia e bordeaux.

Gli abiti sartoriali per gli amici a 4 zampe

Gli animali sono sempre più sentiti quali veri e propri membri della famiglia, quindi perché non dare loro anche la veste giusta in linea con il matrimonio? In risposta a una crescita di desiderio delle coppie di sposi di rendere gli amici a 4 zampe sempre più coinvolti nel giorno delle nozze, nascono le collezioni PET, con abiti sartoriali…e accessori.

Un matrimonio sostenibile è elegante, raffinato e unico 

La chiave di un matrimonio indimenticabile è sicuramente l’unicità di tutti i suoi dettagli, un risultato che si può ottenere anche grazie all’utilizzo di materiali riciclabili, di fiori secchi oppure di piante aromatiche. Sono tantissime le soluzioni ecosostenibili che i wedding planner suggeriscono alle coppie di futuri sposi, come le bomboniere che possono essere riutilizzate, dei semini per far crescere una bella pianta in ricordo del matrimonio o un estratto aromatico. Una menzione particolare va alla stagionalità dei cibi che devono essere a km 0 e preferibilmente su base vegetale. Il consiglio dei wedding planner per un matrimonio attento all’ambiente e poi quello di evitare i buffet, il modo migliore di evitare sprechi, proponendo come benvenuto agli ospiti una selezione di aperitivi finger food, a giro braccio, seguita da menù con portate ridotte. 

Nel “riciclo” creativo rientrano poi tutti gli allestimenti e gli intrattenimenti con richiami vintage.  E per un tocco romantico ed elegante senza tempo occhio alla scelta dei colori: la tendenza strizza l’occhio all’abbinamento del bianco, del rosa e dell’oro

Le location più richieste sono in mezzo alla natura, il campeggio è di lusso

Informale, rilassato, un po’ rustico ma sempre accogliente ed elegante è il matrimonio bucolico, scelta raffinata che negli 405ultimi ha registrato un vero e proprio boom di richieste. A caratterizzare questo stile è certamente il legno e le decorazioni vintage, la natura, i fiori e la location che ospita le nozze: largo dunque a piccoli borghi, agriturismi e tenute di campagna, mentre per i più estremi c’è il glamping wedding, i campeggi lussuosi la cui moda viene dagli Stati Uniti, luoghi non convenzionali dove dirsi sì ma in cui l’immersione nella natura è assicurata. 

www.romasposa.it

#wedding #romasposa

Nuova uscita del brano "Cumuli" di QUARANTA, nome d'arte del cantautore campano Giampiero Troianello. 
Ph Antonio Loffredo

22 Settembre 2022

Dal 23 Settembre è online “Cumuli”, il nuovo brano di Quaranta, nome d’arte di Giampiero Troianiello, cantautore campano classe 1988.

Chitarra, pianoforte, fogli di carta sparsi e tanti dischi ascoltati, sono gli ingredienti principali di un progetto che rappresenta un ritorno alla musica suonata, dopo l’esperienza con la band Beltrami che, dal 2009 al 2017, ha portato Giampiero a realizzare due dischi e ad accumulare un buon numero di concerti ed esperienze live.

Quaranta raccoglie le emozioni che non hanno mai smesso di diventare canzoni, provando a raccontare quello che succede dentro la testa di un più che trentenne confuso da una vita che non si aspettava così.

Ph Antonio Loffredo

Attualmente fa parte degli “sfidanti” che si giocheranno un posto per la finale della tredicesima edizione di “Music for change” organizzato da “Musica contro le mafie”, un’associazione che da anni attraverso la musica porta avanti le sue campagne di impegno sociale.

#Musica #QUARANTA #Cumuli

Torna Hospitality Day a Rimini. Un’intera giornata di formazione per i professionisti dell’ospitalità
HOSPITALITY DAY 2021 – Palacongressi di Rimini, 12.10.2020 (Ph © Giorgio Salvatori)

22 Settembre 2022

La nona edizione di Hospitality Day è in programma al Palacongressi di Rimini martedì 11  ottobre 2022. Fin dalla sua prima edizione, l’idea-guida dell’evento riminese è sempre  stata quella di offrire a un pubblico di albergatori, titolari di strutture extra alberghiere,  imprenditori, architetti e designer, ristoratori e operatori turistici, investitori e  sviluppatori di nuovi progetti, contenuti di alto profilo qualitativo, interessanti novità e  soluzioni concrete per il settore. 

Organizzata dagli esperti di Teamwork, società di consulenza e formazione alberghiera  di Rimini, che da vent’anni garantisce professionalità e competenza nel mondo del  turismo e dell’ospitalità, questa giornata costituisce un evento unico, caratterizzato da  momenti di formazione e aggiornamento, con un programma di oltre 150 seminari  distribuiti in 15 sale del Palacongressi. Gli interventi sono tenuti da testimonial  internazionali dell’hôtellerie, da imprenditori illuminati e da personalità con esperienze  significative da raccontare. Dai general manager di famosi hotel nel mondo ai trend &  travel setter, dai CEO di grandi gruppi alberghieri ai migliori architetti di design hotel, un  parterre di operatori che convergono a Rimini per incontrarsi, confrontarsi, aggiornarsi e  tracciare il futuro dell’ospitalità e del turismo.

Hospitality Day è anche l’occasione per incontrare le più importanti aziende di servizi e di  prodotti, pronte a condividere novità, idee, stimoli e nuove ispirazioni che possano  contribuire alla crescita e al miglioramento del lavoro quotidiano. 

HOSPITALITY DAY 2021 – Palacongressi di Rimini, 12.10.2020 (Ph © Giorgio Salvatori)

Oltre ai seminari nelle sale, saranno in funzione cinque arene tematiche dedicate ad  altrettanti argomenti: ristorazione, housekeeping, design, risorse umane e benessere.  Cinque aree in cui si susseguiranno interventi, talk, interviste e dibattiti e dove si  confronteranno esperti, testimonial e consulenti. 

Tra i relatori che hanno già confermato la loro presenza all’edizione 2022: • Larry Mogelonsky, Managing Partner, Hotel Mogel Consulting Limited • Andrea Berton, chef e founder, Ristorante Berton Milano 

• Michil Costa, oste, imprenditore, uomo di natura, Hotel La Perla, Berghotel Ladinia  (BZ) e Albergo Posta Marcucci (SI) 

• Marco Piva, architetto e chairman, Studio Marco Piva 

• Roberto Costa, CEO & founder, RC Group (CasaCosta e Macellaio RC) • Ludovica Rocchi, Brand Director, R Collection Hotels 

• Bruno Mastroianni, filosofo, Social Media Manager, giornalista 

HOSPITALITY DAY 2021 – Palacongressi di Rimini, 12.10.2020 (Ph © Giorgio Salvatori)

Al termine della giornata riminese, saranno assegnati gli Hospitality Social Awards 2022,  i riconoscimenti che premiano le migliori attività di social media marketing nel turismo e  nell’ospitalità, giunti quest’anno alla 11a edizione.

www.hospitalityday.it

#HospitalityDay #Travel

 “ITALY AMBASSADOR AWARDS” 

22 Settembre 2022

a cura di Giorgia Rossi

Il 29 Novembre 2022 a Firenze nella cornice di BTO si terranno gli ”Italy Ambassador Awards” in collaborazione con Toscana Promozione Turistica e il patrocinio di ENIT. Il Primo Premio Italiano per i migliori influencer e blogger di tutto il mondo che promuovono l’Italia. Il premio è un riconoscimento prestigioso per valorizzare l’eccellenza e la professionalità del lavoro di chi, con tanto impegno, desidera far conoscere meglio le tante qualità dell’Italia sia agli stranieri che agli italiani. Appuntamento annuale dedicato al Made in Italy, alla bellezza, alla cultura, ai sapori e ai profumi che caratterizzano la meravigliosa Italia. La selezione si concluderà con l’evento “Italy Ambassador Awards”, che comprende: Cerimonia di Premiazione e Cena di Gala. In questa prima edizione, diamo più attenzione e rilevanza alla categoria “Travel”, che ha avuto una notevole contrazione dei fatturati per la Pandemia. La collaborazione con la Regione Toscana è un esempio virtuoso per promuovere l’Italia in uno scenario turistico internazionale sempre più competitivo. 

Quest’anno abbiamo l’onore di avere Giorgio Palmucci (ex presidente Enit) come Presidente di Giuria. Del comitato di giuria fanno parte: Matteo Lunelli (Presidente di Ferrari Trento e Alta Gamma), Alberto Lupini (Italia a Tavola), Davide Manzoni (Comfort Zone), Sonia Peronaci (Giallo Zafferano), Ludovica Casellati (Giornalista e scrittrice. Fondatrice Luxury Bike Hotels, editore Viaggi del Gusto), Monia Ronconi (Founder&Web Editor HOTELMYPASSION), Massimo Basile (Editore di celebreMagazine World – Luxury Investment Magazine – Rinascimento Magazine), Francesco Garofalo (Destinazione Basilicata), Anton Giulio Grande (Fashion Designer) ed altri professionisti nelle diverse categorie. 

La Prima edizione di “Italy Ambassador Awards” avrà una madrina d’eccezione, la splendida Maria Grazia Cucinotta. I premi vengono assegnati per queste 5 categorie: Travel, Food&Wine, Fashion, Beauty&Spa e Luxury Lifestyle. Ogni categoria è suddivisa in 5 fasce di followers: Micro, Junior, Expert, Advanced Blogger e Top Influencer.  La Selezione avverrà tramite Contest dedicato alla sostenibilità, il Digital Expert Team selezionerà i migliori 75 influencer che passeranno in Semifinale e saranno invitati alla Cerimonia delle Nomination e alla Cena di Gala, dove verranno premiati i migliori 25 Best Italian Ambassadors.

Durante il contest gli influencer creeranno 1 post/video/reel, a seconda del social con cui hanno scelto di partecipare (Facebook, Instagram, Youtube, TikTok), con tematica a scelta tra: turismo sostenibile e viaggiare responsabile, mangiare sano ed in modo sostenibile, moda sostenibile & Slow fashion, Benessere e sostenibilità due temi che devono andare sempre più di pari passo. Per i partner e gli sponsor del Premio sarà l’opportunità di mostrarsi ad una platea internazionale ed intercettare 12 milioni di follower appassionati dell’Italia. Durante la premiazione ci saranno anche tanti premi e sorprese da parte di Sponsor e Partner. Come Alpen Suite Hotel a Madonna di Campiglio, Hotel Orlando in Sardegna, 25Hourshotels a Firenze, Gardacqua, Bidroom, Hotel Savoy Florence a Rocco Forte Hotel, Planetaria Hotels, Palazzo Castri ecc. I migliori influencer alla conclusione del Premio “Italy Ambassador Awards” avranno l’occasione di partecipare ad un Blog Tour organizzato con la Regione, per scoprire e riscoprire il grande patrimonioculturale, enogastronomico e termale della Toscana.

“Questi riconoscimenti ai social content creator non sono solo motivo d’orgoglio ma grazie al loro lavoro suisocial media, possiamo veicolare: formazione, informazione, rispetto per il prossimo e per lambiente. Oggi abbiamo messo la prima pietra per la costruzione di una importante community di influencer consapevoli della loro, sempre più grande, responsabilità comunicativa per preservare le bellezze dell’Italia alle generazioni future.” – dichiara la fondatrice del Premio Svetlana Trushnikova. 

Sito e Social del Premio: https://italyambassadorawards.com

#ItalyAmbassadorAwards

ll Lusso si racconta in occasione della prima Luxury Hospitality Conference

a cura dI Tina Ingaldi

18 Settembre 2022

Luxury Hospitality Conference Ph GR Agency

Il lusso si racconta in una giornata di fine estate con interventi che aiutano a capire dove il lusso sta andando. Tanti i temi raccolti e discussi in questa Luxury Hospitality Conference, organizzata da Mauro Santinato, – frontman di Teamwork – che da molti anni si prodiga per creare eventi che parlino di turismo, di attitudine al turismo, di sviluppo, di brutte abitudini e di grandi virtù, nella prestigiosa cornice del nuovo NH Collection Milano Citylife a ridosso della fiera milanese dove un attento recupero architettonico ha restituito a Milano un’altra struttura alberghiera di pregio. Sostenibilità, lusso e spreco, design e concept del nuovo lusso e molto altro.

Arrivando nella hall altissima che fa alzare lo sguardo e fa perdere l’equilibrio, gli spazi recuperati in modo magistrale fanno di questa struttura una location perfetta per raccontare il lusso, e subito mi vengono in mente le parole di Federico Spagnulo- Founding Partner – Spagnulo & Partners – nel panel dedicato al design e al concept di chi oggi deve progettare l’ospitalità: quando, nella realizzazione di Palazzo Portinari Salviati Residenza D’Epoca, sia stato fondamentale l’apporto di uno scenografo che fosse in grado di tradurre  l’importanza della scenografia nelle dimore storiche, il tutto finalizzato a creare per il cliente futuro una esperienza unica. 

Mauro Santinato, mette insieme molti argomenti con un fittissimo programma fatto di personaggi che da soli potrebbero riempiere ore di racconti, formazione e suggestioni. Otto panel che raccontano il lusso come visione e prospettive, come design e concept da raccontare. Il lusso inteso anche come grandi professionalità rappresentate dall’esperienza di general manager e chef stellati e infine il lusso come storitelling e digitalizzazione.

Della mattinata rimane impresso senza dubbio lo spessore della discussione animata dal CEO Luigi Passera – Lario Hotels – che chiede finalmente di sostituire il mood – oramai obsoleto di Hilton “location, location, location” – con qualcosa di più attuale e autentico: “people,people,people”. Dove Hilton vinceva con la location – o meglio posizione della struttura alberghiera – oggi la differenza potrebbero farla le persone e la loro professionalità.

“People, People, People” pone l’accento sulle persone, come un valore primario delle aziende che operano nell’ospitalità: una camera per quanto molto bella non sarà mai in grado di ripagare come un sorriso o una attenzione e comunque dietro una bella camera c’è il lavoro di molte persone. A richiedere questo cambio di passo è anche la situazione – da tutti sentita – della mancanza di personale specializzato. E se questo è vero nelle strutture 3-4 stelle lo è ancora di più nelle strutture 5 stelle, dove la preparazione non può lasciare spazio all’improvvisazione.Un tema forte, che su questo palco non viene risolto con un semplice “J’accuse” verso il reddito di cittadinanza o dei salari sicuramente da adeguare, quanto piuttosto come la mancanza di emozione e passione nel lavoro. La capacità di ogni dipendente, collaboratore, operatore di amare il proprio lavoro.

L’argomento ritorna più tardi nel primo pomeriggio quando sul palco ci sono 5 direttori di prestigiosissime dimore (*): il direttore, che oggi è diventato un “giocoliere” che deve far roteare qualche brillo in aria per avere almeno una mano libera, si confronta oggi con molte difficoltà.  Tutti concordi: il personale va formato, non sono solo gambe e braccia e richiede un grande investimento – non solo economico. Il personale va anche tutelato giuridicamente e con la pandemia non sono stati pochi quelli che hanno scelto di anticipare le misure economiche a salvaguardia del rapporto.

Ivan Artolli – Genaral Manager Hotel De Paris di Montecarlo– suggerisce più di una strategia: la creazione di accordi lavorativi che tengano conto della territorialità dei collaboratori, quelli destinati a rimanere sul territorio sono sicuramente più interessati ad una flessibilità lavorativa in termini di orario e tempo libero, quanti invece – stagionali o con assunzioni limitate nel tempo – sono più orientati al guadagno ma anche alla formazione con percorsi mirati a trasformarli in Ambassador del Brand.

Antonello De Medici – Director of Operations – RoccoFore Hotels – aggiunge l’“amore” verso questo lavoro: quando non si crea un meccanismo di collegamento con la formazione scolastica, gli hotel diventano un “parcheggio” momentaneo per gli studenti, che non amano e che non si appassionano aspettando solo una occasione migliore altrove.

Sempre la passione ha caratterizzato l’intervento di Andrea Aprea -Chef Patron- Ristorane Aprea di Milano – nel panel dedicato alla ristorazione di lusso,  si sottolinea come l’attività lavorativa non sia mai cambiata nei suoi orari o nella fatica che comporta lavorare in una cucina, quindi la situazione di mancanza di personale è da attribuirsi soprattutto alla mancanza di passione, coinvolgimento a progetti più ampi che non siano solo cucinare.

Questo parlare di “amore” e “passione”  non è un modo per eludere argomentazioni più concrete: si è sottolineata la mancanza di un legislazione più flessibile alle nuove esigenze, ma anche un atteggiamento del management che sempre più spesso invade anche spazi privati – come le pause e i riposi – o come ben sottolineato nel panel dedicato al design e alla progettazione,  della creazione di spazi adeguati per chi lavora, dagli alloggi del personale agli spazi di back office. Quanto vero c’è in questa affermazione? Sempre più spesso gli spazi ridotti o male assortiti costringono le persone a lavorare male, e come detto anche in ambito ristorativo costruire cucine funzionali aiuta non solo il lavoro ma anche il risparmio e il contenimento dei costi.

Alla fine bisognerebbe invertire la rotta: diventare Brand all’interno del quale le persone abbiano desiderio di lavorare, team di cui si desidera far parte e di cui diventare parte integrante.

I panel si sono susseguiti legando l’uno con l’altro gli argomenti: un’unica chiacchierata fatta di osservazioni e incisi davvero molto fruibili da chiunque. Dal panel che ci ha raccontato con 5 designer e architetti di altrettanti studi prestigiosi – che lo studio degli spazi è soprattutto uno studio delle nuove abitudini e tendenze, non semplicemente mode ma cambiamenti radicali nella percezione del turismo: staycation, workcation, coliving, view bar, hotel bioe molti altri i termini che ci illustrano come è cambiato il turismo in questi anni, non solo il modo di “usare” l’albergo ma soprattutto le sensibilità di quello che qualcuno si ostina ancor a chiamare “turista” o peggio “cliente”.Alessandro Valenti – Digital director – Elle Decor Italia – che alza il livello di questa chiacchierata introducendo con una citazione dal romanzo Te nel deserto di Bowels: “Non si considerava un turista bensì un viaggiatore, e spiegava che si tratta in parte di una differenza temporale. Dopo poche settimane, o pochi mesi, il turista si affretta a tornare a casa; il viaggiatore, che non appartiene ad alcun luogo in particolare, si sposta lentamente da un punto all’altro della terra, per anni”. 

In un panel di chiusura vengono presentati i dati di questo mercato: in crescita e consolidamento, ricollegando i risultati anche al modo in cui il lusso si vende e si racconta: chi sono gli ospiti del nuovo lusso? Sono i millenials ma bisogna parlare anche alle generazioni in erba, ascoltare le loro esigenze che richiedono responsabilità maggiori verso l’ambiente – e non solo quelle operazioni oramai note di green wash – le richieste che vengono fatte ai brand sono soprattutto di responsabilità e sostenibilità: i valori sono cambiati, come il passaggio dal wellness  alla consapevolezza del benessere in una chiave olistica o ancora alla importanza dell’outdooring, che con l’avvento della pandemia ha assunto una rilevanza nuova: non solo progettazione di spazio esterno ma usufruibilità totale dello spazio esterno.

Sostenibilità e lusso sembrano quasi in conflitto naturale, come se il lusso fosse necessariamente uno spreco, il di più di cui non è lecito avere bisogno. E’ Ivan Artolli – General Manager Hotel De Paris Montecarlo a chiarirmi il concetto, il lusso non è spreco, semmai generosità nell’occuparsi dell’ospite, perché spesso è lo stesso cliente che chiede di non sprecare ma questo non è in conflitto con un occhio attento alle necessità di una clientela di altissimo livello.

Ancora tengono le argomentazioni che fanno dell’aspetto lusso una variante geografica, ciò che è “lusso” per alcuni target di clientela non lo è per altri, e lo stesso concetto di lusso ha un valore diverso in funzione dall’area geografica di provenienza degli ospiti.

L’arma vincente? Senza dubbio la personalizzazione del o dei prodotti, la declinazione che fa dello stesso prodotto un prodotto diverso per ogni ospite, risultato che si ottiene solo attraverso l’uso accorto dei dati che abbiamo dei nostri ospiti, ma anche la capacità del personale – e qui si torna all’inizio- di saper cogliere con la propria empatia e capacità di osservazione ogni dettaglio.Alla fine della giornata scendo la scala bianca della bellissima hall dell’NH citylife, tra bianche colonne e spazi aperti, confermando la validità di certe manifestazioni dove, se talvolta si puntualizza l’ovvio, in certe altre è possibile cogliere l’ampiezza dei cambiamenti: sta ad ogni imprenditore, direttore, responsabile essere capace di declinarlo sul proprio lavoro quotidiano.

#luxuryhospitalityconference

#LuxuryHospitalityConference

Speciale Fashion Week

a cura di Erica Lonati

17 Settembre 2022

Il 20 settembre inizia “Settimana della Moda”, immancabile appuntamento “autunnale” organizzato dalla Camera della Moda Italiana, che si celebra nel cuore di Milano, in cui le Maison presentano le loro collezioni Primavera/Estate a buyers, stampa, celebrities, e a tutti i protagonisti del fashion system internazionale.

La Fashion Week Milanese è certamente uno degli eventi più attesi del panorama mondiale insieme a quelle di New York, Londra, Milano e Parigi, organizzate in quest’ordine in settimane consecutive. 

Ma è doveroso ricordare che non sono le uniche ad ospitare questi eventi perché la Moda è cultura, unione, bellezza, arte. La moda è passione e la passione non ha confini.

Autore Erica Lonati

In Bulgaria, in Finlandia, e a Malta con la famosa “Mercedes Benz Fashion Week”, stilisti emergenti e buyers si danno appuntamento provenienti da tutto il mondo così come in Kenya, a Nairobi, Malawi, ma anche in Tanzania e in Nigeria. In Sud America, soprattutto Buenos Aires dove l’attenzione per la ultime novità moda e accessori è molto importante, ne vengono organizzate più di otto e perfino in Oceania, Figi, Nuova Zelanda e Australia. Una menzione speciale è quella di Helsinki perché mi piace lo stile nordico minimalista, ma eccentrico e all’avanguardia.

Tra queste, meno note, non saprei quali scegliere tanto vasta è la scelta, non solo dal punto di vista di ambientazione e localizzazione, ma soprattutto per la diversa visione e il diverso vissuto della città che la organizza.

Una curiosità: questo sistema esiste solo dal  2016. Precedentemente la 1^ settimana dell’anno era per le collezioni Primavera Estate, la 2^ settimana per le collezioni Autunno Inverno. Il ciclo di vendita è così veloce che si decise di anticipare di un semestre.

La prima settimana della moda, che si chiamava la Settimana della Stampa, fu organizzata nel 1943 a New York. In questo periodo la guerra in Europa aveva reso quasi impossibile importare dalla Francia. E così si decise di promuovere e valorizzare la moda americana.

Autore Erica Lonati

Due anni più tardi, nel 1945, vennero organizzate a Parigi le sfilate di Haute Couture e nel 1973 la prima Fashion Week parigina.

Autore Erica Lonati

In Italia, le presentazioni delle collezioni cominciarono intorno agli anni 50, considerando anche la produzione tessile fiorentina. Fù uno stratega di nome Giorgini Gian Battista che invitò presso la sua dimora una cerchia di invitati formata da giornalisti e acquirenti a visionare celebri sartorie e maison dell’epoca, tra le quali le tanto amate “Sorelle Fontana”, tre sorelle che poi diventarono cos’ famose da vestire le più belle donne del mondo.

Fu verso la fine dei 50, precisamente nel 1958, che venne istituita la settimana della moda di Milano, anche se fu proprio negli anni 80 che scoppiò la Made in Italy Mania, sdoganando le Griffe Italiane più amate in tutto il mondo.

Nei primi anni 80, venne organizzata a Londra, metropoli anticonformista, pigmalione di stilisti emergenti la cui notorietà è cresciuta talmente velocemente tanto da essere considerata poi una delle quattro Capitali della Moda più influenti al mondo.

Autore Erica Lonati

COSA SUCCEDE DURANTE LA SETTIMANA DELLA MODA?

Ovviamente ci sono le sfilate che hanno bisogno di mesi di preparazione e nei maggiori casi, direi sempre, ci vogliono anche grandi investimenti economici. Il tutto per un evento che in realtà dura circa 15/20 minuti. La classica passerella delle modelle ha un tempo molto limitato. Gli ospiti che vi possono partecipare sono solo e soltanto coloro che vengono ufficialmente invitati dalle Mason, oltre ai giornalisti. Per Milano la Camera Nazionale della Moda Italiana (istituzioni simili esistono anche in altre città) fornisce alle Maison spazi da poter utilizzare. Ma ovviamente ogni azienda è libera di scegliere la location che più preferisce.

La pandemia degli ultimi anni ha creato un precedente non indifferente e stranamente non negativo.  Molte aziende e stilisti in questi due anni hanno deciso di sfilare virtualmente in rete senza gli ospiti in presenza. Questo ha dato la possibilità a maggiori visualizzazioni perché chiunque poteva “presenziare” all’evento. Diciamo che in quei casi ognuno di noi era stato ufficialmente invitato!

Durante questa settimana non tutti i brand decidono di organizzare una sfilata. Sono molti quelli che optano per una presentazione negli showroom aziendali o in location esterne. Gli abiti possono essere indossati da modelli oppure semplicemente esposti. La differenza con la sfilata sono i tempi più lunghi, da qualche ora fino addirittura all’apertura dello spazio espositivo per l’intera settimana.  Anche in questo caso possono esserci investimenti economici notevoli. 

CHI PARTECIPA ALLA SETTIMANA DELLA MODA?

Il calendario sfilate promette vari appuntamenti ai quali partecipano giornalisti, buyers, blogger, influencer, attrici, cantanti, PR, stylist per visionare le collezioni ed anche per creare momenti di incontro forieri di nuove relazioni e future collaborazioni.

Una curiosità: alle sfilate i posti assegnati hanno un valore. Più il posto ha una migliore visibilità più l’ospite è importante. Ma cosa vuol dire importante? Questo dipende da cosa il Brand vuole comunicare e da come vuole attirare attenzione. Quindi può essere quanta visibilità ha l’invitato, o quanto farà parlare di se, o che potere di acquisto ha… 

Le figure chiave che lavorano dietro le quinte di ogni fashion show, sottoposto all’insindacabile giudizio di chi viene per visionare le collezioni, sono generalmente un team di models, casting director, tecnici audio e video, registi, make up artist, hair stylist.

Pensate che una delle figure chiave è il vestiarista colui che aiuta i modelli a vestirsi e che controlla ogni loro dettaglio prima dell’entrata in scena.

Manca poco alla Milano fashion week e sono davvero curiosa di scoprire i nuovi trend e le nuove proposte anche se non sempre ciò che il fashion system “lancia” piace sempre. Ho sempre ritenuto che la Moda sia un aiuto per poter esprimere la nostra personalità perché in fin dei conti lo stile di ognuno di noi deve essere unico e sempre originale.

Quindi, care lettrici e cari lettori, accogliamo spunti e idee, ma giochiamo con quello che ci piace e divertiamoci senza essere sopraffatti.

#CioccolatinidiModa #Fashion

Audrey e Maria due dive così diverse, così simili

di Erica Lonati

8 Settembre 2022

La moda ha sempre avuto uno stretto legame con il cinema e la musica. E quando ho pensato alle due donne di cui avrei potuto parlare, è stato semplice scegliere. Sono due donne di cui ammiro il lavoro, il loro stile e la loro vita. Ma cos’hanno in comune queste due icone di stile?

Maria Callas (autore Erica Lonati)

Siamo a New York, da genitori grechi e nel 1923 nasce Maria Anna Cecilia Sofia Kalos, contrazione del cognome originario Kalogheropoulou, che si farà chiamare Maria Callas. I suoi genitori videro subito il grande talento della figlia e la possibilità di aiuto economico derivante proprio da questo. Nel 1937, proprio per le difficoltà economiche, la madre con Maria e la sorella ritornarono in Grecia e iscrisse la figlia al conservatorio di Atene. Torniamo però indietro di qualche anno. 

Audrey Hepburn (autore Erica Lonati)

Nel 1929 siamo in Belgio e nasce Audrey Kathleen Ruston. Anche lei modificherà leggermente il nome rubando il cognome alla nonna materna diventando così Audrey Hepburn. Figlia di un banchiere inglese e di una baronessa olandese anche lei vide i suoi genitori separarsi. Audrey Hepburn diventerà famosa nel 1953 con il film “Vacanze romane” che le valse un Oscar mentre Maria Callas nel 1951 fù scritturata alla scala di Milano e inizierà così la sua ascesa. 

Erano alte entrambe circa 1,70 ma di corporatura diversa. Audrey fu praticamente sempre longilinea, mentre Maria lo divenne dopo una ferrea dieta dimagrante. 

Una curiosità: Maria perse circa 40 kg e come icona e suo modello estetico scelse proprio Audrey. 

Entrambe furono ammirate ed elevate stilisticamente da due addetti ai lavori molto quotati e amati dalle signore dell’epoca.

Per Maria fu la sarta o come la definiremmo oggi, la stilista Biki Elvira Leonardi. Forse a molti questo nome non dirà molto, ma tra gli anni quaranta e sessanta, era un punto di riferimento per le signore Milanesi e non solo. Biki trasformò in cigno Maria, creando per lei abiti, cappotti, cappelli, borse e perfino guanti. 

Il loro primo incontro non fu perfetto. Era risaputo che Biki vestiva in particolare donne esili e magre e quando le due si conobbero, Maria non si era ancora sottoposta alla dieta. In quell’occasione Maria dirà: “Non sono ancora una cliente per voi, ma ci rivedremo “. 

Una curiosità: Alain Reynaud, genero e collaboratore di Biki, creava per Maria dei vademecum con indicato cosa indossare e cosa abbinare per ogni outfit. 

Maria Callas (autore Erica Lonati)

Ma chi è stato il sarto di Audrey? In questo caso l’artista, perché è così che io lo vedo, fu Monsieur Hubert de Givenchy. Tra loro nacque una stima reciproca sia a livello professionale che personale. I due rimasero amici per il resto della loro vita. Una curiosità: nella prima scena del film “Colazione da Tiffany” Audrey indossa un tubino nero. Molti pensano o hanno pensato fosse una creazione di Chanel, invece è un abito disegnato da Givenchy proprio per Audrey

Audrey Hepburn (autore Erica Lonati)

Come per Maria e Biki, anche per Audrey il suo primo incontro con lo stilista non fu “amore a prima vista “. Givenchy pensava di aver un appuntamento con Katharine Hepburn, attrice che in quel momento era molto più famosa. Quando si accorse dell’errore cerco di defilarsi educatamente. Ma la testarda Audrey gli fece cambiare idea. 

Se analizziamo nel dettaglio i loro stili troveremo molte similitudini. Entrambe amavano le gonne sia in stile “New look” a ruota a vita alta che a matita lunghe appena sotto il ginocchio. Non disdegnavano i pantaloni a sigaretta Audrey aveva una predilezione per il modello Capri. Per entrambe non mancavano mai le ballerine e gli occhiali da sole. Forse più conosciuti e iconici quelli di Audrey. Maria amava i cappelli e i guanti sia per il giorno che per la sera. Audrey nel tempo libero indossava shorts e t-shirt. Morbidi e comodi erano i loro cappotti preferiti. Se dobbiamo scegliere degli aggettivi per entrambe dire semplici, ma raffinate e ricercate. Forse Maria osava un po’ di più di Audrey. 

Non è facile amare una più dell’altra. Forse la mia propensione si rivolge ad una delle due. Ma questo rimarrà un segreto! Le adoro entrambe e soprattutto conoscere la loro vita, le loro scelte a volte mi rende più vicina a Audrey Hepburn e altre volte a Maria Callas. In ogni caso sono due donne che hanno lasciato alle nuove generazioni stili e comportamenti che rimarranno nella memoria.

#CioccolatinidiModa #Fashion

Edizione 79simo Festival del Cinema di Venezia

2 Settembre 2022

di Erica Lonati

La 79sima Mostra del Cinema di Venezia é iniziata e non possiamo fare a meno di “raccontare” gli outfit delle celebrities che hanno sfilato sul Red Carpet della città lagunare che ogni anno ospita questo importante evento per il cinema nazionale ed internazionale.Ogni invitato o star che sfila sul tappeto, ha sicuramente studiato e lavorato per decidere quale outfit proporre. Per questo motivo non darò indicazioni o giudizi negativi. Rispetto le scelte di tutti indipendentemente dal mio gusto personale.

Roberta Mattei in Alberta Ferretti è un vestito semplice a sottoveste con le spalline larghe e scollo a V. Lei risulta eterea ed elegante. Niente eccessi, Bellezza acqua e sapone. Tutt’altro che dimessa la mise di Raffey Cassidy. Adoro le piume che completano la gonna di Valentino. Ottima la decisione di mantenere i capelli sciolti senza acconciature elaborate dando risalto all’abito.

Roberta Mattei in Alberta Ferretti è un vestito semplice a sottoveste con le spalline larghe e scollo a V. Lei risulta eterea ed elegante. Tutt’altro che dimessa la mise di Raffey Cassidy. Adoro le piume che completano la gonna di Valentino. Ottima la decisione di mantenere i capelli sciolti senza acconciature elaborate dando risalto all’abito. 

Per Victoria Magrath il tulle non manca, il rosa anche e questo grazie a Re Giorgio Armani. Dello stesso stilista l’outfit di Camila Mendes con spalle coperte, scollo profondo e fianco leggermente in vista.

I prossimi tre hanno in comune il colore rouge. Il primo è indossato da Mélita Toscan du Plantier la quale presenzia sul Red Carpet con il famoso designer Christian Louboutin. Lei ha scelto un abito con delle spalline spiritose e una linea fasciante fino alla vita, poi morbido sul fianco. Adoro il tulle quindi adoro Francesca Tizzano. È sicuramente uno stile già visto, ma per quello che mi riguarda sempre gradito.

Per concludere la carrellata, ho scelto il vestito di Rocio Munoz Morales, madrina della manifestazione, sempre di Alberta Ferretti. Trovo che questa creazione sia uno splendido mix tra classico e contemporaneo. Del siriano Rami Al Ali è invece uno splendido abito a sirena color rosa indossato da Kelsey Merritt. È senza spalline e ha una piega sul seno che crea volume e lo rende particolare. Ho scelto anche un look che non ha la gonna lunga. Tendenzialmente non amo queste misure, ma Jenny Walton in Prada è elegante ma anche sbarazzina. 

Ho lasciato per ultimo il Balenciaga indossato con estrema eleganza da Taylor Russel con front lungo e “pomposo”, maniche bianche e mini dietro. Unito all’outfit di Timothèe Chalamet, rosso e fluido, l’intento è presentare i colori della nostra bandiera. Che dire….Chapeau!

#CioccolatinidiModa #Fashion

LUXURY HOSPITALITY CONFERENCE

A MILANO IL 15 SETTEMBRE 2022. IDEE, ESPERIENZE, VISIONI E NUOVI TREND

7 Agosto 2022

Luxury Hospitality Conference

L’appuntamento con il primo evento in Italia dedicato al lusso nel settore dell’ospitalità – Luxury Hospitality Conference – è il prossimo 15 settembre 2022 all’NH Collection CityLife di Milano, per una giornata dedicata all’esperienza, al valore, alla conoscenza, all’evoluzione del settore del lusso.

L’evento è organizzato da TEAMWORK Hospitality, che da oltre 20 anni contribuisce alla crescita della cultura imprenditoriale per il settore del turismo, in collaborazione con HOTELMYPASSION. 

Il quadro economico di riferimento in cui si inserisce l’evento di Milano parla di un 70% di investitori fortemente interessati al mercato del lusso, nonostante le turbative con cui dobbiamo confrontarci. Il settore degli hotel di lusso è stato il principale driver delle attività di M&A fino al 2019, facendo registrare un totale di 115 operazioni a livello globale. Nel 2019 sono stati 3,3 i miliardi di euro investiti in asset alberghieri in Italia, con una spiccata preferenza per quelli di lusso, che rappresentano il 42% del totale, pari a un valore di 1,25 miliardi di euro.

Luxury Hospitality Conference nasce per capire che cosa c’è dietro questi dati e verso quali direzioni si sta evolvendo il settore. Mai come negli ultimi anni il concetto di lusso è cambiato nei desideri, nelle aspettative e nelle scelte degli ospiti e mai come negli ultimi due anni si è evidenziata l’esigenza di analizzare il mercato per meglio comprenderne le dinamiche, individuare le esigenze delle nuove generazioni di viaggiatori e studiare le tendenze, i nuovi sentiment e le prospettive del mondo del lusso.

Dalla tecnologia alla guest experience, dal web alla qualità del servizio, dal marketing al management. Questi gli argomenti che saranno presentati e discussi nel corso dell’intera giornata, che vedrà 45 testimonial d’eccellenza condividere visioni, nuove interpretazioni del concept, case history, strategie, fattori distintivi, segmentazione e approccio psicologico al mondo del lusso nell’ospitalità.

Architetti di fama internazionale illustreranno le loro più recenti realizzazioni e offriranno spunti di riflessione sui temi sfidanti legati alla progettazione e alla fruizione degli spazi per l’ospitalità Luxury; saranno approfonditi i temi legati agli investimenti e alle prospettive, i trend della ristorazione di lusso, le performance del lusso in Italia, il lusso e l’operatività quotidiana, le nuove sfide del comunicare e vendere il lusso.

L’evento è rivolto a titolari, direttori e membri dello staff di hotel, operatori turistici, destination manager, studenti, giornalisti e a coloro che sono interessati ad approfondire le tematiche sul tappeto.

Gli 8 panel in programma daranno un contributo prezioso per capirne il mercato. 

Il panel “Luxury: il volano della ripresa del turismo made in Italy” è legato alla stretta attualità e al contesto che interessa più direttamente il nostro Paese e aprirà il programma dei lavori della Conference, subito dopo il saluto di benvenuto da parte di Mauro Santinato, Presidente TEAMWORK.

Per info e iscrizioni

www.luxuryhospitalityconference.it

info@luxuryhospitalityconference.it

#LUXURYHOSPITALITYCONFERENCE #TRAVEL

ROCCA SVEVA: LA WINE EXPERIENCE TRA GUSTO, TRADIZIONI ED EMOZIONI 

di Giorgia Rossi

6 Agosto 2022

Se Verona è la città dell’amore, Soave, cittadina medioevale, è il Borgo più bello d’Italia eletto la scorsa primavera. Il nome del borgo antico deriva dai suoi fondatori, gli Svevi, nominati in epoca longobarda “Suaves”, “Suevi” diventato “Soavi” fino a  Soave.

Troneggia sul Monte Tenda, il Castello Scaligero vero dòmino della pianura sottostante le cui mura circondano il borgo quasi come un segno di protezione del luogo e degli abitanti.

A ridosso delle mura del castello, vi è Rocca Sveva, il borgo medievale orgogliosamente valorizzato dalla Cantina di Soave, società cooperativa vitivinicola dal 1898, come un luogo narratore di storie e leggende, teatro di eroi e valorosi cavalieri, terra ricca di abbondanza e tradizioni, insomma uno di quei posti da sogno che fanno parte delle meraviglie del nostro bellissimo paese.

Il Castello di Soave e Rocca Sveva

Rocca Sveva, con le sue suggestive cantine, l’antica villa Giavarina, il rigoglioso parco botanico e il vigneto sperimentale, è un vero e proprio omaggio alla cultura del vino” cita il libro; come avrei potuto descriverlo meglio? Appena arrivata, i miei occhi sono stati omaggiati da una vista superba, il mio olfatto da profumi di vino, fiori e frutta, il mio sguardo è stato rapito dal cavaliere in armatura con lancia al galoppo, simbolo di Rocca Sveva, pronto a difendere questi luoghi a costo della vita. Tanto vale la propria terra, tanto vale la propria patria.

 

Villa Giavarina

Dal 2003 Rocca Sveva è il polo aggregativo vitivinicolo delle cantine vicine tra le quali  Montecchia di Crosara, Illasi e Sona con lo scopo di valorizzare il territorio mantenendo stretto e visibile il legame con le zone di provenienza dei soci conferenti.

Simbolo di Rocca Sveva

Ho potuto vivere la Traditional Wine Experience, il tour curato dall’Hospitality Team attraverso un percorso emozionale tra le botti di rovere e file di barrique, tra profumi della terra e del cielo con degustazione di 5 eccellenze, frutto di vigneti altamente selezionati garanti di eccellente qualità ricercata nonché meritevoli di vari premi ricevuti nel corso degli anni.

Interni Wine shop Rocca Sveva
Tour Wine experience

Valpolicella Ripasso Superiore annata 2017 “ripassato” sulle vinacce di Amarone dal colore rosso rubino e dal profumo intenso e fruttato e Recioto di Soave di Rocca Sveva nettare dolce, caldo con una passione piacevole di mandorla regalano sapore e piacere anche ai palati più esigenti e raffinati.

Colli Neri

Mi ha particolarmente colpito il 733 Lessini Durello Doc a marchio Cantina di Montecchia di Crosara, composto al 100%Uva Durella, dal colore giallo paglierino dai riflessi dorati e dal profumo di aromi e fragranze tipiche del territorio con una percezione di note agrumate molto “glamorous” e perfetto per l’aperitime.

733 Brut Lessini Durello

La cultura del vino è una grande risorsa del nostro paese perché non è solo cultura accademica che certamente ha la sua importanza, ma è cultura delle tradizioni e della storia, saggezza tramandata di generazione in generazioni, coltivata sul campo ed inevitabilmente legata alla natura “magistra vitae”.

Tra poco tempo inizierà la vendemmia che in Rocca Sveva viene fatta esclusivamente a mano per garantire che ogni grappolo presenti la giusta maturazione, come a mano vengono girate le bottiglie “a testa in giù” che devono riposare.

Se desiderate visitare questi luoghi e vivere pura magia, potete visitare il sito www.roccasveva.it. Ricordatevi però che un proverbio veronese dice  “No domandarghe a l’oste se’l ga bon vin” (non domandare all’oste se ha del buon vino).

Qui è tutto buono, “anca massa!” (anche di più)

I miei ringraziamenti vanno a tutto l’Hospitality Team di Rocca Sveva per la gentilezza e disponibilità.

@roccasvevawines

#RoccaSveva #Soave #winery #Verona

#WINETASTING #LUXURYEXPERIENCE

OLGA COLA RACCONTATA DALLA VIVA VOCE DELLA SUA FONDATRICE

4 Agosto 2022

a cura di Giorgia Rossi

Olga Cola Biotecnologo Medico e Fondatrice di Olga Cola Milano

Il mondo della cosmesi è molto produttivo in Italia ed oggi ho voluto intervistare Olga Cola, biotecnologo medico, la quale, forte del suo know-how, ha fondato Olga Cola Milano creando una linea di prodotti skincare di alta qualità mettendo a frutto le più elevate ricerche in campo cosmetico.

GR: Buongiorno, Olga. E’ un piacere averla con noi oggi. Lei è la fondatrice dell’azienda cosmetica Olga Cola Milano. Ci può raccontare com’e’ nata?

OC: Sono Olga Cola, biotecnologo medico con lunga esperienza nel settore farmaceutico e cosmetico. Sono napoletana di origine, ma amo definirmi “Milanese per scelta”. Milano è la città che mi ha accolto subito dopo essermi laureata ed è qui che ho fondato la mia azienda, che porta il mio nome, Olga Cola Milano, quindi è direttamente riconducibile a me. Mi piace esprimermi dicendo “Ci metto la mia stessa faccia”, nel senso concreto che mi sento responsabile in prima persona per i miei consumatori, che sono la luce guida delle mie decisioni aziendali. 

GR: Olga Cola Milano nasce come azienda produttrice di prodotti cosmetici, che rispettano in primis le pelli sensibili, sia dei bambini che degli adulti. 

OC: Il tasso di pelli sensibili aumenta sempre di più negli anni, in quanto siamo sottoposti a una esposizione agli inquinanti ambientali, all’ossidazione dovuta anche ai raggi ultravioletti, piuttosto che all’utilizzo continuativo di dispositivi elettronici, quindi alle luci blu che impattano sulla pelle e anche sulla sensibilità e l’invecchiamento cutaneo. Ho sempre sofferto di pelle sensibile e ipersensibile, pertanto ho dovuto spesso cercare prodotti idonei per il mio tipo di pelle, davvero molto delicata. Mi sono sempre dovuta adattare, senza trovare mai un prodotto davvero speciale per la pelle ipersensibile. In seguito, durante la gravidanza la sensibilità è diventata più forte. Nasce mio figlio Luigi e anche lui riscontra problemi di dermatite atopica. Benché l’offerta sul mercato risulti essere enorme, non soddisfaceva appieno le mie esigenze. Del resto ciò che cercavo, sicuramente lo volevano anche altre persone. Ho quindi deciso di creare io stessa prodotti idonei per questo tipo di pelle, dove però l’attivo Bio naturale si sposasse con l’efficacia e le bio-tecnologie verdi.”

GR: Qual è la filosofia aziendale che sta alla base di Olga Cola Milano?

OC: C’è alla base un concetto di rispetto della pelle, anche di quelle più sensibili, ma non solo. Io credo fermamente che oggi più che mai i punti fermi per le aziende debbano essere essenzialmente tre: INNOVAZIONE, DIGITALIZZAZIONE, TRANSAZIONE ECOLOGICA.

INNOVAZIONE

La nostra priorità è l’innovazione. Per noi è imprescindibile rimanere al passo con le più avanzate tecnologie ed essere in grado di fornire ai consumatori quanto di meglio si possa raggiungere in un determinato momento storico. 

Cerchiamo addirittura di anticipare ciò che poi si vedrà commercializzato da altre aziende in un secondo momento.

Essendo il risultato di una estremamente scrupolosa ricerca e sviluppo interni, la “rosa” dei prodotti attualmente disponibile sul mercato non è così numerosa. Abbiamo pochi lanci di nuovi prodotti ogni anno. Per uscire sul mercato i nostri prodotti seguono un iter lunghissimo di controllo e accettazione interni. Finchè il prodotto non è perfetto non esce in commercio.

Quindi abbiamo una gamma di prodotti volutamente abbastanza ristretta.

DIGITALIZZAZIONE:

Sicuramente nei nostri piani c’è una crescita forte del digitale: ciò è imprescindibile perché anche la pandemia ha accelerato un processo che già era inevitabile, quindi noi stiamo investendo sulla digitalizzazione dell’azienda, ma non solo in un contesto del mercato interno, ma rivolto anche all’estero. L’estero per noi è un mercato molto importante: produciamo un Made in Italy di estrema qualità, tutta la nostra filiera è Made in Italy, dai packaging alle formulazioni, e riceviamo quotidianamente apprezzamenti anche dal mercato estero, cosa che ci rende molto orgogliosi.

TRANSAZIONE ECOLOGICA:

Uno dei fulcri principali dell’azienda è l’amore per la natura, soprattutto nella prospettiva di una transazione aziendale verso il “green”. Tradotto a livello pratico, per me vuol dire innanzitutto prodotti che nascono da una ricerca e sviluppo interni, partendo dal preconcetto di rispetto dell’ambiente in tutte le sue declinazioni. Utilizziamo per la maggior parte materie prime da biotecnologie green, che a noi piace definire “chimica verde”.

I componenti delle nostre formulazioni non hanno impatto sullo smaltimento ambientale (ad esempio, noi non utilizziamo le microparticelle esfolianti, in quanto vanno ad impattare, danneggiandolo gravemente, sull’ambiente acquatico). Inoltre, non utilizziamo componenti all’interno del prodotto, che possano generare problemi di biodegradabilità sia per la flora che per la fauna, principalmente quella acquatica.

Anche i packaging seguono un filone di sostenibilità, motivo per cui non mettiamo i labels interni, proprio per evitare un uso ulteriore di carta; le informazioni vengono veicolate sugli astucci dei prodotti. Dove possibile, non facciamo uso nemmeno degli astucci, non utilizziamo imballi di plastica che li ricoprono. I packaging per la maggior parte sono ottenuti da vetro e plastica riciclati e ulteriormente riciclabili. 

Prestiamo molta attenzione a non usare packaging che non siano facilmente riciclabili, perché magari sono costituiti da miscele di diversi tipi di metalli e di plastiche, ulteriore dimostrazione che facciamo delle scelte a monte nella progettualizzazione dei nostri prodotti, sempre in un’ottica di sostenibilità.

Il prodotto must have GLOW BOOSTER ALL IN ONE per viso, corpo e capelli

GR: Qual e’ il target di clientela a cui si rivolge?

OC: Sono orgogliosa di affermare che la nostra è un’azienda in cui tutta la filiera è 100% Made in Italy e soprattutto un’azienda rivolta al settore della bellezza, nel senso inteso di rispetto per la pelle; infatti noi abbiamo prodotti pensati per le pelli più sensibili e delicate, molto idonei anche per persone che hanno subito degli interventi chirurgici,  oppure sono sotto trattamenti oncologici proprio perché sono estremamente rispettosi della cute, oltre ad avere delle performance molto alte, in quanto frutto di ricerca e sviluppo interni molto avanzati.

La linea prodotti BABY, tuttavia perfetta anche per gli adulti con pelle delicata

GR: Nonostante sia lei la fondatrice, parla sempre dell’azienda usando “noi”. Chi sono le persone che collaborano attivamente in Olga Cola Milano.

OC: il nostro Team di lavoro è composto da donne, tutte sensibili alle tematiche aziendali e animate da un forte spirito di gruppo e coalizione nonché pronte a supportarsi a vicenda. Fra donne siamo fautrici di questo asset mentale e lavorativo. Capiamo anche tutte le esigenze che derivano dal conciliare il lavoro con l’ambito familiare. Svolgiamo inoltre un’intensa attività di formazione interna proprio per fare in modo che tutti i nostri collaboratori siano sempre allineati sul nostro codice etico lavorativo aziendale, che deve essere coerente con i prodotti, ma anche con tutti i processi lavorativi aziendali e di condotte personali.

GR: so da parecchi articoli che la sua azienda e’ molto attiva a livello sociale. Puo’ condividere con noi alcune iniziative benefiche a cui avete partecipato?

OC: Siamo estremamente attivi da un punto di vista sociale. Io, con il Team di Olga Cola Milano, sono una grandissima fautrice di attività benefiche a sfondo sociale. In particolare, sia come gruppo aziendale ma anche come volontari privati, siamo particolarmente attivi e vicini ai contesti di sostegno delle nuove povertà di Milano e dell’interland milanese, che per noi rappresentano la realtà che conosciamo e in cui viviamo e nelle quali ci sentiamo in dovere di portare supporto. Le attività che svolgiamo sono svariate, a partire dalla tutela dei bambini, al sostegno alle fasce più disagiate e più “fragili”, fino ad attività rivolte al sostegno della ricerca e terapia per particolari fasce colpite da problematiche genetiche o che a livello medico hanno bisogno di maggiori interventi.

Collaboriamo con varie Fondazioni e Associazioni: fondazioni che intervengono direttamente su patologie esistenti nei bambini (esempio bambini affetti da neuropatie), fondazioni che operano ad ampio raggio nel sostegno alle persone più disagiate economicamente, che vivono a Milano e nell’interlandmilanese attraverso la fornitura di generi alimentari di prima necessità, di abitazioni e visite mediche. Purtroppo le famiglie che non hanno abbastanza fondi sono sempre più numerose a Milano. Il nostro sostegno non si esaurisce con fornire loro ciò di cui hanno bisogno immediato, ma monitoriamo nel tempo ognuno di loro, che diventa parte integrante delle nostre realtà personali.

Anche durante l’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 siamo intervenuti più volte con delle donazioni fatte a centri ospedalieri presenti non solo a Milano, ma anche in tutta Italia, che avevano personale specializzato operante con pazienti molto fragili, quindi con necessità di sistemi di protezione individuale tutto il giorno, che risultavano molto invasivi per la pelle. Abbiamo dato un sostegno sia ai pazienti che agli operatori sanitari attraverso donazioni di prodotti cicatrizzanti o lenitivi proprio per questo utilizzo così massivo dei device di protezione. 

GR: Dove possiamo trovare i prodotti di Olga Cola Milano? Ci puo’ indicare dove acquistarli?

OC: Siamo presenti in punti di vendita fisici molto di nicchia o particolari, dove c’è un reparto sviluppato di consulenza. I nostri prodotti, soprattutto all’inizio, devono essere “spiegati” al consumatore, motivo per cui privilegiamo farmacie, parafarmacie e altre location in cui venga fatta un’appropriata formazione delle addette, affinchè possano prestare un’adeguata consulenza al cliente, per indirizzarlo al meglio all’utilizzo dei prodotti. Teniamo moltissimo a questo lavoro di sensibilizzazione e responsabilizzazione del cliente in quanto i nostri sono prodotti polivalentiCiò significa che nella maggior parte dei casi possono essere utilizzati a più livelli. Ho in mente uno degli ultimi lanci che abbiamo fatto: un gel detergente, che può essere utilizzato su viso, corpo, capelli e anche per l’igiene intima, proprio perché è talmente delicato da essere considerato un prodotto multiuso. Lo stesso vale per tanti altri nostri prodotti.  Alternativamente il canale più semplice dove possiamo arrivare ad ogni tipo di consumatore è l’on-line. Nel nostro sito c’è una sezione esclusivamente dedicata alla consulenza personalizzata. Basta scriverci, anche online, per ricevere da parte dei nostri esperti suggerimenti e risposte alle vostre domande sull’utilizzo dei prodotti.

REVITALIZING SHAMPOO SILK&SHINE

GR: Ci puo’ indicare i canali social e web dove possiamo ricevere aggiornamenti su prodotti e iniziative?

OC: Vi invito tutti a visitare il nostro sito www.olgacola.com, e a seguirci sui nostri social Instagram e Facebook per rimanere sempre aggiornati sui nostri prodotti e tutte le attività che svolgiamo.

#SKINCARE #BIO #VEGAN

AMARONE OPERA PRIMA

22 Giugno 2022

di Giorgia Rossi

Laddove la Valpolicella, terra così foriera di abbondanza, ha dato i natali a Emilio Salgari colui che scrisse un capolavoro come Sandokan solo studiando le cartine geografiche e senza mai aver viaggiato, si estendono circa 8.600 ettari di zona produttiva vitivinicola, facenti parti di 19 comuni di cui 5 nella zona classica e 14 nella zona Doc.

Qui nasce l’Amarone, vino rosso passito secco a DOCG prodotto esclusivamente nella Valpolicella, opera intensa e ricercata, un tripudio di sapori ed emozioni, un’esperienza gustativa e sensoriale da far perdere la testa suscitando applausi anche a chi non è un esperto in materia.

Nella cornice imperiale del Palazzo della Gran Guardia in Piazza Bra e di fronte alla maestosa Arena Di Verona, ieri è stata inaugurata Amarone Opera Prima, una “due giorni” , evento progettato ed organizzato dal Consorzio Vini Valpolicella che da oltre 90 anniassocia e rappresenta i creatori di questa opera d’arte insieme agli altri vini protagonisti ossi Valpolicella Doc, Valpolicella Ripasso Doc, e Recioto della Valpolicella DOCG, alla scoperta dell’anticipazione dell’Amarone 2017 che è stato presentato ufficialmente la mattina del 19 giugno alla stampa e alle istituzioni, e dal pomeriggio dello stesso giorno fino alla sera del 20 giugno anche ai WineLovers.

Sono 40 le cantine che hanno presentato il loro capolavoro frutto di una annata caratterizzata da un inverno caldo e poco piovoso con gelate a primavera inoltrata ed un’estate estremamente calda che ha anticipato la vendemmia ai primi di settembre. Dal colore sanguigno rubino intenso, l’Amarone sembra sia nato quasi per caso, per una dimenticanza (a dimostrazione che i grandi capolavori nascono così), in quanto nel 1936, durante la produzione del Recioto, il capocantina della Cantina Sociale Valpolicella, Adelino Lucchese, ritrovò una botte di recioto dimentica in cantina da tempo. Dopo averlo assaggiato, all’esclamazione di “Questo non è un Amaro, è un Amarone”, basandosi sull’esperienza e saggezza di grande vignaiolo, seguì l’arguzia di capire che quel vino passito secco, sarebbe diventato uno dei vini più pregiati e richiesti al mondo. Questa bellissima storia è comunque il preludio di un processo evolutivo di studio, analisi e prove alla base della produzione di questo vino così strutturato, tanto da essere uno dei vini “più invidiati dai produttori nazionali ed internazionali.

La degustazione che si è avvalsa del supporto di sommelier professionisti, è stato un susseguirsi di emozioni, un fil rouge che connette il palato al cuore finanche alla mente suscitando ricordi e memorie indelebili ad ogni gusto, ogni profumo ed ogni sensazione.

Poi un’esteta come me, non poteva non apprezzare le etichette delle varie case produttrici: alcune molto classiche raffiguranti gli stemmi dei casati risalenti all’inizio della storia della fondazione e che le nuove generazioni hanno mantenuto tramandando i valori della tradizione ed altre con linee pulite dal design con toni minimal e pennellate di colore dal bianco, al rosso e al nero. Qualche casa produttrice ha sostituito le classiche bottiglie con alcune nere satinate ispirando in colui che guarda un sentimento di eleganza raffinata. In fondo anche l’”ocio” occhio in dialetto veronese) vuole la sua parte come amano ripetere i luoghi comuni della saggezza popolare.

Essendo il settore vitivinicolo un motore dell’economia non solo ovviamente veronese, oltre alle degustazioni dell’Amarone 2017 vi è stato anche un confronto accademico ed economico sullo stato di salute della denominazione e sul rapporto della denominazione con la ristorazione presieduto da di Christian Marchesini, Presidente del Consorzio Vini Valpolicella senza dimenticare come il settore sia stato uno dei protagonisti dello sviluppo sostenibile con uno sguardo verso gli obiettivi posti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il Presidente ha dichiarato che è necessario “mantenere la denominazione con standard qualitativi elevati, un adeguato posizionamento del prezzo medio e della brand awareness. In questo senso, l’Amarone contribuisce in maniera determinante alle spalle larghe evidenziate dalle imprese nei bilanci anche in un periodo non certo facile del recente passato. E per questo siamo fiduciosi che anche l’attuale difficile congiuntura possa essere affrontata e superata nel migliore dei modi”.

Le criticità del Covid-2020 hanno segnato l’economia del nostro Paese, tuttavia la principale area produttiva rossista del Veneto vince il confronto con la media italiana di fascia grazie al Driver, l’Amarone, che spinge l’intera denominazione verso il segmento luxury registrando segnali positivi per le imprese del settore. 

Ulisse l’eroe omerico, la cui astuzia e intelligenza lo resero leggendario, usò il vino per salvare lui e i suoi compagni di ventura nella grotta di Polifemo in balìa del ciclope dalle fattezze disumane, ubriacandolo per farlo addormentare e rendere inerme alla lancia che lo trafisse. Il vino è mito, qualcosa di prezioso, l’Oro rosso come i più fervidi e appassionati intenditori amano definirlo. Ogni terra ha il proprio “WineKing”,la Valpolicella ha l’Amarone….ma badate bene, l’Amarone può essere prodotto solo ed esclusivamente qui! In fondo ogni icona diventa leggenda quando è insostituibile.

www.consorziovalpolicella.it

#AmaroneOperaPrima

#AMARONEOPERAPRIMA #WINE

Kabir Bedi, al via il tour italiano della solidarietà

6 Giugno 2022

di Giorgia Rossi

Parte a Milano, il 7 giugno, la nuova tournée di Kabir Bedi per Care&Share Italia. Un viaggio in sei tappe, tra Lombardia e Veneto, per sostenere il progetto casa-famiglia della Ong, incontrando i fan di Sandokan 

Milano, maggio 2022 – Con la tappa milanese del 7 giugno, ha inizio ‘Il racconto continua…’, il tour italiano di Kabir Bedi per Care&Share Italia, che si svolgerà fino al 10 giugno toccando, dopo il capoluogo lombardo, le città di Verona, Padova, Treviso e Venezia.

In tutto sei appuntamenti, di cui l’attore indiano – Global Ambassador di Care&Share – sarà il protagonista assoluto, testimoniando il proprio impegno a favore della Ong veneziana, che con questo itinerario della solidarietà intende raccogliere fondi per il mantenimento di ‘Mangoes Home’, una casa-famiglia a Vijayawada, nell’India del Sud, per orfani che così possono andare a scuola.

Dopo la serata milanese, mercoledì 8 giugno il tour si sposta in provincia di Verona per un doppio appuntamento. Alle 17.00 nella Sala del Consiglio del Comune di Sona ci sarà la presentazione con firmacopie dell’autobiografia di Kabir Bedi, Storie che vi devo raccontare. La mia avventura umana (Mondadori). Alle ore 20.00 Kabir Bedi è atteso a Soave nella tensostruttura del Parco della Rimembranza. Seguirà serata benefica con musica, stand gastronomico e presentazione del libro con firmacopie. In entrambe le occasioni sarà possibile acquistare l’autobiografia di Kabir Bedi (una piccola percentuale del ricavato va a sostegno del progetto Mangoes Home di Care&Share). Il tour proseguirà poi a est, per concludersi il 10 giugno a Venezia.

Mangoes Home, avviata da Care&Share nel 2017, è una struttura su tre piani presa in affitto e adeguatamente ristrutturata, che attualmente ospita 20 ragazzi orfani tra gli 11 e i 18 anni, a cui l’associazione garantisce innanzitutto un tetto, pasti caldi, vestiti e scarpe, libri e quaderni. Oltre ai generi di prima necessità per vivere il quotidiano in serenità, i ragazzi ospitati ricevono ogni supporto necessario per poter frequentare il college e proseguire gli studi universitari, seguono corsi di orientamento professionale e di yoga, ricevono sostegno psicologico.

Desideriamo soprattutto riempirli di affetto e attenzione – sottolinea Antonio Benci, Direttore Generale Care&Share Italiacure assicurate dalla presenza, tutti i giorni della settimana, del nostro responsabile della casa, Prasad, e di sua moglie Ravanamma. Un medico, il Dr. Shaif Shaik, monitora ogni mese le condizioni di salute dei ragazzi e la psicologa Nalini li accompagna nel loro percorso di crescita.

Quello che inizialmente mi ha colpito di Care&Share – dichiara Kabir Bedi – è stato il motto “Dalla strada alla scuola”. Ma dopo aver incontrato le persone che animano questa associazione e aver approfondito i loro progetti, posso dire davvero che quel motto non sono solo parole: hanno portato sui banchi di scuola una generazione di indiani che non ne aveva la possibilità.

Sostengo Care&Share da vent’anni – commenta Elisabetta Zegna, Presidente Care&Share Italia – e sono ‘mamma adottiva’ di dieci ragazzi e ragazze, il cui percorso rimane per me illuminante su quanto l’istruzione possa essere importante. Quello che mi ha sempre conquistata in Care&Share è proprio accompagnare questi bambini dall’asilo all’università.

L’Italia è la mia seconda patria – conclude Kabir Bedi – e il mio libro “Storie che vi devo raccontare” ha avuto davvero successo da voi. La prova che, come voi siete sempre nel mio cuore, anch’io rimango nei vostri.

Il tour di Kabir Bedi, tappa per tappa

7 giugno 2022 Milano ore 18.30, Spica Restaurant, via Melzo 9: presentazione con firmacopie di Storie che vi devo raccontare e cena indiana (donazione minima consigliata: 50€)

8 giugno 2022 Verona-Sona ore 17.00, Comune di Sona, Piazza Roma: presentazione con firmacopie di Storie che vi devo raccontare (ingresso libero)

8 giugno 2022 Verona-Soave ore 20.00, Parco della Rimembranza: presentazione con firmacopie di Storie che vi devo raccontare e stand gastronomico (ingresso libero)

9 giugno 2022 Padova-Praglia ore 18.30, via Abbazia di Praglia 16: visita guidata dell’Abbazia, presentazione con firmacopie di Storie che vi devo raccontare e apericena nel giardino dell’Abbazia (donazione minima consigliata: 25€)

10 giugno 2022 Treviso-Ponte di Piave ore 11.00,Viticoltori Ponte, via Verdi 50, presentazione con firmacopie di Storie che vi devo raccontare e aperitivo (ingresso libero)

10 giugno 2022 Laguna di Venezia ore 19.00, Terminal di Fusina, firmacopie di Storie che vi devo raccontare, tour e cena in barca sulle note jazz di Enrico Pagnin e Stefano Ottogallo (donazione minima consigliata 80€)

Sponsor del Tour: Viticoltori Ponte e Agenzia Tratti-Linkness.

Si ringraziano: Filmedea, Veneto Jazz, Spica Restaurant, Delta Tour, Comune di Sona, ProLoco di Soave.

#KABIRBEDI #BOOKS

PORTO RUBINO 2022: dal 10 al 17 luglio la nuova edizione del Festival tra i mari della Puglia di Renzo Rubino. Tre tappe con un cast d'eccezione e super ospiti a sorpresa

di Giorgia Rossi

May 26, 2022

Una nuova chiamata all’imbarco firmata PORTO RUBINOda Tricase Porto, magica e incantevole venue leccese, che partirà il 10 luglio 2022 la quarta edizione dell’ormai celebre festival dei mari, suggestivo viaggio del cantautore pugliese Renzo Rubino tra le coste della Puglia. Tre strepitose tappe, con un cast d’eccezione e altrettanti super ospiti a sorpresa, per il grandissimo evento musicale che celebra il mare da proteggere, ispirazione per gli artisti, luogo di incontro e arricchimento unico nel suo genere.

PORTO RUBINO, boccata d’aria fresca all’insegna dell’inclusione, è un non luogo aperto a tutti: non è un festival di genere, non è indie, non è rock, non è pop, è PORTO RUBINO, un unicum senza limiti di tempo e spazio.

Come ogni anno, tanti i compagni di viaggio di Renzo e gli ospiti d’eccezione: da Tricase Porto (LE) il 10 luglio con Samuele Bersani, Vasco Brondi, Filippo Graziani e Jolly Mare, si approderà a Monopoli (BA) il 13 luglio con Daniele Silvestri, Malika Ayane, Joan Thiele, Maurizio Carucci (Ex-Otago) e Napoleone, per poi arrivare alla grande festa finale di Campomarino di Maruggio – Tonnara (TA) con Benjamin Clementine, Diodato, Drusilla Foer, Lazzaretto, Lorenzo Krugher, Emma Nolde e Gino Castaldo.

Per ogni data un super ospite a sorpresa, in arrivo dal mare ad aggiungere magia a una line-up già formidabile.

Si ringraziano: Cantine San Marzano e GLOmain sponsor dell’evento; Regione Puglia, Puglia Sounds, Teatro Pubblico Pugliese, Puglia Promozione e i comuni di Tricase Porto, Monopoli, Campomarino di Maruggio e Polignano a Mare; Berwich, partner commerciale. Un ringraziamento particolare va a Stefano Senardi, coordinatore dei rapporti con le istituzioni e consulente alla direzione artistica.

PORTO RUBINO 2022

10 LUGLIO 2022 – TRICASE PORTO (LE)

con Samuele Bersani, Vasco Brondi,

Filippo Graziani e Jolly Mare

13 LUGLIO 2022 – MONOPOLI (BA)

con Daniele Silvestri, Malika Ayane, Joan Thiele,

Maurizio Carucci (Ex-Otago) e Napoleone

17 LUGLIO 2022 – CAMPOMARINO DI MARUGGIO – TONNARA (TA)

con Benjamin Clementine, Diodato, Drusilla Foer, Lazzaretto,

Lorenzo Krugher, Emma Nolde e Gino Castaldo

Renzo Rubino
Porto Rubino

CONTATTI:

#PORTORUBINO #RENZORUBINO

L’eleganza raffinata di VISTA|PALAZZO| VERONA, il primo hotel 5 stelle lusso nella città di Verona

di Giorgia Rossi

May 23, 2022

Nel centro storico di una delle città più romantiche del mondo, laddove Shakespeare raccontò la storia d’amore di Romeo e Giulietta, in Corticella Leoni un angolo segreto nei pressi degli scavi romani a cielo aperto, a soli cinque minuti a piedi dal balcone più famoso d’Italia e da Piazza delle Erbe, apre VISTA Verona, il primo Hotel 5 stelle Lusso nella città di Verona.

L’eleganza unita alla tradizione e allo stile contemporaneo ricercato in ogni singolo dettaglio, donano all’ospite un’esperienza raffinata, esclusiva e allo stesso tempo confortevole. Come VISTA Lago di Como, inaugurato nel giugno 2018, anche VISTA Verona è un boutique hotel. Le 16 suites sono caratterizzate da uno stile eclettico che combina pezzi iconici del design italiano e arredi contemporanei di maestri artigiani. I bagni sono realizzati in cinque diversi marmi italiani con lavandini su misura, vasche e docce separate. La maggior parte delle camere ha cabine armadio rivestite in legno e tutte offrono zone distinte per rilassarsi o conversare. Come fornitori sono stati scelti i migliori artigiani e aziende italiane: dai tessuti Dedar alla biancheria da bagno in pregiato cotone dello storico brand Rivolta Carmignani. Il terrazzo panoramico, elemento comune agli Hotel Vista, è la vera punta di diamante: con una vista a 360 gradi è un angolo dove perdersi lasciando che lo sguardo si liberi sui tetti di Verona o sui colli circostanti rigati dai filari della famosa Valpolicella. Ma è anche un luogo dove sorseggiare un cocktail, fare uno spuntino a qualsiasi ora o rilassarsi nella tranquillità con un buon libro. Intimo ed elegante, il Sottovoce (che ha lo stesso nome del ristorante di Vista Como) propone una cucina italiana tradizionale interpretata in chiave contemporanea, fortemente legata al territorio e alle sue tradizioni, e attenta alla sostenibilità. Allo stesso livello c’è una piccola ma preziosa cantina, pensata non solo per i vini presenti in carta ma anche come luogo dedicato a degustazioni create ad hoc per gli ospiti.

La selezione dei vini, che fa onore alla reputazione di Verona come una delle capitali mondiali del vino, spazia dalle migliori cantine a livello italiano e francese, a un’accurata scelta di piccoli produttori del territorio veronese. L’Infinity Bar, in un’area del terrazzo adiacente al ristorante, offre la possibilità di sedersi sia all’interno che all’esterno ed è specializzato in cocktail e aperitivi “all’italiana” con un twist che guarda al mondo intero. A chi cerca un momento di privacy o un’area riservata a piccole presentazioni, è dedicata la Library al piano terra: una stanza privata dominata da un elegante camino in marmo nero lavorato a mano e illuminata dalla luce naturale che filtra attraverso le grandi finestre. VISTA Verona è inoltre l’unico hotel in città ad avere una piscina coperta e una SPA SUITE di 50 mq. Nell’area della piscina gli ospiti potranno scegliere tra una nuotata o un dolce relax nell’idromassaggio. E ancora, abbandonarsi al piacere tonificante di un bagno turco aromatico, o riscoprire i ritmi naturali del corpo con le docce emozionali, liberarsi dallo stress grazie a una fontana di ghiaccio e una sauna rilassante, godendosi una tisana o una bevanda salutare.

La SPA SUITE offre una privacy assoluta. Prenotabile per un’ora o per tutto il giorno, ha una grande vasca idromassaggio, la sauna, e offre la possibilità di massaggi terapeutici o di bellezza, sedute di stretching o di yoga, con un personale altamente qualificato e a totale disposizione dei clienti. Uno spazio unico in cui gli ospiti potranno godere di momenti di relax e intimità, all’interno di un vero e proprio gioiello architettonico.

L’area beauty, con due cabine dedicate, propone un menu di trattamenti di altissima qualità: veri e propri percorsi di piacere e benessere, sia individuali che per la coppia, firmati BIOLOGIQUE RECHERCHE, l’eccellenza in fatto di beauty routine grazie a una Metodologia esclusiva e personalizzata dei trattamenti cosmetici, adatta ad ogni Istante della Pelle, che si basa su prodotti ad alta concentrazione di principi attivi. Al percorso benessere si aggiunge poi uno spazio Wellbeing con attrezzature Technogym e con la Pilates Board.

Insomma soggiornare al Vista significa vivere un’esperienza di lusso e benessere, coccolati da un Team altamente qualificato pronto a soddisfare ogni esigenza del cliente il quale vivrà un ricordo indimenticabile.

Vista Palazzo Verona, è il secondo VISTA in Italia dopo VISTA Lago di COMO, e fa parte di LarioHotels, gruppo di proprietà della famiglia Passera che opera nel settore dell’ospitalità da oltre 100 anni, con oggi 4 hotel sul Lago di Como e dal 2021 Società Benefit VISTA.

Eccellenza del servizio, innovazione, attenzione alla sostenibilità: questi i valori fondamentali del Gruppo, guidato oggi da Bianca e Luigi Passera, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato. Con Bianca e Luigi è iniziato un nuovo capitolo della storia di LarioHotels che vede come protagonista un modello tutto nuovo di ospitalità firmato VISTA, creato con l’obiettivo di portare il lusso dove ancora non c’è: boutique hotels caratterizzati da un interior design moderno e dalla matrice italiana, ma allo stesso tempo internazionale, con una ricca offerta di servizi tailor-made, in cui il rispetto per l’ospite e la sua privacy diventano punto focale.

LarioHotels sta investendo principalmente nello sviluppo in Italia, in città storiche e suggestive, dove l’offerta di alta gamma non è ancora pienamente sviluppata ma la crescita del turismo prevista nei prossimi anni richiederà strutture di qualità. Quindi, anche nell’Italia ancora da scoprire – destinazioni poco frequentate ma con uno charme dalle grandi potenzialità – con l’obiettivo di valorizzare queste bellissime località’ italiane ricche di arte e di fascino, rivolgendosi ad un target di visitatori che attualmente non vi trova una struttura adeguata alle loro esigenze. “Con il brand VISTA guardiamo a destinazioni italiane meno note, ma ricche di storia e bellezza che sono comunque di grande appeal e raffinatezza proprio come Como e Verona. Proponiamo strutture di grande pregio, palazzi storici contenuti e intimi, capaci di restituire quella sensazione di sentirsi come in una casa da sogno, tutto l’anno” commenta Bianca Passera, Presidente del gruppo LarioHotels.

www.lariohotels.com

#VISTAPALAZZOVERONA #LARIOHOTELS

La Luxury Skincare minimalista e pratica di Chiaro Zurigo ispirata  ai  segreti di bellezza delle Alpi Svizzere

di Giorgia Rossi

May 19, 2022

www.chiaro-zurich.com

Io sono una donna che ha poco tempo, ma non rinuncio assolutamente alla mia beauty routine perché la nostra pelle ed il nostro corpo hanno bisogno di nutrimento e cura per poter essere puliti e luminosi.
Il desiderio è essere curati senza dover usare una serie di prodotti (dai diciamolo…molte di noi non sono così costanti) e sulla base di questa esigenza
Chiaro Zurigo ha sviluppato prodotti di Skincare per la cura della pelle vegani e cruelty free ispirati alla bellezza delle Alpi svizzere e da tutti i loro poteri curativi nascosti.

Sono prodotti di Skincare veloci da usare ed essenziali (Skinminimalist) e soprattutto multifunzionali per persone che vogliono ottimizzare il tempo senza rinunciare ai molteplici benefici attraverso formule altamente concentrate e innovative volte a soddisfare le esigenze di cura della pelle. L’obiettivo è quello di ottenere una carnagione naturale e dall’aspetto sano usando pochi, ma confortevoli prodotti eliminando tutte le trousse da toilette (io ne ho tantissime) adottando una routine semplice ed efficace.

Ogni prodotto è prodotto esclusivamente in Svizzera dove viene testato dai ricercatori secondo i più elevati standard di qualità. Le formule esclusive combinano i segreti più preziosi e meglio custoditi delle Alpi svizzere insieme ad alcuni dei principali progressi scientifici e chimici disponibili per la cura della pelle.
Sono prodotti che può usare chiunque, antistress e wellbalance.

ENGLISH

I am a woman who has little time, but I absolutely do not give up my beauty routine because there
our skin and our body need nourishment and care in order to be clean and bright. The desire is to be treated without having to use one product series (come on let’s face it… many of us don’t are so constant) and based on this need
Chiaro Zurich has developed Skincare products for vegan and cruelty free skin care inspired by beauty of the Swiss Alps and all their powers hidden healing.

They are quick to use skincare products and essential (Skinminimalist) and above all multifunctional for people who want optimize time without giving up on multiple benefits through highly concentrated formulas e innovative solutions aimed at satisfying the needs of care of the skin. The goal is to get one natural and healthy looking complexion using few, but comfortable products eliminating all toiletry bag (I have many) by adopting a simple and effective routine.
GET SKINIMALISED!

Less is more.

Each product is produced exclusively in Switzerland where it is tested by the second researchersthe highest quality standards. The formulas exclusives combine the most precious and best secrets treasured of the Swiss Alps together with some of the major scientific and chemical advances available for skin care.
They are products that anyone can use, antistress and wellbalance

Acqua micellare :
acqua micellare delicata ma efficace, grazie alla combinazione di vari ingredienti di alta qualità come estratto di rosa alpina, acqua di ghiacciaio ed estratto di alga delle nevi. Questa ricetta unica estrae quelle impurità ostinate rimaste che potrebbero essere rimaste dopo la detersione o la rimozione del trucco. È inoltre arricchito con estratto di fiordaliso che aiuta a prevenire la comparsa di ulteriori inestetismi.

ENGLISH

Delicate but effective micellar water, thanks to the combination of various high-quality ingredients such as alpine rose extract, glacier water ed snow algae extract. This unique recipe it extracts those stubborn impurities left over that may have remained after cleansing or makeup removal. It is also enriched with cornflower extract which helps prevent appearance of further blemishes

La crema idratante antietà 24 ore è leggera come una piuma e un vero salvatore multifunzionale. Contiene sia Niacinamide che Infraguard, il che significa che ti offre la massima protezione di cui hai bisogno contro le dannose radiazioni di luce blu. Inoltre, ha un odore sottile che non interferisce troppo se scegli di abbinarlo al tuo profumo preferito. Allo stesso modo, può essere indossato facilmente sotto il trucco.

ENGLISH

This 24 hour anti-aging moisturizer is lightweight like a feather and a true savior multifunctional. Contains both Niacinamide and Infraguard, which means it offers you the best protection you need against harmful blue light radiation. In addition, it has a subtle smell which does not interfere too much if you choose to combine it with the
your favorite perfume. Likewise, it can be worn easily under makeup.

I principi attivi del magnifico siero idratante penetrano in profondità nella pelle per aiutare a combattere i primi segni dell’invecchiamento. Preserva le cellule della pelle dallo stress ossidativo e riduce la comparsa delle rughe. Le alghe della neve stimolano il gene della longevità Klotho e attivano l’AMPK, un enzima responsabile della difesa cellulare e del sistema energetico essenziale. Inoltre migliora visibilmente la struttura della pelle, rallenta il processo di invecchiamento delle cellule della pelle e aumenta la produzione di collagene. Infine c’è anche l’estratto di rosa alpina aggiunto per aiutare a rafforzare la barriera cutanea.

ENGLISH

The active ingredients of the magnificent moisturizing serum they penetrate deep into the skin to help fight the first signs of aging.
Preserves skin cells from stress oxidative and reduces the appearance of wrinkles. The snow algae stimulate the longevity gene Klotho and activate AMPK, a responsible enzyme cell defense and energy system essential. It also visibly improves the structure of the skin, slows the aging process of skin cells and increases the production of
collagen. Finally, there is also the extract of alpine rose added to help strengthen the barrier cutaneous.

#SKINCARE #ZURICH #BEAUTY #SUISSE

Il sogno olfattivo della Maison Gisada

di Giorgia Rossi

15 May 2022

La storia di Gisada è iniziata a Zurigo nasce dalla passione per i profumi di due fratelli nel 2013. Il loro obiettivo era dar vita alle loro fragranze in un modo innovativo, collaborando con profumieri di fama mondiale con una “vision” dalle forme pulite. L’eleganza raffinata unita alla qualità svizzera sono il simbolo della Maison Gisada conosciuto in tutto il mondo. All’inizio sono nati Gisada Donna, la cui fragranza esprime la femminilità e la bellezza della donna e Gisada Uomo, dalle note calde e legnose del tabacco e dell’ambra

Nel 2019 è stato lanciato Ambassador Men. Il Naso di questa fragranza è Andreas Wilhelm. Le note di testa sono Mela, Cardamomo, Mandarino Verde e Violetta; le note di cuore sono Mango, Lavanda, Pepe Nero, Patchouli e Peonia; le note di base sono Vaniglia, Vetiver, Ambra, Legno di Teak e Muschio Vegetale.
Come testimonial, la Maison ha scelto il modello Jeremy Meeks dai lineamenti bellissimi e molto particolari

Nel 2021 è nata Ambassadora per donna le cui note di testa sono Pepe Rosa, Mandarino, Mirtillo e Foglia di Violetta; le note di cuore sono Fiore d’Arancio, Gelsomino, Fresia e Legno di Cashmere; le note di base sono Vetiver, Muschio, Sandalo, Vaniglia e Zucchero. Fresco e caldo, dai toni avvolgenti come un “voile” di seta e cachemire esalta la donna lussuosamente glamour e dolce allo stesso tempo

La Maison ha creato una Luxury Line composta da 5 fragranze: Imperial, Iris, Oud, Rose e Royal.

La sensualità è un sentimento che è difficile da definire, o almeno io non lo so definire.

A mio parere è qualcosa di innato, qualcosa di genetico da non confondere con l’estetica. Una persona di bella presenza non sempre è sensuale. Una persona irresistibile è sensuale. Eppure sono convinta che indossare un profumo magnetico e memorabile risveglia una delle esperienze sensoriali più incredibili, sollecitando emozioni e ricordi indimenticabili.

Personalmente mi ha colpito il ROYAL della Linea Luxury, perché risveglia i sensi con note di cuoio, gelsomino, fresia, violetta e un accenno di oud.

L’ambra, la vaniglia e il muschio completano la nota di fondo creando una fragranza unica e di lunga durata, sensuale e accattivante. Puoi indossare gli abiti più semplici, ma con un profumo talmente avvolgente da non passare inosservati, In fondo tutti volgiamo sentirci una Queen o un King.

Volete sapere qual è la particolarità? Se scuoti la bottiglia…. non posso dirvi di tutto. In fondo un po’ di mistero non guasta mai.

Completano la Luxury Line, le magnifiche “candles” veri e propri oggetti di Interior Design

Potete vedere le varie linee sul sito www.gisada.com e ringrazio Mrs Estefany Kattan for the courtesy.

ENGLISH

The story of Gisada began in Zurich and was born from the passion for perfumes of two brothers in 2013. Their goal was to bring their fragrances to life in an innovative way, collaborating with world-famous perfumers with a “vision” with clean shapes. Refined elegance combined with Swiss quality are the symbol of the Maison Gisada known throughout the world. At the beginning, Gisada Donna was born, whose fragrance expresses the femininity and beauty of women and Gisada Uomo, with the warm and woody notes of tobacco and amber.

Ambassador Men was launched in 2019. The nose behind this fragrance is Andreas Wilhelm. Top notes are apple, cardamom, green mandarin and violet; middle notes are mango, lavender, black pepper, patchouli and peony; the base notes are Vanilla, Vetiver, Amber, Teak Wood and Vegetable Musk.

As testimonial, the Maison has chosen the Jeremy Meeks model with beautiful and very particular features

In 2021 Ambassadora was born for women whose top notes are Pink Pepper, Mandarin, Blueberry and Violet Leaf; middle notes are orange blossom, jasmine, freesia and cashmere wood; the base notes are Vetiver, Musk, Sandalwood, Vanilla and Sugar. Fresh and warm, with enveloping tones like a “voile” of silk and cashmere, it enhances the woman who is luxuriously glamorous and sweet at the same time

The Maison has created a Luxury Line consisting of 5 fragrances: Imperial, Iris, Oud, Rose and Royal.

Sensuality is a feeling that is difficult to define, or at least I cannot define it.

In my opinion it is something innate, something genetic not to be confused with aesthetics. A person of good looks is not always sensual. An irresistible person is sensual. Yet I am convinced that wearing a magnetic and memorable perfume awakens one of the most incredible sensory experiences, stimulating unforgettable emotions and memories.

Personally I was struck by the ROYAL of the Luxury Line, because it awakens the senses with notes of leather, jasmine, freesia, violet and a hint of oud.

Amber, vanilla and musk complete the base note creating a unique and long-lasting fragrance, sensual and captivating. You can wear the simplest clothes, but with a perfume so enveloping that it does not go unnoticed.After all, we all want to feel like a Queen or a King.

Do you want to know what is the peculiarity? If you shake the bottle…. I can’t tell you everything. After all, a little mystery never hurts.

The Luxury Line is completed by the magnificent “candles”, real interior design objects

You can see the various lines on the website www.gisada.com and I thank Mrs Estefany Kattan for the courtesy.

www.gisada.com

#PARFUMERIE #LUXURY

FILLAST Technological Luxury Cosmetics

di Greta Meggiolaro

April 28, 2022

Oggi vi parlerò di Fillast un’azienda di cosmesi straordinaria che ho da poco scoperto alla fiera dedicata alla donna @cosmodonnaexpo. Tutto nasce nel 1730 in una farmacia della magnifica cittadina di Salò e, dopo varie generazioni, nel 1992 il dottor Gianfranco de Paoli Ambrosi ne prenderà le redini con grande passione e determinazione per trovare soluzioni sicure ed efficaci contro le patologie cutanee. FILLAST Technological Luxury Cosmetics è la punta di diamante dell’illuminata ricerca del dottor de Paoli. Fillast è in grado di fermare il tempo grazie alla sua innovativa tecnologia che porta alla supplementazione, alla stimolazione della biosintesi e all’inibizione della degradazione
dell’acido ialuronico nella cute. L’acido ialuronico infatti mantiene la pelle giovane e idratata a tutte le età e contrasta con enormi risultati rughe e linee d’espressione. Quello del dottor de Paoli è un prodotto di lusso accessibile in cui “il desiderio di bellezza si fonde alle innumerevoli possibilità della scienza portando alla creazione di un’opera
d’arte chiamata Fillast in grado di regalare il bene più prezioso: il tempo”. Oggi vi presentiamo due sieri unici, innovativi ed efficaci contro i segni del tempo: il Siero Fillast Advanced per un’azione rivitalizzante della pelle e il Siero Fillast Absolute per un’energica azione ristrutturante dei tessuti cutanei.
Le magnifiche creme: Deep Recovery Stimulator, una crema viso e collo ringiovanimento 24 ore e High Power Defence Shield, una crema protettiva e idratante e uno scudo per la tua pelle. Le favolose creme: Double Action Extra Definition E&L, una crema per contrastare le piccole rughe del contorno occhi e labbra e Puffy Eyes and Circles Reducer Cream, una crema specifica per ridurre borse, occhiaie e segni di stanchezza.
Fillast Breast & Décolletage Boost è una formula rivitalizzante per il seno e il décolleté ad azione tonificante e rimodellante. Infine,Flash Revitalizer è il tocco sorprendente per un effetto ultra-lifting immediato, che dura
fino a 8 ore.

#SKINCARE #LUXURYLIFESTYLE

Giorgia Rossi Agency Media Partner Teamwork Hospitality: HOTEL COST SAVING

di Alessandro Genovesi

April 02,2022

#mediapartner #hospitality #hotel #hotellerie #media #press

Giorgia Rossi Agency Media Partner Teamwork Hospitality: HOTEL REVENUE FORUM

di Alessandro Genovesi

March 25, 2022

Giorgia Rossi Agency Media Partner Teamwork Hospitality: Hospitality Riva

di Alessandro Genovesi

March 12, 2022

Visita il sito di Hospitality Riva

Giorgia Rossi Agency Media Partner Teamwork Hospitality: Housekeeping Green

di Alessandro Genovesi

March 05,2022

Un workshop GRATUITO che approfondisce i temi legati ai processi di pulizia e igienizzazione in hotel con particolare attenzione alla sostenibilità.

Giorgia Rossi Agency Media Partner Teamwork a Rimini il 31 marzo 2022

di Alessandro Genovesi

February 15, 2022

#tourism #summit #mediapartner #press #media

Re-love, il progetto di upcycling firmato ATELIER EME' in collaborazione con mending for good fa tappa a Verona

di Giorgia Rossi

february 02, 2022

Abiti da sposa e da cerimonia: per occasioni speciali | Atelier Emé

Dopo il successo dell’evento di presentazione nella suggestiva cornice vista Duomo del Museo del
Novecento di Milano, il progetto di upcycling Re-Love firmato Atelier Emé fa tappa a Verona.
A partire dal 20 febbraio l’atelier del marchio di Piazza Francesco Viviani 8 ospiterà la capsule collection
composta da sedici abiti da sposa – 10 sviluppati in collaborazione mending for good, 6 creati
internamenti dall’ufficio stile dell’azienda-, sedici capi icona del marchio selezionati tra i più significativi
nella storia de la maison, creazioni d’archivio rielaborate con amore; un re work che è frutto
creativo di un progetto di trasformazione avvenuto seguendo principi di circolarità. Fusione armonica
e fatata di passato e presente, un’impresa che rende chiare e possibili strategie d’innovazione
seguendo percorsi di sostenibilità.
Per accogliere questo progetto virtuoso, la boutique Atelier Emé di Verona ha previsto per il 20
febbraio dalle 15.30 alle 19.30 una giornata evento durante la quale saranno presenti esperti del
settore wedding che metteranno a disposizione degli ospiti, future spose e non solo, la propria expertiese.
Marvi Fiori Floral designer preparerà dei bouquet in abbinamento agli abiti esposti ed omaggerà
alle bride to be un bulbo di tulipano o giacinto.
Particolarmente sensibile a tematiche ambientali e legate alla sostenibilità, Elisa Tedesco di Bee in
love graphic design farà una dimostrazione a team green utilizzando la carta riciclata ed altri materiali
di riuso.
Fotografa dall’appeal eco, Valentina Fraccaroli presenterà agli sposi album green confezionati con
carta riciclata.
Al piano superiore dell’atelier, Bonafini Events allestirà una mise en place a tema matrimonio green
ricollegandosi al tema sostenibilità, filo conduttore dell’evento.
La Pasticceria Flavio Martini creerà inoltre una torta a tema Re-Love e offrirà assaggi di petite patisserie.
Atelier Emé ha deciso di collaborare con mending for good sviluppando una serie di proposte incentrate
su tecniche d’alto artigianato, creative, romantiche e divertenti partendo dagli abiti d’archivio.
Un lavoro svolto dall’ufficio stile nei laboratori sartoriali de la Maison Atelier Emé decostruendo e
ricostruendo ad arte i capi scelti, mentre mending for good di contro si è occupata di fornire soluzioni
di repurposing attraverso la pittura su tessuto eseguita da Karl Joerns di La Serra MK textile
Atelier a Firenze, i ricami a mano eseguiti da Donatella de Bonis e le decorazioni a mano. Un upcycling
fiabesco, raggiunto attraverso un lavoro sinergico che ha unito competenze altamente specializzate
e savoir-faire artigianale, per dieci creazioni da sogno, romantiche, ricche di disegni variopinti,
bouquet acquerellati, applicazioni tridimensionali e ricami ton-sur-ton.
La collezione Re-love – e la collaborazione tra Atelier Emé e mending for good – sono il risultato di
una creatività circolare applicata al settore wedding. Sartorialità e maestria artigiana assumono così
una nuova estetica che si alimenta di un passato significativo e del saper fare della maison Atelier
Emé.

#ateliereme #emebrides #wedding #sustainbility #recycling www.ateliereme.it

#wedding

Moda Sostenibile: opportunità per il Made in Italy e nuovi standard mondiali

di Giorgia Rossi

December 20, 2021

Quando ho iniziato a trattare la CSR ( Corporate Social Responsibility) nel 2012, in Italia ( ed in gran parte del mondo) eravamo davvero pochi seduti ad un tavolo di lavoro cercando alacremente le soluzioni più incisive per fare proselitismo sulla materia ben consapevoli che su base 100 pochi ci avrebbero dato ascolto.

Ma cosa è la sostenibilità?

La sostenibilità venne definita per la prima volta nel 1987 nel cosiddetto Rapporto Brundtland – dal titolo “Our common future”-  ed è un documento pubblicato dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo in cui, per la prima volta, venne introdotto il concetto di sviluppo sostenibile ossia come la condizione di uno sviluppo in grado di “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

Parole come Stakeholder (letteralmente prenditore di interessi), matrice di materialità ( analisi che incrocia, in termini di rendicontazione di sostenibilità, gli aspetti considerati materiali ossia quelli che  hanno un impatto sulle performance economiche, sociali e ambientali della azienda con quelli ritenuti rilevanti nei processi di decisione degli stakeholder), supply chain ( catena di fornitura e distribuzione), inclusività,  riduzione di emissioni di carbonio, scope 1, 2,e 3 erano termini sconosciuti, eppure oggi parlare di sostenibilità è di “moda” quasi a pensare che se non ne parli sei out.

Se sono contenta che dopo tanto lavoro di diffusione della cultura “sostenibile” oggi se ne parli tanto? Si sono contenta ed anche soddisfatta anche se la sostenibilità spesso viene accomunata al green, ma quest’ultimo aspetto è solo una parte in quanto non si tratta solo di salvaguardare l’ambiente, ma ha un significato più globale che tiene conto, anche degli aspetti economico e sociale, aspetti che devono essere indivisibili e combinati gli uni con gli altri in modo da creare la sinergia orientata alla crescita del progresso e del benessere globale.

Nello specifico, quasi a voler pensare ad un gioco di parole, la Sostenibilità è di Moda, ma cosa significa Moda Sostenibile?

Il consumatore è più cosciente ed informato e non si accontenta solo del capo da indossare, ma vuole sapere come questo capo viene prodotto, se sono stati salvaguardati gli Human Rights dei lavoratori e se la creazione del capo non ha contribuito a deteriorare l’ambiente.

La moda sostenibile è quella moda che rispetta l’ambiente e la società contribuendo alla crescita economica della società che paga i salari dei dipendenti con grande attenzione al loro benessere in un’ottica di work life balance, di pari opportunità non solo gender, ma anche age e formazione aziendale necessaria per aumentare la crescita professionale del team.

La moda sostenibile deve operare secondo i criteri ESG (Environmental, Social, and Corporate Governance )in tutte le fasi dalla creazione, dalla scelta dei materiali, alla produzione fino alla distribuzione e retail.

I materiali sono meno inquinanti, vi è un’attenzione alla riduzione degli sprechi come l’acqua e l’elettricità, il maggior uso di energie rinnovabili, lo smaltimento rifiuti è condotto usando un’operatività che non inquini l’ambiente favorendone il riciclo e soprattutto incoraggiando il consumo consapevole da parte del cliente finale.

Negli ultimi anni lo studio e la messa a punta di nuovi processi produttivi più efficienti e neotecnologie nonché di tessuti innovativi creati addirittura dalle fibre del latte, hanno contribuito a costruire le fondamenta di questo sistema che ad un certo punto si è dovuto fermare a causa della pandemia da Covid 19, alla quale nessuno era preparato.

Le aziende che hanno investito e investono sulla moda sostenibile a minor impatto ambientale stanno fronteggiando una crisi economica non preventivata e per certi versi “subdola” perché è stata messa in discussione la salute mondiale; laddove in alcune zone del mondo, dove la produzione di capi di abbigliamento ed il reperimento di materie sostenibili non sono regolati da norme specifiche sulla tutela dell’ambiente, la salute di molti essere umani è già stata danneggiata 

L’obiettivo 8 dell’Agenda 2030 sostenibile è “incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti”; eppure la produzione di capi d’abbigliamento, venduti poi a costi bassissimi, avviene in paesi in cui non vengono garantiti salari minimi, condizioni di lavoro accettabili, con ricorso a sfruttamento e abusi e in molti casi anche di minorenni.

Inoltre, la moda sostenibile ha riportato in auge la tradizione artigiana, dell’homemade, della manodopera locale, risorse che negli ultimi anni sono state ahimè accantonate e sostituite da manodopera sottocosto che realizza capi standardizzati e di pessima qualità.

L’Italia è una terra foriera di botteghe e laboratori artigianali, nei quali si tramandano le conoscenze da generazione a generazione, i quali portano il marchio del Made in Italy in tutto il mondo laddove si possono acquistare capi unici ed esclusivi spesso ad un costo “sostenibile”.

Per ultimo va ricordato che recentemente la Camera Nazionale della Moda Italiana è stata la prima associazione a stipulare una partnership con le Nazioni Unite per i Sustainable Fashion Awards , gli Oscar della moda sostenibile che verranno consegnati l’anno prossimo alle aziende il cui impegno farà la differenza nella creazione del valore condiviso sviluppando il mercato di riferimento e contemporaneamente migliorando le condizioni economiche e sociali della comunità nella quale opera e salvaguardando il nostro pianeta daltronde come diceva Hemingway “ Il mondo è un bel posto e per esso vale la pena di lottare”

#modasostenibile #sostenibilita #sustainablefashion #madeinitaly #fashion

EVENTO “HOTEL COST SAVING 2021”

di Alessandro Genovesi

November 26,2022

Teamwork propone un workshop gratuito rivolto a Manager, direttori, responsabili di reparto, imprenditori e professionisti per comprendere come ottimizzare i costi dei singoli reparti dell’albergo.

Giorgia Rossi Agency è Media Partner dell’evento

EVENTO “HICON 2021 – HOSPITALITY INNOVATION CONFERENCE”

di Alessandro Genovesi

October 29, 2021

In Giorgia Rossi Agency orgogliosi di essere media partner del più importante evento in Italia dedicato all’innovazione nel Turismo, nell’ospitalità e nella Technology.

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AUTO E MOTO D’EPOCA EDIZIONE 2021 – FIERA DI PADOVA

October 21, 2021

RIFLETTORI PUNTATI SULLA FIERA DI PADOVA PER AUTO E MOTO D’EPOCA 2021, PRIMA ED UNICA FIERA INTERNAZIONALE DEL SETTORE.

È L’ANNO DEDICATO ALLA PASSIONE PER IL MOTORSPORT CLASSICO, I GRANDI DESIGNER DELL’AUTO ITALIANA, LE NUOVE TENDENZE DEL RESTOMOD E DELLA RICONVERSIONE ELETTRICA.

4 giorni, 115.000 mq, 11 padiglioni, 1600 espositori, più di 5000 macchine, 4 mostre, le Case costruttrici, tanti i collezionisti e appassionati in arrivo da tutta Europa. Sono questi i numeri dell’edizione 2021 di Auto e Moto d’Epoca che inaugura giovedì 21 ottobre la quattro giorni dedicata alla passione per l’auto classica.

Sono tante le novità e le tematiche diffuse tra i padiglioni e le aree all’aperto della fiera, a partire dalla passione per il MOTORSPORT, con 4 mostre inedite e centinaia di modelli unici esposti da dealer e collezioni private. Si parte con L’ITALIA CHE VINCE LE CORSE, la mostra dedicata ai marchi italiani che hanno segnato la storia delle competizioni, sia nel mondo dell’auto che nel mondo delle moto. Realizzata in partnership con MAUTO | Museo Nazionale dell’Automobile e la Collezione Veloce Classic di Londra, l’esposizione farà conoscere al pubblico i più grandi marchi italiani di sempre con i modelli iridati che hanno tagliato il traguardo delle competizioni più importanti. Tra le auto esposte, la leggerissima (620 kg) Lancia-Ferrari D50 del 1955 che conquistò il mondiale 1956 con Juan Manuel Fangio al volante e la Maserati mod. 26B del 1928, seconda vettura da corsa realizzata dai fratelli Maserati nelle officine di Bologna. Vinse nel 1928 il Campionato Italiano Marche, grazie alle affermazioni di piloti come Ernesto Maserati, Baconin Borzacchini, Ajmo Maggi. Per le moto, la Gilera 500 4 cilindri GP del 1956 che di mondiali ne vinse ben sei tra il 1950 e il 1957.

Semplice, immediato, proiettato nel futuro: ecco lo stile della Collezione Bertone. 16 straordinari prototipi nel grande ASI Village dell’Automotoclub Storico Italiano (Pad.4). UNIVERSO BERTONE è, infatti,il titolo della mostra composta dalle auto che illustrano cinquant’anni di stile firmato dal celebre carrozziere torinese; dal 1967 alla seconda decade degli anni Duemila. Ad eccezione dell’iconica Lamborghini Miura S del 1967, prodotta in serie, sono tutti modelli unici e concept-car che hanno stupito il mondo quando sono stati svelati nei più importanti saloni internazionali dell’automobile. Tra questi la Citroën Camargue del 1972, la Ferrari Rainbow del 1976, la Chevrolet Ramarro del 1984, la Bertone Bliz del 1992, l’Aston Martin Jet2 del 2004 e la Jaguar B99 del 2011.

ACI STORICO al Pad. 3 celebra l’epoca d’oro del Superturismo con i grandi piloti e le auto degli anni ‘80 e ‘90 come l’Alfa GTA del ’92 di Alessandro Nannini e la BMW M3 2500 1992 di Roberto Ravaglia. Sempre nello Stand ACI la mostra Lancia Endurance: l’avventura in pista di Lancia Martini. Protagoniste dell’allestimento le tre Lancia da pista della Fondazione Macaluso: la Beta Montecarlo, la LC1 e la LC2, vere e proprie icone del motorsport degli anni Ottanta vestite nella classica livrea Martini Racing. E ancora l’esposizione di 10 moto Guzzi, una per ogni decennio dell’iconico marchio made in Italy, per raccontare la storia della casa che ha incarnato l’ideale di progresso scientifico, industria e innovazione in Italia. Tra le moto esposte, la Sport 500 prodotta tra il 1924 e il 1928, la Motoleggera 65 Guzzino (1946-1954), la popolare Galletto 160/175/192 (1950-1966), la grintosa V7 Sport 750 (1971-1974) fino alla MGX-21 1400 (2016-2019).

Grandi sorprese per il Motorsport sul versante del MERCATO delle auto d’epoca che si conferma il più grande d’Europa.  Tra le novità annunciate: Gipimotor e la Carrozzeria Scartapatti portano 3 favolose Ferrari: la 250 GT Drogo, la 308 GTB Gr.4 elaborata Facetti e la 250 GT Pininfarina certificata Ferrari Classiche. Una delle leggendarie Stratos e la rarissima FIAT OttoVù del 1953, la seconda mai costruita dopo le 6 pre-serie, arrivano nel più grande stand di sempre allestito a Padova da Ruote da Sogno. Dall’Olanda con Fine Automobiles arrivano, invece, la Bugatti T37 del 1926, vettura che all’epoca corse a Le Mans, l’Alfa Romeo TZ del 1964, e la Bugatti T57C Gangloff special convertible. AutoLuce espone l’Alfa Romeo 155 V6 Ti concepita per partecipare al campionato tedesco DTM nella classe fino a 2.5 litri, con massimo 6 cilindri, del regolamento D1. Nel team Alfa Romeo erano confluite la squadra Lancia rally, che si era ritirata nel 1992 con la vittoria del Mondiale costruttori, e la squadra Alfa Romeo che l’anno precedente aveva conquistato il Superturismo italiano con la 155 GTA.

Ma il Motorsport non è l’unica novità per l’edizione 2021 di Auto e Moto d’Epoca. Un altro focus di sicuro interesse è dedicato alle “altre” classiche: parliamo di Restomod e propulsioni alternative. Restomod, una delle ultime tendenze in fatto di restauri “creativi”, contaminati dalle tecnologie moderne ma mantenendo la continuità con il passato del veicolo storico. Il fascino delle auto classiche quindi, rendendole attuali e, perché no, più divertenti. Un filone in rapida ascesa nel mondo dei motori e che oggi si riconosce in una corrente di pensiero consolidata, grazie anche all’interesse di qualche casa automobilistica. Un esempio? Le Citroën portate dal 2CV Méhari Club Cassis che restaura e riconverte in elettrico le auto classiche, come i due esemplari che porta a Padova, ma fornisce anche il kit di riconversione elettrica R-FIT che permette di sostituire il motore originale a combustione con un motore elettrico, prolungando la vita delle auto d’epoca ed eliminando così le emissioni di CO2. Da citare anche il made-in-Italy con la Effeffe dei Fratelli Frigerio: un tributo alla passione sportiva degli anni 50 e 60 interamente realizzata a mano. Un moto di nostalgia che guarda al futuro anche per Miky Biasion e la sua Delta Integrale. Come sarebbe la sua vettura se venisse prodotta oggi? Miki Biasion, l’uomo che ha vinto ben due dei sei mondiali rally consecutivi firmati Lancia Delta (un record imbattuto) ha deciso di scoprirlo costruendone una.

Ma per chi ama l’elettrico il salone offre un vero e proprio ritorno al futuro con Stellantis e Mercedes Benz che presentano le radici del loro percorso di elettrificazione e gli ultimi modelli. Nello specifico, Stellantis racconta 50 anni di ricerche confluiti nella Nuova 500 RED, partendo dall’innovativa concept car Fiat X1/23 del 1974. Sviluppata ben cinque decadi fa, è uno dei primi esempi al mondo di citycar a motore elettrico: piccola monovolume a due posti, con una velocità massima di 75km/h ed un’autonomia di 70 km ad una velocità costante di 50 km/h.

Mercedes-Benz espone, invece, la pioniera 190 E Elektro, un modello sperimentale con un motore elettrico per ognuna delle due ruote posteriori, presentato ad Hannover negli anni ‘90. All’altro capo dell’evoluzione si trova l’ammiraglia EQS: la vetta dell’elettrificazione del marchio Mercedes-EQ.

Anche per McLaren è tempo di presentare, a Padova, la prima supercar ibrida della Casa: Artura segna l’inizio di un nuovo capitolo.

Novità anche nel mondo dei ricambi. Con più di 600 specialisti in pezzi di ricambio, aziende specializzate nella cura dell’auto e artigiani del restauro Padova si conferma il più grande mercato europeo. Quest’anno, inoltre, anche il Dipartimento Heritage di Stellantis mette in mostra modelli restaurati e pezzi di ricambio tornati in produzione.

Sulla linea di continuità tra passato e futuro si cala anche la prima di Morgan Motor Company ad Auto e Moto d’Epoca, lo storico marchio inglese che realizza artigianalmente vetture sportive dallo stile inconfondibilmente rétro. Radici nel passato e la sostenibilità come orizzonte anche per i nuovi modelli R 18 di BMW Motorrad. Senza tempo, invece, il fascino della sempreverde Mercedes 190 SL. In mostra a Padova l’esclusivo esemplare posseduto da Gina Lollobrigida. E ancora velocità e tecnologia sostenibile per lo stand Bentley, con la Continental GT Speed – il modello più dinamico della gamma – e la nuova Bentayga Hybrid.

Tantissimi, infine, i club e registri storici presenti al salone con i loro gioielli, come per esempio l’Alfa Romeo 6C 2300 L Mille Miglia, la prima Superleggera di sempre, e la secolare Lancia Lambda, la prima auto moderna della storia. È il centenario dell’auto di Vincenzo Lancia che segnò la rivoluzione dell’industria automobilistica; esposti tre modelli: una berlina, una balloon e una torpedo.

Ecco un’anteprima delle novità che attendono pubblico ed espositori a Padova. “Per quasi 40 anni il salone ha costruito un legame di fiducia con pubblico ed espositori. Tutti sanno che vale sempre la pena visitare Auto e Moto d’Epoca. Un risultato possibile grazie a tre pilastri fondamentali: la qualità, la passione, l’innovazione” racconta Mario Carlo Baccaglini, organizzatore del Salone.“Auto e Moto d’Epoca è sempre bella, è sempre il più grande mercato in Europa di auto e ricambi storici ed è sempre il posto migliore dove trovare la classica dei propri sogni. Una cosa non è mai: non è mai uguale a quella degli anni prima. In ogni edizione sviluppiamo nuove mostre tematiche e nuovi filoni di approfondimento, investendo e lavorando con i nostri partner per mostrare una sfaccettatura inedita della passione Heritage. Il patrimonio Classic ha sempre qualcosa da dire e Padova è il luogo giusto dove scoprirlo. Il rombo dello scarico, l’emozione della guida, il vibrare del motore, il profumo degli interni, le forme della carrozzeria: ecco cosa rende ogni singola auto d’epoca unica. Ecco gli ingredienti della passione da scoprire ogni anno e, ogni anno, in una chiave diversa, inedita. Con questa edizione battiamo tutti i nostri record offrendo ai visitatori quattro mostre e un intero focus dedicato al motorsport d’epoca. Le chiavi del 2021 sono il divertimento e l’emozione perché il salone e il mondo del Classic guardano risolutamente avanti e con grande entusiasmo”.

Benvenuti ad Auto e Moto d’Epoca 2021 dunque.

Vi aspettiamo al primo grande salone europeo della stagione 2021/2022.

IT.H.I.C. ITALIAN HOSPITALITY INVESTMENT CONFERENCE

di Alessandro Genovesi e Greta Meggiolaro

October 12, 2022

Real Estate Market & Finance nell’industria alberghiera

Oggi Giorgia Rossi Agency è presente a IT.H.I.C.,la prima conferenza internazionale dedicata esclusivamente agli investimenti nel settore dell’ospitalità in Italia.

Un evento unico di approfondimento e networking, dedicato all’industria alberghiera, a quella immobiliare ed alla finanza specializzata, rivolto a fondi di investimento specializzati, istituti bancari, developer nel settore immobiliare, società di consulenza, studi legali e di progettazione nel settore hospitality ed ai gestori alberghieri, indipendenti e di catena.

Giorgia Rossi Agency Media Partner di HOSPITALITY DAY 2021 Rimini

Finalmente il grande evento: un’intera giornata dedicata al mondo dell’ospitalità organizzata da Teamwork

di Alessandro Genovesi e Greta Meggiolaro

October 12, 2021

Oggi siamo presenti come Media Partner ad Hospitality Day 2021. In un solo giorno tantissime opportunità per approfondire i temi dell’ospitalità, del real estate, di un’ospitalità sostenibile.

Hospitality Day, nonostante tutto, vuole rappresentare una grande speranza per tutto il settore. “Già centinaia di albergatori e aziende che operano nel mondo dell’ospitalità ci hanno chiamato per esprimere la propria soddisfazione e l’intenzione di partecipare – dichiara Mauro Santinato, Presidente di Teamwork e ideatore dell’evento – e questo la dice lunga sulla voglia che gli operatori hanno di ripartire dalla qualità. Oltre alla formazione, quest’anno assumeranno particolare valore l’incontro e il confronto di cui c’è tanto bisogno nel nostro settore. Ho sempre amato descrivere Hospitality Day come la festa dell’ospitalità”.

Dai general manager di famosi hotel nel mondo, ai trend & travel setter, dai grandi gruppi alberghieri ai migliori architetti di design hotel, per incontrarsi, confrontarsi, aggiornarsi e tracciare il futuro dell’hotellerie.

Seminari e panel, la possibilità di incontrarele più importanti aziende di servizi e prodotti del settore:l’ottava edizione di Hospitality Day organizzata da Teamwork, società di consulenza e formazione alberghiera di Rimini,propone un programma ricco e vario, che si sviluppa in 15 sale,in cui si alternano speaker d’eccezione pronti ad offrire soluzioni e consigli per crescere e lavorare meglio ed esperti per presentare le ultime novità del settore hospitality.

Oltre ai seminari nelle sale, cinque arene tematiche, dedicate ad altrettanti argomenti: 

Breakfast, Housekeeping, Sala e servizio, Green e Design.

Cinque aree in cui ci sono interventi, talk, interviste e dibattiti e dove si confrontano esperti, testimonial e consulenti.

Tra i relatori:

DANIEL LEVINE

Trends Analyst, Online & Live Trends Presenter, Director, the Avant-Guide Institute

ALEXANDER SCHNEIDER

President, Nikki Beach Hotels & Resorts

MARTIN SAPORI

Deputy Vice President Global Sales, Accor

DANILO GUERRINI

Presidente Delegazione Italia, Relais & Châteaux e Maître de Maison, Hotel Borgo San Felice, Castelnuovo Berardenga (SI)

TED TENG

Global President, Cornell Hotel Society

GIOVANNI MANFREDINI

Senior Faculty & Specialization Head, Glion Institute of Higher Education

ALEXANDRE GAMBERONI

Senior Lecturer, Les Roches Crans-Montana

DIEGO DI GAETANO

General Manager, The Hoxton Rome

MARCO GILARDI

Director of Operations, NH Hotel Group

HOSPITALITY DAY 2020 – Palacongressi di Rimini, 13.10.2020 (Ph © Giorgio Salvatori)

HOSPITALITY DAY 2021 – in anteprima il calendario completo dell’evento

di Alessandro Genovesi

October 06, 2022

Nel nostro Blog pubblichiamo in anteprima il calendario completo degli eventi che si terranno all’Hospitality Day 2021 al Palacongressi di Rimini: clicca qui!

HOSPITALITY DAY 2021

di Alessandro Genovesi

October 02, 2021

Siamo lieti di essere Media Partners di @hospitalitydayrimini @teamwork_rimini l’evento più atteso e unico sul mondo dell’ospitalità il 12 Ottobre al Palacongressi di Rimini. Il turismo rappresenta il 13% del PIL italiano e contribuisce al PIL mondiale per circa il 10%; tuttavia è stato uno dei settori più colpiti dalla crisi Covid. Testimonianze, relatori di fama internazionale, seminari e tanto altro ancora a sostegno di questo prezioso saranno pubblicate sui nostri canali Social oltre che sul nostro sito e blog.

Cosa determina il successo di una BRAND STRATEGY ?

di Alessandro Genovesi

September, 30, 2021
Brand positioning, cos'è e come funziona: definizione, esempi e formula  statement

Una brand strategy di successo, ovvero efficace ed efficiente, è formata da numerose azioni, tutte rivolte al raggiungimento di un unico obiettivo.

  1. L’analisi accurata dello scenario e delle risorse economiche/organizzative della tua azienda
  2. La determinazione della strategia da perseguire
  3. La definizione di una serie di singole azioni, tutte rivolte a perseguire la strategia di medio periodo.

Solo una visione unica del prodotto e di come lo stesso possa essere rappresentato e comunicato nella sua parte tangibile – legata ai bisogni del cliente – e nella sua parte intangibile – fatta dei valori dell’azienda e di quelli attribuiti alla categoria di prodotti – permette di aspirare ad una presenza forte sul mercato e di realizzare il massimo grado di allineamento del brand al core business dell’azienda.

Buon Compleanno Mademoiselle Coco Chanel

di Giorgia Rossi

August 19, 2021

Gabrielle Bonheur Chanel è nata il 19 Agosto 1883, orfana e, ma energica e risoluta.

Tutti la conosciamo, ma quello che mi ha sempre colpito di questa “piccola grande donna”, era la sua personalità volitiva dotata di grande coraggio e desiderio di affermazione.

Capacità e persistenza e forse anche un po’ di fortuna nel conoscere le persone che le sono state vicine supportando le sue iniziative, l’hanno consacrata una icona incredibile e forse anche “irraggiungibile”.

Le due CC incrociate nella loro semplicità sono il logo più conosciuto al mondo simbolo di quella eleganza comoda e lussuosa amata dalle signore e signorine di tutto l’Universo.

Esternamente delicata come la camelia, ma con un carattere deciso e schietto asseriva che “ la felicità non è altro che il profumo del nostro animo”.

Indimenticabile Coco…..

Le creazioni artigiane di Alberto

di Giorgia Rossi

July 06, 2022

Ho sempre amato le scarpe con i tacchi alti, altissimi👠. Quando vedo quelle donne stupende camminare su tacco 15 fluttuando e ondeggiando con disinvoltura e sicurezza, io provo un’invidia totale! ebbene si lo ammetto! Perché, malgrado il mio amore e le mie Louboutin ( nel caso non lo abbiate compreso… nella prima foto📸 sono io rigorosamente seduta, ma anche Reese Witherspoon è seduta😝) resisto non più di mezz’ora e dopo cerco le mie ballerine come l’acqua nel deserto. Ma amo le heels anche se fanno male alla schiena e bla bla bla ( e poi gli uomini le trovano sensuali😉). Nude, nere, fucsia con il fiocchetto del mio amico Alberto @lineanostra, bianche mi fanno impazzire. Le compro e le tengo nell’armadio perché almeno un paio di heels bisogna rigorosamente averlo, anche se lo indossate raramente. Sono consigliati i mezzi tacchi per la schiena, ma diciamolo amiche mie, i tacchi alti ci fanno sembrare alte, immense, femmine alla conquista di ciò che meritiamo.

Ribellarsi. La sfida di un’ecologia umana”

Diretta Live X Cool People con Don Giulio Dellavite

di Giorgia Rossi

June 07, 2021

“Ribellarsi. La sfida di un’ecologia umana” di Don Giulio Dellavite, non è un libro, ma è un percorso di riflessioni sull’essere umano e soprattutto su noi stessi. Ogni parola, ogni frase sono stati l’incipit per traslare su di me delle domande, domande su quello che abbiamo o che abbiamo perso o che vorremmo avere.

Ci siamo creati una zona confort, senza pensare che forse non è la dimensione giusta per noi? Siamo talmente fagocitati dallo smartphone e dai social media che non apprezziamo più la prima cicala che canta l’arrivo dell’estate? Viviamo il “brutto” vestito da bello perché è ciò che in questo momento ci sembra il meglio per noi?

Ri-bellarsi è un monito per “tornare al bello” mediante un’ “ecologia umana integrale” di noi stessi, del nostro corpo, della nostra mente che tradotto significa “ECO-LOGIA”, dandoci la possibilità di capire che dobbiamo comprendere il nostro valore, le nostre potenzialità, essere unici e magari amare quel “cappottino verde” che esce dai colori abituali di un capospalla, ma che ci rende unici e conoscibili tra mille cappotti dai soliti colori.

Stasera vi invito alla diretta Instagram alle ore 21 con l’autore di questo meraviglioso libro, Don Giulio Bellavite, il quale dopo aver lavorato in Santa Sede come officiale della Congregazione per i Vescovi, attualmente è il Segretario Generale della curia di Bergamo.

La Passione di Olio della Azienda Bonanno Domenico

di Giorgia Rossi

May 05, 2021

Oggi vi racconto dell’azienda familiare Bonanno fondata nel 1860 a Campobello di Mazara in provincia di Trapani e che conta oggi su un’estensione di 20.000 piante, molte delle quali sono esemplari plurisecolari.

L’azienda coltiva la “Nocellara del Belice” nella zona a Denominazione di Origine Controllata, ed è stata fra le prime ad ottenere la certificazione di origine protetta “Olive Nocellara del Belice DOP”.
La produzione agricola è il risultato della capacità di conciliare il rispetto per le antiche tradizioni con i più innovativi metodi di lavorazione, curando la coltivazione secondo i criteri naturali dell’agricoltura biologica, senza uso di fitofarmaci e concimi chimici.

Io ho una forte PASSIONE per l’olio perché è una grande risorsa ed eccellenza del nostro Belpaese e, peraltro, regalare una bottiglia di olio è sempre un cadeau molto chic. Questo meraviglioso prodotto è un olio dal fruttato intenso, con una nota distinta di amaro e piccante dal colore verde intenso tendente al dorato. Io l’ho assaggiato su una fetta di buon pane perché è la degustazione migliore per apprezzarne il sapore anche se chiaramente esalta il sapore di ogni cibo.
Ancora una volta mi accorgo di quanti tesori abbiamo e se siete curiosi di scoprire, visitate il sito www.bonannodomenico.com